Ospite di Domenica In il 10 maggio 2026, Biagio Antonacci ha trasformato un’intervista promozionale per il singolo You and me in una conversazione intima sul suo percorso artistico e sui legami che lo hanno formato. Tra ricordi di gioventù, scelte professionali e momenti di commozione, il cantautore ha raccontato con schiettezza come la famiglia abbia influito sulla sua vita pubblica e privata. In studio non sono mancati gesti simbolici, battute e un omaggio musicale che hanno alternato leggerezza e profondità, mostrando lati diversi di un artista con quasi quattro decenni di carriera.
Dagli inizi all’equilibrio tra lavoro e sogno
Nel racconto di Biagio Antonacci emergono anni fatti di prudenza e di doppia vita: cantare mentre si svolgeva il lavoro di geometra prima del terzo album. Questo periodo è descritto come una fase di tutela del sogno, quando la musica era ancora un progetto fragile e la realtà richiesta dai familiari imponeva cautela. Antonacci ha ammesso di non aver dato per certa la durata della sua carriera, spinto dalla paura di illudersi. Quel mix di concretezza e vocazione gli ha permesso però di costruire una base solida, dove l’esperienza pratica convive con la passione artistica.
La presenza dei genitori come ancora
Fondamentale, nel suo racconto, è stata la figura della madre Ornella, descritta come il vero punto di riferimento: una donna che, lavorando come sarta, ha saputo coniugare affetto e disciplina. La sua presenza ai concerti insieme al padre dava a Biagio una sicurezza scenica che attenuava le ansie tipiche di chi si esibisce dal vivo. In occasione della puntata è anche intervenuto un gesto simbolico: una rosa donata a Mara Venier per la Festa della mamma, segno di riconoscenza verso tutte le figure materne presenti nella sua vita e nel pubblico.
Il dolore per la perdita e il rimpianto
Un passaggio carico di emozione è stato quello dedicato al padre, scomparso nel 2014 poco prima di un concerto nella sua città. Antonacci ha ricordato quegli ultimi giorni e la scelta di salire sul palco appena tre giorni dopo il funerale: un atto che ha messo in luce la tensione tra il personale lutto e l’impegno verso il pubblico. Da quel momento il cantautore dice di aver compreso meglio la potenza della vita, pur portando con sé il rimpianto di non aver mai pronunciato un «ti voglio bene» al genitore quando era ancora in vita.
Rituali che mantengono il legame
Per non spezzare il filo con il padre, Antonacci e il fratello Graziano continuano a onorarne la memoria con piccoli gesti: ogni 25 luglio gli viene portato un fiore, una consuetudine che mantiene viva la relazione oltre la perdita. Questo tipo di rituale è presentato come un modo concreto per dare continuità ai sentimenti e per non lasciarli smarrire nel tempo. L’artista ha tradotto il lutto in una lezione di presenza, sottolineando come dolore e musica possano convivere e trasformarsi in forza espressiva.
Momenti di leggerezza, amicizie e omaggi
La conversazione con Mara Venier ha alternato parti sincere a siparietti divertiti: la lunga amicizia tra conduttrice e artista è emersa tra battute sui tanti baci scambiati e sulla natura affettuosa del loro rapporto. A scombinare ulteriormente il tono è intervenuto Eros Ramazzotti con una telefonata che ha fatto sorridere il pubblico e ha ricordato i legami duraturi nel mondo della musica italiana. Non è mancata neppure una gaffe: Antonacci ha accennato a una sorpresa legata a uno stadio, suscitando un breve imbarazzo e la pronta replica dell’amico.
Un omaggio a Gino Paoli
Tra gli sprazzi musicali, l’artista ha voluto rendere omaggio a Gino Paoli interpretando “Una lunga storia d’amore” e raccontando un ricordo privato: una cena durante la quale Paoli ha cantato per il figlio di Antonacci, senza che nessuno scattasse foto. Quel momento, secondo Biagio, è rimasto indelebile proprio perché non immortalato, un esempio di come certi ricordi vadano conservati nella memoria piuttosto che nei dispositivi digitali. L’omaggio ha chiuso l’intervista con una nota di nostalgia e riconoscenza verso i maestri della canzone.
La puntata del 10 maggio 2026 ha così restituito il ritratto di un artista che, pur celebrando risultati e palchi, non rinuncia alla sincerità delle emozioni private. Tra il lancio di You and me, l’attesa per il tour Unplugged 2026 e il bilancio umano fatto in diretta, Biagio Antonacci ha mostrato come la musica possa essere dispositivo per narrare successi, paure e affetti. Alla fine rimane la sensazione di una gratitudine profonda verso chi lo ha sostenuto sin dall’inizio: la famiglia, gli amici e il pubblico.

