Beppe Carletti, tastierista e fondatore dei Nomadi compie 80 anni il 12 agosto. Una vita dedicata alla musica, alla solidarietà e a un legame indissolubile con il pubblico. La sua storia è un viaggio attraverso decenni di successi, incontri straordinari e impegno sociale.
“Suonare quasi ogni sera in un posto diverso non è un mestiere ma la mia vita”, racconta Carletti. I Nomadi, con i loro 63 anni di attività, sono la band più longeva in Italia e la seconda nel mondo, superati solo dai Rolling Stones. “Non ho mai visto tanta gente ai nostri concerti come negli ultimi anni”, aggiunge con orgoglio.
I sogni nel cassetto di Beppe Carletti
Tra i sogni di Carletti c’è una fiction sulla sua vita e sull’incontro con Augusto Daolio, storico cantante dei Nomadi. “La musica fa invecchiare bene. Credo che sia la medicina migliore”, afferma, ricordando con affetto i compagni di viaggio scomparsi.
Un altro sogno è il ritorno al Festival di Sanremo non per competere ma per celebrare la straordinaria longevità del gruppo. “Non ho mai pensato al successo come ad un obiettivo. Volevo semplicemente divertirmi e vivere facendo ciò che amo”, confessa.
Impegno sociale e riconoscimenti
Beppe Carletti è profondamente legato alla sua terra e all’impegno sociale. Nel 2012 ha ideato il Concerto per l’Emilia raccogliendo quasi 1,2 milioni di euro per la ricostruzione dei reparti ospedalieri di Carpi e Mirandola. Ha partecipato a missioni nelle aree più fragili del mondo e sostenuto numerose cause sociali.
Tra i riconoscimenti ricevuti ci sono il Premio ‘Artisti per la Pace’, la Medaglia d’oro di Cavaliere dell’Infanzia e, nel 2005, l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica conferitagli dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2026, i Nomadi sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella per celebrare i sessant’anni del gruppo.
Il legame con il pubblico e la musica
Il rapporto con il pubblico è sempre stato speciale per i Nomadi. “Quello che siamo oggi è il frutto di tutti gli artisti che hanno militato nei Nomadi”, sottolinea Carletti. “Alcuni di loro oggi non ci sono più ma quello spirito va avanti con coerenza”.
Nei concerti, i Nomadi omaggiano Francesco Guccini, scomparso di recente, con brani come “Noi non ci saremo”, “Auschwitz”, “Dio è morto” e “Canzone per un’amica”. “Iniziamo i nostri concerti con ‘Noi non ci saremo’, e alla fine del pezzo appare la foto di Francesco”, racconta Carletti.
La musica ha permesso a Carletti di incontrare personalità di primo piano, da Giovanni Paolo II al Dalai Lama, da Yasser Arafat a Federico Fellini. “Io, piccolo uomo, ho avuto la possibilità di stringere la mano a personaggi molto importanti. La musica spalanca le porte e parla all’anima delle persone”, osserva.
Beppe Carletti continua a viaggiare, suonare e sognare, mantenendo viva la magia dei Nomadi e il loro messaggio di solidarietà e impegno sociale.



