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4 Settembre 2026

Miles Davis e l’Italia: la storia di un legame musicale unico

Un viaggio attraverso la vita e la musica di Miles Davis, con un focus speciale sul suo legame con l'Italia. Scopri come il jazzista ha rivoluzionato la scena musicale italiana.

Miles Davis e l'Italia: la storia di un legame musicale unico

Miles Davis, uno dei più grandi musicisti del XX secolo, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del jazz. Il suo legame con l’Italia è stato particolarmente intenso e significativo, come emerge dal saggio “Miles Davis in Italy” di Antonio Pellegrini, pubblicato da Ortica Editrice.

Questo libro, uscito nel 2025, offre una panoramica dettagliata delle esibizioni di Davis in Italia, dal 1956 al 1991, e del suo impatto sulla cultura musicale del paese. Pellegrini, con una scrittura chiara e coinvolgente, riesce a trasmettere l’essenza della musica di Davis e il suo spirito innovativo.

L’infanzia e la formazione di un genio

Il libro inizia con un’analisi approfondita dell’infanzia di Davis, mettendo in luce come la sua famiglia gli abbia trasmesso un forte senso di autostima e indipendenza. Nonostante le difficoltà legate al razzismo, Davis ha sempre creduto nella sua unicità, un tratto che lo ha accompagnato per tutta la vita. “All’età di dodici anni, la musica era diventata la cosa più importante della mia vita” ha dichiarato Davis nella sua autobiografia.

La sua formazione musicale è stata altrettanto affascinante. Davis ha iniziato a suonare la tromba all’età di tredici anni, dopo aver ricevuto il suo primo strumento in regalo. La sua tecnica si è evoluta grazie allo studio approfondito della teoria musicale e alle lezioni con Elwood Buchanan, che lo ha incoraggiato a sviluppare uno stile unico, caratterizzato da un tono chiaro e medio.

I concerti in Italia e l’impatto culturale

La seconda parte del libro è dedicata ai concerti di Davis in Italia, con un’attenzione particolare agli eventi più significativi. Uno di questi è il concerto del 31 marzo 1960 al Teatro Lirico di Milano, descritto dal critico Arrigo Polillo nel volume “Stasera Jazz”. Polillo racconta di un Davis “più ingrugnato che mai”, accompagnato dal suo avvocato, e di un Coltrane “smarrito e insicuro”, in un’atmosfera tesa e surreale.

Il libro non si limita alla cronaca musicale, ma analizza anche l’impatto del jazz di Davis sull’Italia dell’epoca. Pellegrini utilizza aneddoti, ritagli di giornale e recensioni storiche per contestualizzare l’influenza di Davis sulla scena jazz italiana, coinvolgendo festival e teatri iconici come il Teatro dell’Arte di Milano e Umbria Jazz.

L’innovazione musicale di Davis

Uno degli aspetti più interessanti del libro è l’analisi dei capolavori di Davis, come “Kind of Blue” considerato da molti il più grande disco jazz di sempre. Pellegrini spiega come questo album si basasse sui principi del jazz modale, un’innovazione rivoluzionaria per l’epoca. Davis consegnava agli esecutori una serie di schemi e scale che avrebbero costituito il perimetro per l’improvvisazione, garantendo al contempo un’ampia libertà creativa.

Il libro si conclude con testimonianze di musicisti come Robben Ford e aneddoti condivisi sui social media da Bobby Broom, offrendo un quadro completo e dettagliato della vita e della carriera di Miles Davis. “Miles Davis in Italy” è un’opera dal notevole valore documentario, che si rivolge principalmente a un pubblico di appassionati di jazz e di chi desidera scoprire i dietro le quinte di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.