Gli U2 presentano Days of Ash, un EP nato come risposta alle tensioni globali e alle storie personali emerse dai conflitti contemporanei. Il progetto è stato inciso durante le sessioni per il prossimo album della band e si propone come un documento sonoro: sei tracce che uniscono rock, spoken word ed elementi elettronici per raccontare dolore, resistenza e speranza.
Un lavoro nato dall’urgenza
La pubblicazione anticipata dell’EP risponde a una percepita urgenza morale da parte dei musicisti. Bono e i suoi compagni hanno ritenuto che alcune canzoni non potessero restare in cantiere. Ne nasce un disco compatto, fedele alla cifra sonora degli U2, con voce, chitarra e ritmica distintive. L’apertura a soluzioni d’arrangiamento più moderne è affidata anche al ruolo del produttore Jacknife Lee.
Temi e ispirazioni
Dalla sessione con il produttore è emersa una scelta tematica netta. Le canzoni si ispirano a vicende reali e dolorose, dalla repressione di proteste negli Stati Uniti fino alle rivolte in Iran e al conflitto israelo-palestinese. Il testo e la musica oscillano tra lamentazione e appello alla solidarietà. In più momenti la poesia e lo spoken word assumono un ruolo centrale per enfatizzare il messaggio.
Tracce, collaborazioni e cortometraggio
L’EP comprende sei pezzi: American Obituary, The Tears of Things, Song of the Future, Wildpeace, One Life At A Time e Yours Eternally. Il brano finale è concepito come una chiusura corale e internazionale del progetto.
La traccia di chiusura è firmata insieme a Ed Sheeran e a Taras Topolia, musicista ucraino la cui esperienza di soldato ha influito sulla composizione. Il progetto prevede inoltre un cortometraggio che accompagna l’uscita dell’EP e ne racconta il processo creativo.
Il progetto prosegue con un cortometraggio nato dall’incontro tra la band e Topolia a Kiev. Il film è diretto dal regista ucraino Ilya Mikhaylus ed è programmato per la pubblicazione il 24 febbraio, data scelta per la sua valenza simbolica rispetto all’invasione russa. Le riprese si sono svolte sul fronte insieme a un’unità militare ucraina, conferendo al brano una dimensione visiva intensa e di taglio documentaristico. Il cortometraggio accompagna l’uscita dell’EP e documenta il processo creativo alla base delle tracce.
Elementi sonori e sperimentazione
Accanto alle sonorità consuete della band, l’EP introduce synth, programmazioni e interventi di spoken word. Wildpeace comprende una lettura di poesie affidata ad Adeola delle Les Amazones d’Afrique. Song of the Future integra interventi elettronici e tecniche di mix contemporaneo per richiamare le sonorità legate alla protesta in Iran. L’insieme mira a coniugare dimensione emotiva e rigore sonoro, valorizzando la componente documentaria del cortometraggio.
Impegno sociale e materiali editoriali
L’insieme mira a coniugare dimensione emotiva e rigore sonoro, valorizzando la componente documentaria del cortometraggio.
Parte integrante del progetto è l’impegno concreto: i proventi derivanti da Days of Ash saranno destinati a organizzazioni come Amnesty International, UNHCR e al Comitato per la protezione dei giornalisti. Questa scelta trasforma l’EP in una forma di attivismo artistico, pensata per mettere in relazione la musica con la solidarietà internazionale.
Il ritorno di Propaganda
Per accompagnare l’uscita, gli U2 hanno rilanciato la storica rivista ufficiale Propaganda con un’edizione speciale intitolata “U2 – Days Of Ash: Six Postcards From The Present… Wish We Weren’t Here”.
La pubblicazione include i testi delle canzoni, interviste con il regista del corto e contributi di collaboratori al progetto. L’obiettivo è offrire ai fan un contesto più ampio e riflessivo sul percorso creativo e sulle ragioni dell’impegno sociale collegato all’EP.
Prospettive future
L’EP funge da anticipazione del quindicesimo album della band, atteso entro l’anno, e mantiene un filo tematico con il progetto documentario precedente. Bono ha sottolineato la necessità di non rassegnarsi alla normalizzazione delle ingiustizie e di preservare la speranza come motore creativo. Secondo la band, i brani festosi previsti per il nuovo disco fungeranno da contrappeso all’attualità drammatica.
Dal punto di vista tecnico, l’EP è stato registrato tra Irlanda e Stati Uniti e masterizzato da Scott Sedillo presso Bernie Grundman Mastering. Al mix hanno contribuito Jacknife Lee e Tom Elmhirst. La formazione classica degli U2 — Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. — resta al centro del suono, mentre la collaborazione internazionale è presentata come elemento narrativo e umano del progetto.
Days of Ash si presenta come un’opera breve ma densa, concepita per rispondere con arte e azione ai drammi contemporanei. Il progetto unisce composizione, immagini e solidarietà per trasformare l’ascolto in un gesto consapevole. La collaborazione internazionale conferma il carattere narrativo e umano dell’iniziativa, che rimane collegata al percorso verso il quindicesimo album.

