Salta al contenuto
7 Novembre 2026

Classifica Poison: ordine di valore dei sette dischi

Un viaggio attraverso i sette LP dei Poison, dal debutto fino al loro ultimo lavoro, per capire quale sia davvero il migliore.

Classifica Poison: ordine di valore dei sette dischi

Il gruppo Poison rappresenta una delle icone più riconoscibili del glam metal, grazie a look sgargianti, melodie accattivanti e una presenza scenica che ha segnato la fine degli anni ’80. In questo articolo si ripercorre l’intera discografia, sette album pubblicati tra il 1986 e il 2007, per stabilire una classifica dalla peggiore alla migliore.

Il cammino della band è stato caratterizzato da momenti di multi-platinum e da periodi di crisi, quando l’arrivo del grunge ha messo in ombra il genere. Analizzeremo quindi le tre uscite più celebrate, seguite dai quattro LP più controversi, alla luce dei cambiamenti di formazione e delle evoluzioni stilistiche.

Il periodo d’oro: i tre album più celebrati (1986-1990)

Tra il 1986 e il 1990 Poison ha prodotto la trilogia che ha consacrato il loro nome nella storia del glam metal. Questi tre dischi sono considerati i più influenti e hanno definito lo standard per la band.

Il debutto di Poison e le radici del successo

Il primo LP, Look What the Cat Dragged In (1986), è arrivato in un periodo in cui la scena era ancora in fermento. Con brani come “Talk Dirty to Me” e “I Want Action”, l’album ha subito ottenuto la certificazione multi-platinum, aprendo la strada a un pubblico internazionale affamato di riff melodici e party-metal spensierato.

L’esplosione di pop-metal con Open Up and Say … Ahh!

Nel 1988, Open Up and Say … Ahh! ha spinto il gruppo verso l’apice della pop-metal. Il singolo “Every Rose Has Its Thorn” ha dominato le classifiche radiofoniche, mentre l’intero disco ha consolidato la fama di Poison come capofila del genere, guadagnando nuovamente la certificazione multi-platinum.

Flesh & Blood: il culmine prima del cambiamento

Il 1990 ha visto l’uscita di Flesh & Blood, un disco che combina ballate emotive e brani più pesanti. Questo lavoro è stato l’ultimo capolavoro prima dell’arrivo del grunge, riflettendo un cambio stilistico che avrebbe presto messo alla prova la popolarità della band.

Dalla crisi al ritorno: gli ultimi quattro LP (1993-2007)

Dopo il 1991, quando C.C. DeVille fu estromesso dal gruppo in seguito a un episodio drammatico ai MTV Video Music Awards, Poison ha dovuto reinventarsi. La sostituzione con il virtuoso di blues-rock Richie Kotzen ha segnato una svolta sonora, ma il contesto musicale si era ormai spostato.

Native Tongue (1993): il tentativo di rinnovamento con Richie Kotzen

Il terzo disco, Native Tongue, è un esempio di sperimentazione. Con Kotzen alla chitarra, la band ha inserito sonorità più blues-rock e arrangiamenti complessi, ma il pubblico, ormai affascinato dal grunge, non ha risposto con lo stesso entusiasmo delle precedenti uscite.

Crack a Smile … and More! (2000): il materiale rimasto in attesa

Nel 2000 è stato pubblicato Crack a Smile … and More!, una raccolta di brani registrati negli anni ’90 con il chitarrista Blues Saraceno, ma rimasti in archivio a causa di cambi di lineup. L’album è stato accolto come una cassa di risonanza per i fan più fedeli, sebbene non abbia replicato i successi commerciali dei primi tre LP.

Hollyweird (2002): il ritorno di C.C. DeVille

Il ritorno di C.C. DeVille nel 2002 ha alimentato l’attesa per Hollyweird. L’album ha cercato di mescolare l’energia dei primi anni con nuove influenze, ma le critiche lo hanno definito incoerente, posizionandolo nella parte bassa della classifica complessiva.

Poison’d! (2007): l’ultima sperimentazione di cover

L’ultimo sforzo di studio, Poison’d!, è una collezione di cover che dimostra la capacità della band di reinterpretare brani altrui. Pur mostrando rispetto per le influenze musicali, è considerato il punto più debole della discografia, chiudendo il ciclo dei sette album.

La classifica definitiva dal peggiore al migliore è: Poison’d! (2007), Hollyweird (2002), Crack a Smile … and More! (2000), Native Tongue (1993), Look What the Cat Dragged In (1986), Open Up and Say … Ahh! (1988), Flesh & Blood (1990). Anche se la band ha attraversato alti e bassi, i tre album dei primi anni rimangono il cuore pulsante del glam metal e continuano a riempire le playlist dei fan di tutto il mondo.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.