Il Conservatorio San Pietro a Majella lancia la sua stagione autunnale con una proposta ambiziosa: ventuno concerti distribuiti in tre mesi, tutti gratuiti fino a esaurimento posti. L’iniziativa fa parte delle celebrazioni per il bicentenario dell’istituzione e prende il via il 18 settembre, proseguendo fino al 14 dicembre. Gli appuntamenti si svolgeranno prevalentemente nella storica Sala Scarlatti con inizio fissato per le 18.00. L’obiettivo è mettere in dialogo repertori tradizionali e contemporanei, offrendo al pubblico napoletano una panoramica che spazia dal classico al jazz dalla canzone partenopea alla musica per banda, passando per il teatro e l’organico.
Il calendario della rassegna: date, orari e ingresso
Il programma prevede 21 concerti che si susseguiranno dal 18 settembre al 14 dicembre, con la consueta fascia oraria delle 18.00. L’ingresso è libero e non è richiesta prenotazione, sebbene i posti siano limitati e si preveda una rapida esaurimento. Tra le tappe più attese troviamo il concerto d’apertura, intitolato “Il filo della memoria” e un appuntamento speciale il 13 novembre dedicato al Premio San Pietro a Majella consegnato al celebre pianista Michele Campanella. La serie comprende anche due serate con la U.S. Naval Forces Europe and Africa Band (9 e 23 ottobre) e un concerto per i 200 anni del Conservatorio affidato alla Scuola di Strumentazione per Banda.
Il concerto d’apertura: “Il filo della memoria”
Il 18 settembre l’Ensemble d’archi del Conservatorio, diretto da Giuseppe Camerlingo apre la stagione con un repertorio che collega il passato al presente. Tra le opere programmate spiccano brani di Alejandro CeceFranz Schubert e Dmitrij Šostakovič. Sul palco si esibiscono Giampietro Giumento al clarinetto, Niccolò Laiso al violino e Matteo Introna alla viola, creando una fusione di timbri che introduce efficacemente il pubblico alla varietà stilistica che caratterizzerà l’intero ciclo.
I generi e le formazioni in scena
La rassegna alterna momenti di musica classica a esplorazioni più sperimentali. Tra i giorni dedicati al repertorio tradizionale si troveranno esecuzioni di Schubert, Šostakovič, Brahms, Mozart, Dvořák e Cilea, affidate a solisti, piccoli ensemble e orchestre del Conservatorio. Il 4 novembre è prevista la serata “Ricordando Severino” un omaggio al flautista Severino Gazzelloni con Salvatore Lombardi al flauto e Bruno Canino al pianoforte. Nel panorama jazz, il 15 ottobre la classe di musica jazz presenterà “Napoli Cuba solo andata” con Matteo Franza alla tromba, Marco Sannini al flicorno e Dino Massa al pianoforte, affiancati da Marco De Tilla al contrabbasso e Giovanni Imparato alle percussioni.
Canzone napoletana e tradizione editoriale
Il legame con la cultura partenopea sarà al centro di due appuntamenti: il 13 ottobre si terrà “La tavola rotonda del Cavalier Bideri” un dibattito sull’importanza dell’editoria nella diffusione della canzone classica napoletana, recentemente proposta al patrimonio UNESCO. Il 15 ottobre, invece, il concerto “Napoli Cuba solo andata” unirà sonorità cubane e napoletane, dimostrando la capacità del Conservatorio di accogliere influenze internazionali senza tradire le proprie radici.
Eventi speciali: premi, ospiti internazionali e concerto per Kimbo
Il punto culminante della stagione sarà il 13 novembre quando il direttore Gaetano Panariello e la presidente Carla Ciccarelli presenteranno il Premio San Pietro a Majella a Michele Campanella. Dopo la cerimonia, il maestro eseguirà un programma dedicato a Schubert, regalando al pubblico una serata di alta classe. Parallelamente, la presenza della U.S. Naval Forces Europe and Africa Band in due serate (9 e 23 ottobre) offrirà un’esperienza di musica marittima di alto livello. Il 1 ottobre in occasione della Giornata Internazionale del Caffè, si terrà il “Concerto per Kimbo”, con Walter Ricci e gli studenti vincitori di borse di studio finanziate dall’azienda Kimbo per l’anno accademico 2025/26, un ponte tra musica e tradizione culinaria napoletana.
Gli appuntamenti, tutti alle ore 18.00, garantiscono al pubblico un’offerta culturale ricca e variegata, gratuitamente, fino a esaurimento dei posti disponibili.



