Pubblicato venerdì 19 giugno 2026 per Chiaro Records e distribuito da Believe Velenox è il primo lavoro ufficiale di Christian Velenosi, in arte Velenox. L’album, composto da dieci tracce, si presenta come un viaggio in cui la tensione interiore non viene negata ma accolta: il veleno diventa materiale artistico e strumento di cambiamento. Le sonorità sono decise, il rap è spesso descritto come sanguigno diretto e immediato, e la produzione vede il contributo di Malogrido e di Kavah quest’ultimo noto per la collaborazione con Willie Peyote.
Il concetto dell’album e le radici del progetto
Al centro dell’album c’è una domanda esistenziale: quel veleno che portiamo dentro deve necessariamente annichilirci, o può trasformarsi in qualcosa di positivo? Velenox sceglie la seconda via: non la lotta frontale per sradicare la propria parte oscura, ma la sua riconoscenza e integrazione. Il rapper racconta come la rassegnazione e la frustrazione—frasi tipo “Trovati un lavoro sicuro, i sogni si realizzano solo nei film”—siano state il carburante del suo percorso. Queste convinzioni, tipiche di un contesto provinciale da cui proviene, sono descritte come un veleno che può, se accolto, trasformarsi in fame creativa e consapevolezza.
La narrazione di Velenox non è un manifesto di vittoria facile: si tratta piuttosto di una pratica di sopravvivenza trasformativa. Il rapper dichiara di non voler impartire lezioni, ma di voler restituire immagini e sensazioni autentiche: un rap che pulsa come il sangue e che non si atteggia a morale universale. La citazione del film Bronx“La cosa più triste nella vita è il talento sprecato” è stata per lui uno stimolo fondamentale per rimettere in gioco il proprio potenziale.
Produzione, collaborazioni e processi creativi
La fase di produzione ha visto un lavoro lungo e meticoloso. Velenox racconta una collaborazione pluriennale con Malogrido e un confronto formativo con Kavah che lo ha spinto a professionalizzare il metodo in studio. Il progetto nasce da un lungo cantiere di provini e sperimentazioni, con una svolta individuata dalla reazione dal vivo alla traccia Hit ‘Em Up singolo che ha segnato la direzione definitiva del disco.
Influenze musicali e formazione
Le ispirazioni di Velenox derivano da un mix nazionale e internazionale: artisti come Salmo e Noyz Narcos hanno contribuito a definire un linguaggio crudo e immaginifico, mentre la West Coast americana e figure come Tupac e i N.W.A. hanno influito sul trattamento dei temi sociali in forma non banale. Il background musicale comprende lo studio del pianoforte e della ritmica: competenze che, afferma l’artista, gli hanno dato una naturalezza nella gestione delle melodie, dei cambi di flow e del tempo durante la scrittura e le performance.
Malaffari, collettivo e prospettive future
Dal 2026 Velenox fa parte di Malaffari un collettivo generazionale nato dall’idea di Malogrido e formato insieme ai rapper Stamina e Dudoje. Il progetto vuole essere una risposta all’individualismo contemporaneo: un modo per creare scena e opportunità fuori dai canali tradizionali. Il disco contiene Nobody la prima collaborazione ufficiale con il collettivo, e l’artista anticipa la possibilità di un impegno discografico con i Malaffari nel 2026, oltre a proseguire il lavoro solista.
Tra i singoli che hanno anticipato l’uscita del disco ci sono Hit ‘Em UpRobot e Clandestini tracce che hanno costruito l’aspettativa attorno al progetto. Velenox ribadisce che la sua missione è “prendere ciò di cui ci hanno derubati” riconquistare la fiducia nei sogni e nella possibilità di scegliere strade diverse rispetto a quelle impostate dall’ambiente d’origine.
Con dieci tracce che esplorano ferite, dogmi e individualismo, Velenox si presenta come un debutto che guarda sia al proprio vissuto provinciale sia alle radici più ampie del rap nazionale e internazionale.


