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16 Giugno 2026

Omicidio a San Stino di Livenza: il dramma di Chiara Guerra e il nipote 17enne

Una professoressa amata dai suoi studenti, un nipote di 17 anni e una lite per l'eredità. Scopri la storia di Chiara Guerra e il dramma di San Stino di Livenza.

Omicidio a San Stino di Livenza: il dramma di Chiara Guerra e il nipote 17enne

In un tranquillo paese del Veneto, San Stino di Livenza, si è consumata una tragedia che ha scosso l’intera comunità. Chiara Guerra, una professoressa di italiano amata dai suoi studenti, è stata uccisa dal nipote di 17 anni. La vicenda, che ha dell’incredibile, ha visto il giovane confessare l’omicidio dopo un lungo interrogatorio.

La professoressa Guerra, 53 anni, era una figura rispettata e amata nella scuola media dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini. I suoi studenti, commossi dalla notizia, hanno lasciato fiori e biglietti davanti alla sua casa, un gesto che testimonia l’affetto che tutti nutrivano per lei. “Era buonissima”, ha detto il padre di uno studente, posando un fiore sul cancello della sua enorme tenuta.

La confessione del nipote e la ricostruzione dell’omicidio

Il nipote di Chiara Guerra, un ragazzo di 17 anni, ha confessato di aver ucciso la zia durante una lite nella legnaia di famiglia. Secondo la sua versione, la discussione è degenerata e il giovane ha sferrato due fendenti con un coltello da cucina. Dopo l’omicidio, ha cercato di ripulire la stanza dal sangue e ha caricato il corpo su una carriola, trasportandolo fino al canale Malgher dove l’ha abbandonato.

La macabra passeggiata del ragazzo in pieno giorno non ha destato sospetti, tanto che nessuno si è accorto di nulla. Le indagini dei carabinieri sono partite quando la scuola ha segnalato l’assenza della professoressa e un’amica ha allertato le autorità perché non riusciva a contattarla. Il giovane è stato interrogato a lungo e ha infine confessato l’omicidio.

Le tensioni familiari e il movente economico

Dietro questa tragedia ci sarebbero tensioni familiari legate a questioni economiche. La professoressa Guerra e il padre del ragazzo erano in disaccordo sulla gestione del patrimonio di famiglia. Il giovane, che compirà 18 anni tra pochi mesi, avanzava pretese sulla gestione dell’eredità, una disputa che ha portato alla tragedia.

Gli inquirenti stanno ancora indagando per fare piena luce sui reali contorni economici della vicenda. Le dichiarazioni del diciassettenne sono apparse confuse e contraddittorie, tanto che le indagini non sono ancora chiuse. La casa di via Fratelli Cervi e la tipografia sono state sequestrate e la scientifica ha trovato diverse tracce di sangue nella legnaia.

Le ricerche del cadavere e le operazioni dei vigili del fuoco

Le ricerche del cadavere di Chiara Guerra sono state avviate sabato sera e riprese all’alba di domenica. I vigili del fuoco hanno passato al setaccio il canale Malgher con sommozzatori, droni ed elicottero. Le operazioni sono state rese difficili dal fatto che il corpo si trova in acqua da circa 72 ore e le forti correnti potrebbero averlo spinto verso il fiume Lemene.

Le ricerche si sono estese fino al fiume Loncon, in cui il canale Malgher si immette appena dopo l’abitato di San Stino di Livenza. Gli esperti delle squadre speleo alpino fluviali di Portogruaro e il nucleo sommozzatori di Venezia stanno operando lungo gli argini e in acqua per trovare il corpo e l’arma del delitto.

La tragedia di Chiara Guerra ha lasciato un segno profondo nella comunità di San Stino di Livenza. La professoressa, che viveva per i suoi studenti, sarà sempre ricordata come una persona riservata ma autorevolecapace di farsi ascoltare e rispettare. I suoi studenti, commossi e addolorati, hanno promesso di fare un buon esame per renderla orgogliosa di loro.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.