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17 Settembre 2026

Macklemore bandito dal concerto di Ed Sheeran: artisti si ritirano

Il rappeur Macklemore è stato cacciato dal tour di Ed Sheeran per aver difeso la Palestina; finora l’intera lineup di supporti ha rinunciato, alimentando un acceso dibattito sulla censura musicale.

Macklemore bandito dal concerto di Ed Sheeran: artisti si ritirano

Il tour statunitense di Ed Sheeran è passato dall’essere una celebrazione musicale a un epicentro di tensioni politiche. Il punto di svolta è avvenuto il 4 settembre al MetLife Stadium del New Jersey, dove l’artista ha affidato l’apertura al rappeur Macklemore. Durante la sua performance, il cantante ha introdotto il brano Hind’s Hall citando la giovane palestinese Hind Rajab e proclamando “Free Palestine”. Il gesto è stato accompagnato da proiezioni che mostravano la devastazione nella Striscia di Gaza.

Le reazioni immediate alle dichiarazioni di Macklemore

Le parole del rapper hanno subito scatenato una valanga di critiche. L’Israeli American Council ha lanciato una petizione chiedendo l’esclusione di Macklemore dal resto del tour, indicando le sue dichiarazioni come “propaganda a senso unico”. Anche il gruppo StopAntisemitism ha denunciato l’intervento, mentre la cantante Pink ha condiviso un post che accusa Macklemore di “propaganda antisraeliana”. Il messaggio dei sostenitori ebraici ha intensificato la pressione sugli organizzatori, spingendoli a rivedere la programmazione.

L’esclusione del rapper e la fuga degli artisti di supporto

Il 14 settembre Macklemore ha comunicato di aver ricevuto il divieto di esibirsi nelle date successive, accusando Ed Sheeran di aver subito pressioni da parte dei proprietari degli impianti, tra cui il miliardario Robert Kraft, noto per i legami con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il giorno dopo, Sheeran ha rilasciato una dichiarazione in cui ha precisato che la decisione finale è stata presa dal promoter, il Messina Touring Group, e non dal cantautore. Il silenzio del musicista è stato interpretato da molti come un tacere complice.

In risposta, diversi artisti che avevano in programma di aprire i concerti hanno deciso di ritirarsi in solidarietà a Macklemore. Tra questi figurano la band irlandese Beoga il cantautore Aaron Rowe il gruppo danese Lukas Graham e il produttore Finneas fratello di Billie Eilish. Ogni artista ha pubblicato su Instagram una dichiarazione in cui denunciava la censura e ribadiva il proprio sostegno alla causa palestinese.

Roger Waters entra in scena

Il co-fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters ha pubblicato un video su cui attacca direttamente Ed Sheeran, definendo l’esclusione di Macklemore una manifestazione di “censura culturale”. Waters ha sottolineato che “ci sono persone che fanno la cosa giusta, come Macklemore, e altri che fanno la cosa sbagliata”. Il suo intervento ha ulteriormente amplificato il dibattito, spingendo altre voci del panorama musicale a prendere posizione.

Le conseguenze per il tour e la discussione sulla censura

Il viaggio di Sheeran negli Stati Uniti doveva riprendere il 19 settembre a Filadelfia, ma al momento nessun artista di supporto è più confermato. L’immagine del cantautore è subita un colpo, soprattutto perché l’esclusione ricorda un precedente controverso: al Raymond James Stadium di Tampa, nel giugno dello stesso anno, si era esibito Kanye West, già al centro di critiche per contenuti antisemistici. L’attuale vicenda, invece, è percepita come un caso di censura politica nel mondo della musica.

Molti colleghi hanno criticato la scelta di Sheeran di non prendere una posizione esplicita. Artisti come KneecapMassive Attack e Roger Waters hanno definito il silenzio del cantautore un atto politico in sé, poiché permette alle pressioni di un’élite economica di soffocare le voci contrarie. Macklemore, dal canto suo, ha scritto su Instagram: “Se le mie parole mi hanno costato il palco, ma hanno riportato la Palestina al centro della discussione, questo è il tour più di successo a cui abbia mai partecipato”.

Il dibattito resta aperto su chi, in questa vicenda, debba essere considerato responsabile. Da una parte, gli sponsor degli stadi hanno ritenuto inaccettabile la presenza di un artista che parla apertamente di “Palestina libera”. Dall’altra, la decisione di Sheeran di delegare la responsabilità al promoter è stata vista come una forma di complicità. Nel frattempo, il pubblico americano si trova a dover scegliere tra lo spettacolo musicale e la libertà di espressione, mentre i media continuano a monitorare l’evoluzione della situazione.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.