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20 Settembre 2026

Il cantante britannico parla di Gaza e affronta le proteste a Philadelphia

Al ritorno sul palco di Philadelphia, Ed Sheeran affronta la crisi di Gaza, gli abbandoni degli opening act e le proteste che hanno segnato il suo Loop Tour.

Il cantante britannico parla di Gaza e affronta le proteste a Philadelphia

Il 5 settembre scorso, lo spettacolo di Ed Sheeran a New Jersey è stato interrotto quando il rapper americano Macklemore, ospite di apertura, ha gridato “Free Palestine” dal basso del palco. La richiesta è stata respinta dal gestore della struttura, il proprietario dei New England Patriots, Robert Kraft, che ha ordinato l’esclusione dell’artista dal resto del tour. Da quel momento, la notizia ha innescato una serie di dimissioni: la band di accompagnamento, Finneas, il cantautore irlandese Aaron Rowe e la formazione danese Lukas Graham hanno deciso di non partecipare più, in segno di solidarietà con Macklemore.

Philadelphia: la data che segna il punto di svolta del Loop Tour

Il concerto al Lincoln Financial Field, il primo dopo la bufera, si è svolto senza alcun opening act. Sheeran è stato costretto a esibirsi praticamente da solo, assistito solo da Beoga un gruppo folk irlandese, per alcune canzoni. All’esterno dello stadio, gruppi filo-palestinesi hanno organizzato una manifestazione, mentre le forze di polizia hanno dichiarato che sarebbe stata garantita una presenza adeguata per la sicurezza di pubblico e residenti. Sul mercato secondario, i biglietti hanno subito un repentino calo: da 123 a 67 dollari, un fenomeno che TicketData attribuisce più al naturale avvicinarsi della data che alle tensioni politiche.

Le parole di Ed Sheeran sulla crisi di Gaza

Salito sul palco, l’artista ha dedicato i primi minuti a una dichiarazione inedita. Ha definito la situazione a Gaza “catastrofica, ingiustificabile e sproporzionata”, esprimendo il proprio “cuore spezzato” per le vittime civili, in particolare i bambini. Sheeran ha sottolineato che, pur avendo opinioni personali, ha scelto di non trasformare i propri concerti in una “piattaforma politica”, ma ha ritenuto impossibile restare in silenzio di fronte a una questione umanitaria. Ha anche ammesso di non possedere una conoscenza approfondita del conflitto, ma di cercare modi concreti per contribuire agli aiuti umanitari.

Reazioni, donazioni e impatto commerciale

Dopo la dichiarazione, Macklemore ha annunciato una donazione di un milione di dollari a favore degli aiuti in Palestina, invitando anche Kraft a fare lo stesso. Secondo un portavoce, entrambe le parti avrebbero deciso di destinare due milioni di dollari ciascuno, senza specificare i beneficiari finali. Le critiche nei confronti di Sheeran sono continuate: alcuni hanno accusato l’artista di non aver difeso il rapper e di aver ceduto ai pressioni del promoter. Nonostante la tempesta, il Loop Tour rimane una delle tournée più redditizie al mondo, con incassi medi superiori a 7 milioni di dollari per data secondo Pollstar.

Bilancio di una serata sotto pressione

Il concerto, pur avvenuto tra proteste e prezzi dei biglietti al minimo storico, ha proseguito senza interruzioni. Dopo il discorso, Sheeran ha preso in mano la chitarra e ha iniziato il repertorio, suscitando applausi. La serata ha dimostrato che, in un contesto di alta visibilità, le questioni politiche possono affondare radici anche in eventi che tradizionalmente cercano di mantenere una posizione neutrale. Per un artista del calibro di Ed Sheeran, la decisione di parlare – pur limitandosi a una dichiarazione umanitaria – ha messo in luce la sottile linea tra intrattenimento e impegno sociale, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione oltre la musica.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.