Nel contesto del Bellini International Contest, il Teatro Massimo Bellini di Catania ha presentato I Puritani di Vincenzo Bellini al Metropolitan, affiancando al palcoscenico un secondo cast per garantire il riposo della compagnia titolare e mantenere la programmazione prevista per il pubblico prenotato.
Parallelamente, il teatro ha avviato una campagna educativa rivolta alle scuole della città, permettendo agli studenti di assistere alle prove generali. L’iniziativa vuole dimostrare che il bel canto dell’Ottocento non è patrimonio solo degli anziani, ma una forma d’arte viva capace di parlare ai giovani.
Il palco del Metropolitan: scenografia e dinamiche del secondo cast
La regia di Renato Bonajuto ha immerso lo spettatore in un contesto medievale ispirato ai castelli del Lohengrin con architetture gotiche e scenografie che ricordano le atmosfere dei racconti di Alexandre Dumas. Il periodo storico scelto, il 1563, porta in scena le vicende di Oliver Cromwell e di Carlo I, intrecciando la trama operistica con riferimenti alla storia europea dell’epoca.
Il cast alternativo ha saputo affrontare le sfide vocali tipiche di Bellini. Irina Lungu rumena di origine latina, ha interpretato Elvira con una voce limpida e potente, guadagnandosi l’entusiasmo del pubblico. Accanto a lei, Janusz Nosek ha interpretato il colonnello puritano Sir Riccardo Forth, offrendo un timbro solido ma limitato da una certa rigidità fisica nei movimenti scenici.
Dettagli dei protagonisti
Valerio Borgioni, nella parte di Lord Arturo Talbo, ha mostrato un’energia drammatica interessante, sebbene qualche passaggio di transizione fosse meno fluido. Dario Russo ha dato vita a Sir Giorgio con presenza scenica dominante, mentre Sofia Janelidze ha interpretato brevemente Enrichetta di Francia, aggiungendo un tocco di eleganza al quadro complessivo.
L’iniziativa scolastica: far entrare i ragazzi nel mondo del romanticismo
Il Teatro Massimo Bellini ha aperto le prove generali a gruppi di studenti, previo appuntamento, con l’obiettivo di far conoscere il bel canto e la cultura romantica europea. Gli insegnanti di lingua italiana e straniera possono utilizzare la produzione come strumento didattico per illustrare i temi dell’amore impossibile tipici di autori come Novalis, Hölderlin e Brentano.
Durante le visite, i giovani hanno potuto osservare i preparativi tecnici, i tentativi di equilibrio tra voce e orchestra e l’allestimento scenico. L’esperienza mira a trasformare la percezione del teatro da “luogo per adulti” a spazio di creatività e apprendimento stimolando la curiosità verso le composizioni del XIX secolo.
Critica musicale e acustica: punti di forza e criticità
La direzione d’orchestra è stata affidata al maestro Fabrizio Maria Carminati, che ha saputo gestire la complessità delle arie belliniane nonostante le difficoltà acustiche del Metropolitan. L’orchestra, posizionata vicino al palcoscenico e separata dal pubblico da transenne, ha evidenziato una certa pressione sonora: i pianissimi talvolta si sono persi, mentre i fortissimi hanno riempito la sala in modo quasi travolgente.
Il Coro del Massimo, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina, ha garantito un supporto corale di alto livello, richiamando anche il coro greco nelle scene più solenni. Nonostante l’ampiezza della sala, i cantanti hanno mantenuto la chiarezza delle linee melodiche, ma l’acustica ha richiesto un attento bilanciamento da parte del direttore.
Il secondo cast ha dimostrato di essere all’altezza delle arie più esigenti, mentre l’iniziativa scolastica ha aperto una porta sul passato romantico per una nuova generazione di ascoltatori.


