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19 Ottobre 2026

Giovani talenti al Teatro Petrarca per l’Arezzo Youth Music Festival

Arezzo ospita la settima edizione dell'Arezzo Youth Music Festival: tre appuntamenti al Teatro Petrarca con giovani interpreti internazionali e attività nelle scuole.

Giovani talenti al Teatro Petrarca per l'Arezzo Youth Music Festival

L’edizione numero sette dell’Arezzo Youth Music Festival arriva al Teatro Petrarca con un cartellone che mescola musica da camera, teatro e danza, e mantiene come obiettivo principale l’avvicinamento dei giovani al repertorio classico. La rassegna, promossa dalla Fondazione Guido d’Arezzo e diretta artisticamente dal violinista Giovanni Andrea Zanon propone tre serate pubbliche accompagnate da incontri formativi nelle scuole del territorio.

L’apertura è fissata per martedì 20 ottobre 2026 alle ore 20 e vedrà sul palco un trio pensato per il grande repertorio romantico; il programma prosegue venerdì 30 ottobre con un progetto teatrale site specific e si chiude domenica 8 novembre con una serata che unisce musica e danza. L’intento dichiarato dagli organizzatori è valorizzare i giovani interpreti come protagonisti già oggi, non solo come pubblico di domani.

Programma d’apertura e gli interpreti del repertorio romantico

La serata inaugurale mette insieme tre interpreti tra i più seguiti della nuova generazione: il violoncellista Ettore Pagano il violinista Giovanni Andrea Zanon e il pianista Gabriele Strata. Pagano, noto per essere il primo italiano a vincere il prestigioso Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, ha dichiarato che con questi colleghi eseguirà il Trio n.1 op.8 di Brahms e la celebre Sonata Arpeggione D.821 di Schubert. La scelta del programma enfatizza il carattere intimo e drammatico del repertorio romantico, dove i timbri dei tre strumenti si combinano in un dialogo continuo.

Il trio e il valore formativo

Oltre alla performance serale, gli artisti incontreranno gli studenti per spiegare in modo diretto la passione e le scelte interpretative che stanno dietro a questi capolavori. L’approccio prevede conversazioni accessibili piuttosto che lezioni tecniche: l’obiettivo è suscitare curiosità verso la musica classica discutendo il perché delle scelte espressive e il ruolo del repertorio nella formazione musicale.

Orfeo in forma di melologo e la serata di teatro musicale del 30 ottobre

Venerdì 30 ottobre, alle ore 20, il festival propone un progetto inedito attorno al mito di Orfeo. La compositrice Silvia Colasanti firma il melologo pensato per la rassegna, che sarà interpretato in scena dall’attore Alessandro Preziosi insieme al Quartetto Eos diretto da Enrico Pagano. Questo progetto combina narrazione e quartetto d’archi, offrendo una rilettura contemporanea del mito in cui la parola si intreccia al suono.

Nel programma della serata figura anche il Quartetto per archi n.4 op.18 di Beethoven scelta che valorizza il dialogo tra tradizione classica e drammaturgia moderna. L’impostazione scenica è pensata per mettere in evidenza il rapporto tra il narrare e l’esecuzione musicale, offrendo al pubblico una fruizione che unisce letteratura, teatro e interpretazione strumentale.

Musica e danza: la chiusura dell’8 novembre con solisti e primi ballerini

La serata conclusiva, domenica 8 novembre alle ore 20, abbina coreografia e musica da camera. I primi ballerini del Teatro alla Scala, Martina Arduino e Marco Agostino danzeranno su brani di Debussy e Schumann eseguiti da un ensemble costruito per l’occasione. Tra i musicisti coinvolti figurano il violinista Giovanni Andrea Zanon la violista Sara Ferrández il violoncellista Jonathan Roozeman il flautista Federico Altare e la pianista Martina Consonni.

Il programma include pagine come il Prélude à l’après-midi d’un faune e la Syrinx di Debussy, nonché la Sonata No.1 per violoncello e pianoforte di Debussy e il Quartetto per pianoforte op.47 di Schumann. Questa serata chiude il festival puntando sulla sinergia tra movimento scenico e intuito musicale, valorizzando il linguaggio corporeo come ulteriore mezzo di comunicazione artistica.

Obiettivi formativi e ruolo della Fondazione

La Fondazione Guido d’Arezzo attraverso questo festival, conferma l’impegno per la promozione dei giovani artisti: il format prevede non solo concerti pubblici ma anche incontri nelle scuole per stimolare l’interesse verso la musica classica. Formazione qui indica un percorso di avvicinamento e ascolto attivo, con l’intento di rendere i ragazzi partecipi e interessati alla vita culturale della città.

Il direttore artistico Giovanni Andrea Zanon ha sottolineato come il progetto Youth sia per lui la piattaforma più vicina ai giovani, esperienza che lo ha visto protagonista anche in contesti internazionali, dopo esibizioni come quella alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Il festival si propone

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.