Nel panorama musicale del 2011, il termine nu metal era diventato un’etichetta scomoda, quasi un marchio di infamia. Molti gruppi che avevano contribuito al successo di questo genere avevano cercato di distanziarsene, abbracciando nuove sonorità e stili. Tra questi, Korn e Linkin Park avevano integrato elementi elettronici nei loro lavori, segnando una maturazione artistica. Tuttavia, i Limp Bizkit con il loro album Gold Cobra decisero di sfidare le convenzioni e di tornare alle radici del loro sound.
La band di Jacksonville, Florida composta da Fred DurstWes BorlandSam RiversJohn Otto e DJ Lethal aveva già vissuto una profonda trasformazione nel corso degli anni. Dopo il successo di Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water (2000) e l’album più sperimentale Results May Vary (2003), i Limp Bizkit si trovarono a un bivio: continuare a esplorare nuove strade o tornare alle sonorità che li avevano resi famosi.
La rinascita del nu metal con Gold Cobra
Con Gold Cobra i Limp Bizkit scelsero di tornare alle loro radici, creando un album che era un vero e proprio calcio nel culo luccicante per chi li aveva dati per spacciati. La copertina dell’album, con un cobra dorato gigante e una donna svestita, era un chiaro segnale della loro intenzione di tornare a un sound più aggressivo e meno compromesso. Prodotto dalla Flip e dalla Interscope con Fred Durst alla regia, l’album era un ritorno alle origini, ma con un tocco di modernità.
L’album si apre con Introbra una traccia che subito cattura l’attenzione con il suo sound abrasivo. Bring It Back e la titletrack Gold Cobra sono esempi perfetti di come la band abbia saputo mescolare il loro vecchio stile con elementi nuovi. Il video di Gold Cobra con la band che emerge da una Lamborghini Diablo dorata, è un esempio di auto-parodia che ha contribuito a rendere l’album ancora più memorabile.
I momenti salienti di Gold Cobra
Tra i brani più significativi dell’album, Shotgun e Get a Life spiccano per la loro immediatezza e per la capacità di catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Shotgun in particolare, è un brano che riesce a fare da ponte tra i due momenti della band, quello con Fred Durst senza soldi e quello con Fred Durst coi soldi. Durst, con il suo stile inconfondibile, non ha mai avuto paura di sfidare le critiche e di fare ciò che riteneva giusto.
Tuttavia, non tutti i brani dell’album sono allo stesso livello. Walking Away e Loser ad esempio, sembrano più adatti a un album votato al consumismo come Chocolate Starfish…. Autotunage e Why Try sono brani che non riescono a raggiungere lo stesso impatto degli altri, ma comunque contribuiscono a rendere l’album un prodotto granitico e coerente.
Il ritorno alle origini e le critiche
Con Gold Cobra i Limp Bizkit sono riusciti a tornare alle loro radici, mettendo al centro del progetto le plettrate heavy di Wes Borland. Questo ritorno alla forma glitterata e scintillante ha permesso alla band di ritrovare la loro identità musicale, anche se non tutti hanno apprezzato questo cambiamento. Parte della critica ha tenuto in buona considerazione il disco, mentre un’altra fazione più consistente ha constatato l’impossibilità di un cambiamento per la band.
Tuttavia, i Limp Bizkit non sembrarono mai preoccuparsi delle critiche. Anzi, fecero delle critiche stesse un motivo di vanto, reclamando quante più attenzioni negative su di sé. Questo atteggiamento ha contribuito a rendere Gold Cobra un album unico nel suo genere, un prodotto che non cerca di compiacere nessuno se non i Limp Bizkit stessi.
Fu un disco che tornò a mettere al centro del progetto le plettrate heavy di Borland soppiantando le basi di DJ Lethal. Un ritorno alla forma glitterato e scintillante, nel quale non veniva riesumata la rabbia e il disagio degli esordi, ma che comunque riuscì a catturare l’attenzione del pubblico e a ridare vita alla band.



