Un dramma familiare ha sconvolto la tranquilla cittadina di San Stino di Livenzanel Veneto Orientale. Chiara Guerrainsegnante di lettere alle medie, è stata uccisa dal nipote 17enne, che ha confessato il delitto dopo un interrogatorio con gli inquirenti. La vicenda, che ha scosso la comunità locale, ha visto il coinvolgimento delle forze dell’ordine e una lunga ricerca del corpo della vittima.
Il giovane, sconosciuto alle forze dell’ordine e descritto come un ragazzo solitario ma non violento, ha confessato di aver ucciso la zia durante una lite. Secondo le ricostruzioni, il movente potrebbe essere legato a dissidi familiari riguardanti il patrimonio di famiglia, che include un podere di 5mila metri quadri e una casa colonica su quattro piani. La famiglia, benestante e stimata nella comunità, è stata al centro di frequenti litigi per questioni ereditarie.
La confessione e le indagini
Il giovane ha inizialmente mentito ai vicini, affermando che la zia non era rientrata a casa e che era preoccupato. Tuttavia, durante l’interrogatorio con il pm di Pordenoneha confessato di aver litigato con la zia e di averla uccisa a coltellate nella legnaia della grande casa di famiglia. Successivamente, ha trasportato il corpo con una carriola, coprendolo con un telo, e lo ha gettato in un canale vicino.
Le indagini, coordinate dalla procura di Pordenone, hanno portato al rinvenimento del corpo di Chiara Guerra nel fiume Lemenea una decina di chilometri dal luogo in cui era stato gettato. Il cadavere, trovato in un sacco, presentava numerose ferite da taglio. Il giovane ha ammesso di aver tentato di cancellare le prove, cercando di dare fuoco al corpo e gettando il coltello e il cellulare della zia nelle acque del canale.
Il movente e le dinamiche familiari
Gli inquirenti stanno approfondendo il movente del delitto, che sembra legato a conflitti familiari riguardanti l’eredità. La vittima e il fratello, padre del ragazzo, litigavano frequentemente per il patrimonio di famiglia, che includeva un podere, una casa colonica e un giardino ben curato. Il giovane, che viveva con i genitori all’interno della stessa tenuta, potrebbe aver agito per motivi economici.
Il sindaco di San Stino di Livenza, Gianluca De Stefaniha espresso il cordoglio della comunità per la tragica vicenda, sottolineando che la famiglia della vittima è benvoluta e stimata nella cittadina. Le indagini continuano per chiarire tutti i dettagli del caso e per individuare eventuali complici, anche se al momento gli inquirenti escludono il coinvolgimento di terze persone.
Le ricerche e il ritrovamento del corpo
Le ricerche del corpo di Chiara Guerra sono state condotte dai vigili del fuoco, che hanno perlustrato il canale e il fiume Lemene con l’ausilio di sommozzatori, droni e cani molecolari. Il cadavere è stato finalmente ritrovato dopo tre giorni di ricerche, galleggiante nelle acque del fiume Lemene, in località Settesorelle. Il corpo, in condizioni integre, è stato recuperato e portato al laboratorio di medicina legale per ulteriori accertamenti.
Il caso ha suscitato grande emozione nella comunità di San Stino di Livenza, dove la famiglia della vittima è conosciuta e rispettata. La vicenda, che ha visto il coinvolgimento di un giovane apparentemente tranquillo, solleva interrogativi sul movente e sulle dinamiche familiari che hanno portato a questo tragico epilogo. Le indagini continuano per fare piena luce sul caso e per garantire giustizia alla vittima e alla sua famiglia.



