Veterani di Sanremo 2026: graduatoria delle partecipazioni e novità della prima serata

La panoramica sui partecipanti più longevi del Festival 2026: dalla classifica delle presenze ai debutti assoluti e all'ordine di uscita della prima serata

Il Festival di Sanremo 2026 porta all’Ariston un mix di volti storici e nuove energie: veterani che hanno fatto la storia della manifestazione si alternano a esordi pronti a farsi notare. Qui trovate una mappa chiara delle presenze più ricorrenti, l’ordine di uscita della prima serata e le osservazioni emerse dall’analisi dei materiali ufficiali e delle comunicazioni delle case discografiche. Il quadro, aggiornato con l’edizione 2026, mette a confronto passato e rinnovamento e suggerisce quali effetti queste scelte possano avere sulla visibilità dei cantanti.

I veterani
In cima alla classifica delle partecipazioni troviamo, a pari merito, Patty Pravo e Francesco Renga: entrambi arrivano a 11 apparizioni all’Ariston. Patty torna con Opera; Renga gareggia con Il meglio di me. Alle loro spalle c’è Marco Masini, alla decima presenza, che sale sul palco con Fedez per Male necessario. Questi nomi incarnano la continuità storica del Festival, quella linea che conserva memoria e autorità artistica.

Presenze multiple
Tra i protagonisti con più apparizioni spiccano Arisa, con 8 partecipazioni (in gara con Magica favola), Ermal Meta alla settima (Stella stellina) e Malika Ayane, alla sesta, con Animali notturni. Sono artisti che offrono riferimenti stabili al pubblico e contribuiscono a tenere saldo il filo della tradizione musicale della kermesse.

Partecipazioni medie e rientri
Nella fascia intermedia – tre-cinque partecipazioni – ci sono interpreti che bilanciano continuità e novità. Raf è alla quinta presenza con Ora e per sempre; Enrico Nigiotti raggiunge la quarta con Ogni volta che non so volare. Levante, Michele Bravi, Dargen D’Amico e Leo Gassmann si attestano sulle tre presenze ciascuno, portando scelte stilistiche differenti che aiutano a variare il palinsesto. Tra i rientri si segnalano J‑Ax e Sal Da Vinci, alla seconda partecipazione, rispettivamente con Italia Starter Pack e Per sempre sì: ritorni che aggiungono sfumature narrative allo spettacolo.

Debutti e ricambio generazionale
La 76ª edizione ospita molti esordi assoluti: Le Bambole di Pezza, Chiello, Eddie Brock, Luchè, Maria Antonietta (con Colombre), Nayt, Samurai Jay, Sayf, Tommaso Paradiso e Tredici Pietro compongono la pattuglia dei nuovi arrivati. Le nuove proposte coprono un ventaglio di sonorità — dal pop al rap, dal cantautorato a traiettorie più indipendenti — e contribuiscono a diversificare il suono complessivo del Festival, rivolgendosi a pubblici diversi e rinfrescando la lineup.

Prima serata: ordine di uscita e atmosfera
La prima serata è stata aperta da Ditonellapiaga con Che fastidio!, seguita da una scaletta pensata per alternare ritmi e atmosfere. L’ordine di uscita, comunicato in conferenza stampa e riportato nel run sheet tecnico, è stato rispettato con attenzione: la regia ha dosato tagli e pause per rispettare i tempi e mantenere ritmo e varietà. Le note tecniche sulla scenografia e le sequenze luminose sono state predisposte per ottimizzare i cambi e dare respiro agli interventi.

Ospiti e momenti speciali
Tra gli ospiti attesi figurano nomi di richiamo come Tiziano Ferro e Olly (indicato nei materiali come vincitore del Festival 2026). Ci sono stati anche momenti di forte carica simbolica: la presenza di Gianna Pratesi, ultracentenaria di Chiavari, pensata come omaggio alla figura femminile nella storia della Repubblica, e l’apparizione di Kabir Bedi insieme a Can Yaman per un richiamo al personaggio di Sandokan. Queste partecipazioni hanno avuto sia valore celebrativo sia un effetto attrattivo sui media.

Organizzazione, votazioni e impatto
Dai documenti emerge un’organizzazione attenta ai tempi: la produzione ha monitorato costantemente la scaletta per evitare slittamenti che avrebbero impattato le serate successive. Sul fronte delle valutazioni, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web ha stilato una classifica provvisoria della prima serata; il sistema scelto non prevede eliminazioni immediate, così da permettere a tutte le 30 canzoni di essere ascoltate e confrontate in condizioni equivalenti. I criteri di valutazione hanno privilegiato esecuzione, testo e impatto scenico, con procedure condivise per la votazione.

Conseguenze e prossimi passi
L’assenza di tagli drastici nelle prime fasi favorisce la visibilità degli emergenti e dà tempo alla promozione di chi arriva dall’indie o da scene meno mainstream. Allo stesso tempo, i nomi affermati consolidano il legame storico del Festival con il pubblico più tradizionale. Nei giorni successivi la produzione continuerà a monitorare ascolti e reazioni sui canali ufficiali e aggiornerà il run sheet e le comunicazioni alla stampa in base ai riscontri. Sono previste ulteriori conferenze nei prossimi giorni per fare il punto sull’andamento della manifestazione. L’intento della direzione artistica e della produzione sembra chiaro: mantenere l’appeal trasversale del Festival, tenendo insieme tradizione, curiosità e strategia televisiva.

Scritto da Redazione

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