Achille Togliani, noto come il crooner gentile è stato una delle voci più raffinate e amate della canzone melodica italiana. Nato nella provincia di Mantova, si trasferì da bambino a Milano, dove strinse amicizia con Walter Chiari. La sua carriera decollò negli anni ’50, grazie al talento e al fascino che lo resero un vero e proprio simbolo di eleganza.
La sua voce calda e armoniosa lo rese uno degli interpreti più amati del suo tempo. Togliani non si limitò a rivisitare classici come Parlami d’amore Mariù e Bambina innamorata ma creò anche brani originali intensi come SignorinellaLa canzone dell’amoreCome piovevaLasciami cantare una canzone e Per l’ultima volta.
La carriera cinematografica e le partecipazioni ai festival
Parallelamente alla musica, Togliani sviluppò una solida carriera cinematografica, partecipando a una ventina di film spesso legati al filone sentimentale allora in voga. La sua presenza scenica e la sua capacità di emozionare lo resero un attore apprezzato, oltre che un cantante di successo.
Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia del Festival di Sanremo. Nel 1951 fu tra i protagonisti della prima edizione, accanto a Nilla Pizzi e al Duo Fasano, e tornò più volte in gara fino al 1961. Nel 1954 vinse il Festival di Napoli con Suonno d’ammore stabilendo il record di presenze tra i cantanti non napoletani.
Le trasmissioni radiofoniche e televisive
Negli anni ’50 e ’60, la sua voce accompagnò trasmissioni radiofoniche di enorme popolarità. Dagli anni ’70 in poi, divenne una presenza fissa nei programmi di revival dedicati alla storia della canzone italiana. Memorabile la sua partecipazione, insieme a Carla Boni, Giorgio Consolini e Joe Sentieri, al programma Un fantastico tragico venerdì andato in onda tra il 1986 e il 1987.
L’ultima esibizione e l’eredità di un artista immortale
L’ultima esibizione di Achille Togliani avvenne il 27 luglio 1995 in piazza dei Signori a Treviso. Pochi giorni dopo, il 12 agosto, si spense a Roma, lasciando un patrimonio di canzoni e ricordi che ancora oggi raccontano un’epoca di romanticismo e raffinatezza musicale.
A trent’anni dalla sua scomparsa, resta vivo il ricordo di un artista che seppe unire voce, presenza scenica e capacità di emozionare, diventando un simbolo intramontabile della canzone italiana. La sua eredità musicale continua a ispirare nuove generazioni di cantanti e appassionati di musica.



