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24 Ottobre 2026

Orchestra Multietnica porta la world music nella Casa Circondariale di Arezzo

Una serata di musica globale in prigione: i detenuti di Arezzo saliranno sul palco con l’Orchestra Multietnica.

Orchestra Multietnica porta la world music nella Casa Circondariale di Arezzo

La musica è spesso descritta come un linguaggio universale capace di superare confini geografici e culturali. In contesti difficili, come quello carcerario, essa può diventare un ponte fra esperienze diverse, creando spazi di dialogo dove le parole tradizionali non bastano. Questo è il principio che ha ispirato l’iniziativa organizzata dall’Orchestra Multietnica di Arezzo, mirata a dimostrare che l’arte può fungere da strumento di inclusione e di crescita personale anche dietro le sbarre.

Il 28 ottobre, la Casa Circondariale di Arezzo ospiterà una lezione-concerto finale, frutto di mesi di lavoro con un gruppo ristretto di detenuti. Non saranno più semplici spettatori: al termine del percorso formativo, dieci soggetti internamente coinvolti prenderanno parte attiva sul palco, mettendo in pratica le competenze acquisite durante il laboratorio Musicale curato dall’Orchestra Multietnica.

Il laboratorio “Saràbanda” nella Casa Circondariale di Arezzo

Il progetto, denominato “Saràbanda”, è stato realizzato con il sostegno del Comune di Arezzo, dell’Assessorato alle Politiche per l’integrazione, di Officine della Cultura e dell’Associazione Donne Insieme. In circa dieci partecipanti, il percorso ha favorito la scoperta di ritmi, melodie e cantilene provenienti da diverse parti del mondo, incoraggiando la pratica condivisa e la sperimentazione di strumenti tradizionali. Ogni lezione ha offerto la possibilità di cantare nella propria lingua d’origine, in modo da valorizzare l’identità culturale di ciascuno e trasformare quelle differenze in una risorsa comune.

Partner istituzionali e obiettivi

Grazie alla collaborazione tra le istituzioni locali e le associazioni culturali, il laboratorio ha potuto operare in un contesto spesso chiuso e poco accessibile. L’obiettivo primario era sviluppare competenze espressive e rafforzare l’autostima dei partecipanti, attraverso l’ascolto attivo e la produzione musicale. Parallelamente, è stato promosso il rispetto reciproco tra culture diverse, creando così una piattaforma di interculturalità capace di ridurre lo stigma associato al carcere e di favorire legami più solidi all’interno della comunità carceraria.

Lezione-concerto del 28 ottobre: un momento di restituzione

Nel pomeriggio del 28 ottobre, un gruppo consistente di musicisti dell’Orchestra Multietnica accompagnerà i detenuti nella realizzazione di un concerto che coniuga world music e repertori tradizionali. I brani proposti includono melodie familiari per i partecipanti e altre provenienti da culture lontane, offrendo così una panoramica sonora variegata. L’evento rappresenta il culmine di un percorso formativo dove l’aspetto didattico si fonde con la performance, consentendo ai detenuti di approfondire l’ascolto, di condividere le proprie esperienze e di esprimere la propria storia attraverso il canto nella lingua madre.

Il valore educativo della musica

Massimo Ferri, curatore del progetto, ha sottolineato che la musica funge da strumento educativo capace di aprire spazi di partecipazione anche in ambienti carcerari. Il lavoro collettivo, l’ascolto reciproco e la pratica musicale offrono opportunità concrete per sviluppare capacità espressive, consolidare la fiducia in sé stessi e sperimentare nuove forme di collaborazione. In questo modo, la lezione-concerto diventa più di un semplice spettacolo: è una testimonianza tangibile di come l’arte possa generare dialogo interculturale e valorizzare la persona al di là della sua condizione legale.

Prospettive future: da Arezzo alle scuole

Al termine dell’esperienza nella Casa Circondariale, “Saràbanda” continuerà il suo percorso educativo nelle scuole del territorio. Sarà previsto un laboratorio musicale presso la Scuola Primaria “Masaccio” e un progetto teatrale presso la Scuola Primaria “Sante Tani”, entrambe facenti parte dell’Istituto Comprensivo “IV Novembre”. Queste attività mirano a trasferire le competenze acquisite in carcere verso un pubblico più giovane, consolidando il legame tra cultura, inclusione e educazione musicale a livello cittadino.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.