Il 27 settembre Lorenzo Cherubini, meglio noto come Jovanotti compie sessant’anni. L’anniversario, però, non si trasforma in una cerimonia tradizionale: il cantautore lo vive come un’estensione del proprio lavoro, come una festa permanente che organizza dal 1992. Durante il Jova Summer Party al Circo Massimo, ha detto di non considerare il compleanno “una data da celebrare in modo empatico”, preferendo una pizza con le amiche piuttosto che un party spettacolare. Questa visione si intreccia con il suo approccio al tempo, che definisce “un flusso che scivola via mentre pedalo 2 000 chilometri in bici tra le tappe del tour”.
Il party al Circo Massimo: musica, ospiti e filosofia dei 60
Il concerto finale del tour, chiamato da Jovanotti “party”, è iniziato nel pomeriggio con la partecipazione di artisti come Mobrici, Frankie Hi-Nrg e il dj Benny Benassi, per concludersi con un set acustico e la canzone “Border Jam”, in cui il cantautore parla di utopie e di cancellare i confini. Durante la serata ha omaggiato Alberto Sordi e ha dedicato una frase a Emma Bonino, ricordando l’importanza di “vivere liberi fino alla fine”. Il pubblico ha potuto vedere il “gladiatore sorridente” trasformarsi in Jovanotti confermando la sua capacità di coniugare spettacolo e intimità.
Il tour in bicicletta
Il tour in bicicletta ha coperto più di 2 000 km, attraversando l’Italia da nord a sud e culminando con le due serate al Circo Massimo. Jovanotti ha raccontato che Roma rappresenta la sua infanzia degli anni ‘70-‘80, una città “senza pericoli” dove San Pietro era “un parco giochi”. Per lui, pedalare è stato il modo per mantenere viva quella “bambina” interiore, elemento centrale del suo prossimo documentario.
Il documentario “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”
Diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, il film è stato girato in sette anni, ma l’artista ha deciso di non controllarne il contenuto, lasciando che i registi raccontassero la sua storia “rivolta al futuro”. Una scoperta fortuita ha cambiato la narrazione: è stato ritrovato uno scatolone di Super 8 realizzato dal padre, con centinaia di immagini dell’infanzia di Lorenzo. Il documentario, quindi, si concentra sul “bambino che porto dentro”, offrendo uno sguardo vulnerabile e allo stesso tempo festoso sull’intera carriera.
Canzoni romantiche e retorica musicale
Jovanotti ha sottolineato che le sue canzoni più amate sono quelle romantiche, perché “hanno una vita più lunga”. Quando gli viene chiesto di cantare con una chitarra, risponde sempre “Bella”. Nelle sue parole, la musica è l’unico spazio in cui è lecito concedersi utopie e retorica che nella vita reale sarebbero sempre più difficili da accettare.
Cortona: la mostra di Gino Severini e il contesto storico
Il 60° compleanno del cantautore coincide con due ricorrenze a Cortona: l’anniversario della morte di San Francesco (3 ottobre) e la mostra “Gino Severini. Modernità come dialogo” al MAEC, aperta fino al 1 novembre. La mostra raccoglie più di ottanta opere del futurista cortonese, con pezzi presi dalla Collezione Romana Severini-Franchina e da una ricostruzione dell’Esposizione di Lacerba del 1913-1914. Accanto alle opere futuriste, il museo espone importanti reperti etruschi, tra cui la Tabula cortonensis e un lampadario in bronzo, testimonianze della ricca storia della zona.
Il legame personale di Jovanotti con Cortona
Lorenzo vive in una villa nel Poggio, zona residenziale di Cortona dove gestisce il suo studio di registrazione. La casa, circondata da giardini all’italiana e vista sul Trasimeno, rappresenta il suo “buen retiro”, il luogo dove si rifugia con la famiglia e dove ha tratto ispirazione per il nuovo documentario. Anche la bottega antiquaria del padre, situata in piazza della Repubblica, rimane un punto di riferimento culturale per il cantautore.
Nonostante il “zero” di progetti concreti, Jovanotti non annuncia il ritiro. Preferisce mantenere la “sensazione” di libertà, lasciando aperta la possibilità di tornare in scena in qualsiasi momento. La combinazione di concerti, documentario e la presenza nella mostra di Severini offre una visione completa dell’artista: un uomo che celebra i 60 anni senza cerimonie, ma con la stessa energia con cui ha organizzato le sue feste fin dall’età di sedici anni.



