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8 Novembre 2026

Ultima tappa italiana di Dylan: concerto a Bologna senza cellulari

Bob Dylan ritorna a Bologna per l’ultimo concerto italiano, con regole anti‑cellulari e una scaletta che mescola hit storiche e nuovi arrangiamenti.

Ultima tappa italiana di Dylan: concerto a Bologna senza cellulari

Sabato 7 novembre il cantautore premiato con il Nobel, Bob Dylan, salirà sul palco dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, chiudendo il suo Light of Autumn tour sul suolo italiano. Dopo le tappe di Milano (2 novembre) e Roma (5 novembre), la città emiliana ospiterà l’ultima serata prima della conclusione londinese a dicembre. Il concerto sarà caratterizzato da una rigida politca phone-free: al varco i fan dovranno inserire gli smartphone in custodie sigillate forniti da Yondr, rendendo l’esperienza più immersione sonora e meno dipendente da immagini social.

Regole anti-cellulari e atmosfera intima

L’Unipol Arena accoglierà circa un migliaio di spettatori, tutti tenuti a rispettare il divieto di utilizzo dei dispositivi mobili durante lo spettacolo. Le custodie saranno disponibili all’ingresso e potranno essere sbloccate solo in apposite aree di emergenza. Questa scelta, già adottata nei concerti di Dylan in altre capitali, elimina i maxischermi e le interazioni verbali con il pubblico, focalizzando l’attenzione sul suono delle chitarre e sulla voce ruvida del cantautore, avvolti da un chiaroscuro scenico in cui il pianoforte occupa il centro della scena.

Il ruolo della custodia Yondr

Yondr, azienda specializzata in contenitori anti-manomissione, fornisce cassette di plastica sigillata che impediscono la registrazione audio-video. L’obiettivo dichiarato è “aprire gli occhi e affinare i sensi” quando la dipendenza digitale viene temporaneamente sospesa. Gli spettatori potranno comunque contattare i servizi di emergenza, poiché le cassette si aprono in un’area dedicata gestita dallo staff.

Scaletta prevista: tra classici, tributi e nuove interpretazioni

La scaletta, non ufficiale ma basata su setlist recenti, dovrebbe contare eighteen brani della durata complessiva di circa un’ora e trenta minuti. Il concerto dovrebbe aprirsi con “Watching the River Flow”, per poi attraversare brani come “Love Sick”, “It Ain’t Me, Babe” e “High Water (For Charley Patton)”. Dylan includerà omaggi a Bo Diddley (“I Can Tell”) e a Jerry Lee Lewis (“I Can’t Seem to Say Goodbye”), dimostrando la sua capacità di inserire riferimenti storici nella performance. Tra i pezzi più attesi ci sono le rivisitazioni di “Tangled Up in Blue” e “When I Paint My Masterpiece”, così come brani tratti dal suo album più recente, Rough and Rowdy Ways (2020), e da Time Out of Mind (1997), che sta ritornando al centro del repertorio.

Contesto del tour e ritorni storici

Il Light of Autumn tour è giunto al termine con cinque appuntamenti finali a Londra, ma la tappa italiana ha assunto un valore simbolico. Dylan, 85 anni, ha già suonato a Bologna nel 1997, davanti a circa 300 000 giovani durante il XXIII Congresso Eucaristico Mondiale, dove interpretò brani come “Forever Young” e “Knockin’ on Heaven’s Door”. Quell’esibizione fu seguita da un incontro con il Papa Giovanni Paolo II, immortalato da una foto che divenne iconica. Il ritorno nella stessa città, con una formula di concerti senza schermi, sembra chiudere un cerchio, dimostrando che l’artista continua a privilegiare l’esperienza sonora rispetto alla fama mediatica.

Il concerto di Bob Dylan a Bologna promette di essere un evento unico: un ritiro digitale in cui la musica occupa l’intero spazio scenico, dove le vecchie canzoni si mescolano a nuove declinazioni e dove la leggenda del cantautore continua a scrivere pagine di storia, sempre più lontane dalla spettacolarizzazione e più vicine al puro atto della narrazione musicale.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.