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31 Ottobre 2026

Il ritorno di Bradford Cox con Atlas Sound e il brano “Octoberland”

Dopo anni di inattività, Bradford Cox sorprende i fan con “Octoberland” e una serie di concerti internazionali.

Il ritorno di Bradford Cox con Atlas Sound e il brano “Octoberland”

Il Deerhunter frontman Bradford Cox ha riconquistato i riflettori dopo un lungo periodo di assenza dal live. L’ultimo concerto ufficiale risale al 2019; l’unica eccezione è stata una performance improvvisata a un mercatino vintage di Athens, GA, nel 2023. Il vero ritorno è avvenuto a Philadelphia, dove il progetto solista Atlas Sound è stato inserito nella scaletta del festival Making Time ∞, suscitando subito entusiasmo tra gli appassionati di musica sperimentale.

Making Time ∞: l’esibizione che ha cambiato le carte in tavola

Durante la serata pitturata di luci soffuse, Cox ha proposto un set di otto brani, tutti inediti, dimostrando una volontà di rinnovamento che ha colto di sorpresa il pubblico. L’arrangiamento era volutamente minimalista: brass bells tintinnavano delicati, il basso elettrico tracciava linee profonde e l’iconico sampler SP-404 di Cox aggiungeva texture sonore. Nonostante la parsimonia degli strumenti, l’atmosfera risultava magnetica, riuscendo a trasmettere la stessa intensità dei precedenti lavori di Atlas Sound senza ricorrere a una produzione opulenta.

“Octoberland”: il primo singolo in quasi quindici anni

Tra le canzoni presentate, la più discussa è “Octoberland”, ora disponibile in versione studio attraverso la casa discografica 4AD. Il brano si caratterizza per un ritmo lento, una melodia avvolgente e testi enigmatici che parlano di aria vuota, fumo di vaniglia e figure spettrali. Il video, interamente diretto dallo stesso Cox, amplifica la sensazione di inquietudine con immagini oniriche che si alternano a sequenze di paesaggi urbani desolati. Questa uscita rappresenta il primo singolo di Atlas Sound in quasi quindici anni, segnando una vera rinascita creativa per l’artista.

Il tour 2027: tre tappe internazionali

Il ritorno di Cox non si limita a un singolo evento; sono state annunciate tre date festival per il 2027. La prima sarà al Big Ears di Knoxville, previsto per aprile, dove Cox salirà sul palco al fianco del compagno di Deerhunter, Lockett Pundt. La seconda fermata è prevista per maggio al Kilby Block Party di Salt Lake City, un festival noto per la sua programmazione avanguardistica. Infine, a giugno, Atlas Sound chiuderà il ciclo con una performance al Primavera Sound di Barcellona, consolidando la presenza dell’artista sulla scena festivaliera europea.

Queste tre apparizioni confermano l’intenzione di Bradford Cox di trasformare il ritorno in un vero e proprio percorso itinerante, offrendo al pubblico worldwide l’opportunità di sperimentare in diretta le nuove sonorità di Atlas Sound. Il viaggio musicale, iniziato a Philadelphia, promette di portare una ventata di sperimentazione indie in città diverse, creando un ponte tra il passato più oscuro del progetto e le ambizioni future.

Le radici di Atlas Sound: un’epopea di sperimentazione

Il nome Atlas Sound nasce da una vecchia macchina karaoke a cassette che Cox usava alle elementari per registrare i primi esperimenti sonori. Tra il 2008 e il 2011, il progetto ha prodotto tre album — Let the Blind Lead Those Who Can See But Cannot Feel, Logos e Parallax — oltre alla collezione di demo Bedroom Databank, Vols. 1-4. Queste opere si discostano dalle sonorità shoegaze e krautrock di Deerhunter, prediligendo campionamenti complessi e una wall-of-sound pop che ha influenzato numerosi artisti emergenti. Il ritorno di Cox, quindi, non solo riprende una storia già consolidata, ma la reintroduce a una nuova generazione di ascoltatori affamati di innovazione sonora.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.