Macklemore ha pronunciato la frase “Palestina libera” durante l’apertura del concerto del MetLife Stadium a New Jersey il gesto ha portato alla sua esclusione dal Loop Tour di Sheeran. L’episodio è avvenuto nella serata di apertura e ha coinvolto subito promoter, proprietari di impianti e artisti di supporto.
La vicenda ha assunto rilievo nazionale perché ha messo in tensione il rapporto tra espressione politica degli artisti e pressioni economiche degli impianti. La rimozione di Macklemore ha provocato reazioni a catena: ritiri di artisti annunciati dalle partecipazioni future e una petizione dell’Israeli American Council che aveva chiesto l’esclusione dall’itinerario.
Azioni immediate al MetLife Stadium e motivazioni della rimozione
Durante l’esibizione introduttiva del brano “Hind’s Hall” Macklemore aveva citato la giovane palestinese Hind Rajab e mostrato proiezioni sulla situazione nella Striscia di Gaza, quindi aveva detto “Palestina libera“. Secondo la ricostruzione fornita dal rapper, il proprietario del Gillette StadiumRobert Kraft avrebbe comunicato a Sheeran di non voler condividere il palco con lui, e tale posizione avrebbe portato alla decisione di escluderlo dalle date successive.
Il caso è proseguito con l’intervento di gestori di altri impianti e sponsor che, secondo i protagonisti coinvolti, avrebbero minacciato la cancellazione delle rispettive date qualora Macklemore fosse rimasto in cartellone. La disputa ha quindi assunto una dimensione contrattuale e commerciale oltre che simbolica.
Reazioni di artisti di supporto e ritiri dal tour
Diverse aperture previste per le tappe statunitensi si sono ritirate in segno di solidarietà dopo l’annuncio della rimozione. Tra i nomi che hanno confermato l’allontanamento vi sono Finneas il cantautore irlandese Aaron Rowe il gruppo danese Lukas Graham e la band irlandese Beoga. Ciascun artista ha pubblicato dichiarazioni che denunciavano quella che hanno definito una forma di censura nei confronti di Macklemore.
Le defezioni hanno messo a rischio l’intero disegno del tour negli Stati Uniti, con date a rischio cancellazione e potenziali perdite economiche per biglietti e sponsor. L’evento ha inoltre polarizzato l’opinione pubblica sul tema della libertà di espressione nei contesti di intrattenimento dal vivo.
Coinvolgimento di Robert Kraft e posizioni istituzionali
Robert Kraft noto proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium ha dichiarato che le parole di Macklemore erano “profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica” e ha richiamato episodi del passato dell’artista che a suo dire evidenzierebbero una “storia di retorica antisemita”. Questa posizione è stata citata come elemento che ha convinto alcuni gestori a rimuovere l’artista dai cartelloni.
L’intervento di Kraft ha influenzato la catena decisionale tra proprietari di impianti e promoter, contribuendo a trasformare una singola frase in un motivo di rinegoziazione contrattuale e di gestione dei rischi reputazionali per gli organizzatori.
Dichiarazioni di Sheeran, reazioni pubbliche e interventi esterni
Sheeran ha risposto sui social spiegando di aver tentato di mediare e precisando che la decisione finale di escludere Macklemore era stata assunta dal promoter, il Messina Touring Group, e non da lui. Lo stato di tensione attorno al tour ha portato critiche verso l’artista per non aver preso una posizione più netta; nello stesso tempo Sheeran ha scritto che non intendeva trasformare i suoi concerti in “un palco per la politica” e ha dichiarato: “non uso la mia piattaforma professionale per fare dichiarazioni politiche”.
Figure esterne allo spettacolo come la cantante Pink hanno espresso critiche verso Macklemore: Pink ha condiviso un messaggio accusando il rapper di “propaganda anti-israeliana”. Altri personaggi del panorama musicale, come Roger Waters, hanno invece denunciato la rimozione come un atto di censura culturale, aumentando la polarizzazione del dibattito.
Impatto sul calendario del Loop Tour e prossimi sviluppi
Le date statunitensi del Loop Tour dovevano proseguire con tappe previste in diverse città; la ripresa del tour è stata messa in dubbio dopo i ritiri degli artisti di supporto e le pressioni dei gestori di impianti. Il tour avrebbe dovuto toccare altre arene importanti, mettendo in primo piano il conflitto tra esigenze artistiche e vincoli commerciali.
Macklemore ha commentato pubblicamente l’esclusione sostenendo che, nonostante l’allontanamento, la vicenda aveva riportato la Palestina al centro della discussione: “Se le mie parole mi hanno costato il palco, ma hanno riportato la Palestina al centro della discussione, questo è il tour più di successo a cui abbia mai partecipato”. Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2026.



