South Star Mixtape, Peppe Soks e la fusione tra rap e neomelodico

Peppe Soks presenta un progetto corale che mette insieme generazioni, sperimentazioni e il racconto dei quartieri

La pubblicazione di South Star Mixtape segna un nuovo capitolo nella carriera di Peppe Soks: un progetto composto da 17 tracce che mescola influenze, stili e numerose collaborazioni. Al centro del lavoro c’è l’idea di creare una piattaforma condivisa, una sorta di movimento che riprende la dimensione del precedente Stella Del Sud e la trasforma in un progetto collettivo. Nel racconto di Soks l’approccio è pratico: molte collaborazioni non sono nate online, ma in presenza, durante sessioni in studio fatte girando per l’Italia per registrare con produttori e colleghi.

Il concept e l’origine del movimento

Dietro il titolo si intravede un’idea precisa: rappresentare un territorio con orgoglio e allo stesso tempo aprirsi a chi condivide gli stessi valori. South Star non è solo un nome d’album, ma un modo per mettere in luce le storie di Salerno e dei suoi abitanti, abbracciando anche chi viene da altre realtà. Soks parla di un’operazione voluta per dare spazio e visibilità: la dimensione collettiva del progetto nasce dalla volontà di creare un movimento capace di includere artisti e ascoltatori che si riconoscono in quegli stessi ideali.

Sessioni in studio e lavoro sul campo

La forza del mixtape sta nella spontaneità delle collaborazioni. Peppe Soks racconta di aver registrato fianco a fianco con produttori e rapper, privilegiando l’incontro diretto rispetto allo scambio digitale. Questo metodo ha permesso di ottenere performance più autentiche e scelte musicali più immediate, un processo che sottolinea l’importanza della pratica dal vivo nella costruzione di un progetto. L’approccio è anche sperimentale: Soks non si limita al rap tradizionale ma cerca di contaminare suoni e generi per trovare nuove formule espressive.

Collaborazioni che segnano il disco

Tra gli ospiti emergono nomi con cui il rapporto è consolidato: con Christian Liguori sono presenti tre tracce, segno di un’intesa artistica quotidiana. L’incontro con Nitro assume un valore simbolico, perché rappresenta per Soks un riferimento ascoltato fin dall’infanzia, mentre la presenza di Néza è sottolineata come un apporto sonoro potente. El Chapo Junior viene descritto come la next gen di Salerno, a cui Soks è felice di dare spazio e fiducia artistica.

Temi centrali: libertà, quartieri e responsabilità

Nel mixtape non mancano tracce che affrontano argomenti profondi: la canzone sulla libertà apre una riflessione che è sia esterna sia interiore. Per Soks la libertà non è solo condizione sociale ma anche stato d’animo, ed è collegata al bisogno di offrire alternative ai giovani che spesso si trovano in situazioni complesse. Il disco mette in luce i quartieri popolari come fucine di creatività, ma anche come luoghi dove serve più sostegno: l’artista chiede iniziative che tengano lontana la gioventù dalle strade per offrire percorsi positivi.

Neomelodico, sperimentazione e radici

Un elemento interessante del progetto è la contaminazione con il neomelodico, una pratica che per Soks non è nuova: già in passato ha ottenuto una hit con Franco Ricciardi e ha lavorato come autore per un brano di Gigi D’Alessio. Per l’artista la musica è innanzitutto fusione, e se due linguaggi si sposano bene vale la pena unirli. La scelta riflette una volontà di abbattere steccati di genere e di portare avanti una sperimentazione che dialoga con la tradizione locale senza tradirla.

Scena, autenticità e prospettive

Nel confronto più ampio sulla scena italiana, Soks esprime preoccupazione per fenomeni che rischiano di banalizzare la cultura hip hop: la viralità su piattaforme come TikTok ha portato a situazioni in cui alcuni si improvvisano rapper dopo un trend, senza rispetto per le radici del movimento. Allo stesso tempo riconosce che l’ostentazione gangsta fa parte del rap game e ne è sempre stata componente. La sua scelta stilistica, invece, rifiuta linguaggi misogini: l’approccio privilegia il rispetto e un messaggio inclusivo che mira a coinvolgere piuttosto che dividere.

Scritto da Martina Marchesi

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