Gianni Morandi, tour 2026 e nuovo singolo: energia e ricordi

Gianni Morandi racconta il tour 'C'era un ragazzo', la forma fisica, il rapporto con Jovanotti e i ricordi che hanno segnato la sua carriera

Nel verde della sua casa vicino a Bologna, Gianni Morandi apre il suo mondo a chi lo ascolta: non è solo l’avvio di un nuovo tour, ma la celebrazione di un percorso che parte da una canzone diventata simbolo, C’era un ragazzo. A 81 anni il cantante si prepara a salire nuovamente sui palchi con la tournée C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story, che prende il via il 15 aprile 2026. I palasport sono quasi tutti sold out, un segnale della sua capacità di rimanere rilevante e di parlare a più generazioni.

Questo momento è accompagnato da un nuovo singolo, Monghidoro, scritto da Jovanotti, che riporta l’artista alle radici di provincia e ai sogni giovanili. Nel dialogo che lo riporta a quei primi provini e alle estati a Riccione, Morandi intreccia ricordi privati e aneddoti pubblici: dalle prime mance cantando ai turisti fino alla sensazione di sentire la propria voce uscire da un jukebox. È un racconto che mette al centro la continuità di una carriera, ma anche la fatica e la disciplina che la sostengono.

Il tour e la disciplina fisica

Per affrontare una serie di date in palasport, Morandi parla della sua routine come se fosse un atleta: «Faccio 7-8 giri di pista al giorno, minimo, e poi vado in palestra». L’idea è semplice e ferma: mantenere la resistenza vocale e la lucidità scenica per offrire uno spettacolo coerente. Questo approccio mette in evidenza l’importanza dell’allenamento nella pratica artistica: l’atto di cantare in un’arena richiede infatti preparazione fisica, cura del respiro e costanza.

Preparazione quotidiana

La quotidianità dell’artista è fatta di gesti ripetuti che somigliano a quelli di un professionista dello sport: corsa, palestra e esercizi vocali. Per Morandi la disciplina è anche strumento di libertà; gli consente di scegliere cosa mettere sul palco e come farlo. In questo senso il tour del 2026 funziona come una prova generale della relazione tra forma fisica e durata della carriera, dimostrando come l’età sia un elemento superabile con metodo e passione.

Collaborazioni recenti e il singolo ‘Monghidoro’

Negli ultimi anni la collaborazione con Jovanotti ha segnato una nuova fase: dopo i brani che hanno riportato Morandi al centro dell’attenzione, arriva Monghidoro, una canzone che si dichiara autobiografica e vuole aprire lo spettacolo con leggerezza e ritmo. Jovanotti, intervenuto anche in videochiamata, ha spiegato che l’intento non era scrivere una ballata struggente ma un brano d’apertura alla Blues Brothers, capace di raccontare il sogno di un ragazzo di provincia che credeva nel palcoscenico.

L’amicizia artistica con Jovanotti

La relazione tra i due artisti non è solo professionale: nasce anche da gesti concreti, come l’aiuto dopo l’incidente alla mano di Morandi. Quella fiducia si è trasformata in una serie di pezzi che hanno riportato il cantante sul palco del Festival di Sanremo e nelle attenzioni del grande pubblico. Il soprannome affettuoso che Lucio Dalla gli attribuì, «lo Psico di Monghidoro», diventa qui un’immagine della capacità di sorprendere e di rinnovarsi nonostante gli anni.

Memorie, cadute e ritorni

La carriera di Morandi è costellata di momenti luminosi e di passaggi difficili. Ricorda con chiarezza il 4 luglio 1971 al Velodromo Vigorelli, dove il pubblico lo accolse con fischi e lanci di pomodori, un episodio che rappresenta il lato meno gentile della celebrità. Eppure da quella esperienza maturò una resilienza che lo ha accompagnato nei decenni successivi. Negli anni ’80, quando il successo diminuì, scelse di iscriversi al conservatorio per studiare contrabbasso: un periodo definito «fantastico» perché gli permise di riscoprire la musica in un ruolo diverso e di dedicarsi alla famiglia.

I ricordi affettivi sono forti: l’amicizia con Lucio Dalla e la stima per Adriano Celentano emergono come colonne emotive. Morandi parla con commozione dell’ultima telefonata che lo avvertì della scomparsa di Dalla e non nasconde l’ammirazione per Celentano, sperando in un eventuale ritorno sul palcoscenico. Sul fronte televisivo, il suo ricordo di Canzonissima rimane vivido: per lui quello show era un punto di riferimento della cultura musicale italiana degli anni ’60.

Guardando al futuro, Morandi declina con garbo l’idea di un nuovo ritorno a Sanremo, pur scherzando su possibili inviti e collaborazioni. La porta del tour rimane aperta agli ospiti: dal figlio Pietro a possibili sorprese di Jovanotti. Le tappe del C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story toccheranno Conegliano (partenza il 15 aprile 2026), Milano, Torino, Roma, Casalecchio di Reno, Firenze, Terni, Montichiari, Pesaro, Padova e Genova, offrendo al pubblico un viaggio attraverso sei decenni di canzoni, sudore e memoria.

Scritto da Roberto Marini

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