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12 Giugno 2026

Trump sospende attacchi e parla di firma imminente con l’Iran, risposta ambivalente da Teheran

Il presidente Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe accettato i termini di un’intesa e ha cancellato attacchi previsti, menzionando una firma imminente in Europa; le autorità iraniane però smentiscono l’approvazione formale e resta il nodo della ratifica della Guida Suprema

Trump sospende attacchi e parla di firma imminente con l'Iran, risposta ambivalente da Teheran

In un annuncio pubblico dal livello più alto dell’amministrazione statunitense il presidente ha affermato che i punti finali di un accordo con la Repubblica islamica sono stati approvati e ha disposto l’annullamento di raid militari pianificati per la notte. Contestualmente sono emerse notizie contrastanti dall’altra parte, con funzionari della Repubblica islamica che negano l’esistenza di qualsiasi testo ufficialmente ratificato.

Dichiarazione della Casa Bianca e cancellazione del raid

Il presidente ha comunicato che, data l’asserita approvazione dei punti negoziali ai massimi livelli iraniani, gli attacchi previsti per la notte sono stati cancellati e che saranno a breve resi noti luogo e data della firma. Nella stessa dichiarazione sono stati elencati i Paesi che, a detta della presidenza, avrebbero partecipato alla verifica dei punti: Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania ed Egitto. Il presidente ha inoltre ribadito che nell’accordo l’Iran non potrà ottenere né sviluppare armi nucleari, una condizione che ha definito imprescindibile.

Effetti economici e misure navali

Subito dopo l’annuncio i mercati hanno reagito: il prezzo del petrolio è sceso sensibilmente, segnalando che gli operatori vedono nella prospettiva di un’intesa un fattore di riduzione del rischio geopolitico. La presidenza ha precisato che il blocco navale resterà operativo fino alla finalizzazione formale della transazione e ha annunciato la sospensione dei bombardamenti previsti per la serata.

Contraddizioni e smentite da Teheran

Le autorità iraniane hanno risposto con cautela: il ministero degli Esteri ha definito le comunicazioni sulla data e sul luogo della firma come speculazione mediaticaconfermando che non è stata approvata alcuna intesa definitiva. Agenzie vicine al corpo della difesa nazionale hanno diffuso spiegazioni che negano l’esistenza di una firma o di un memorandum già ratificato dalla leadership politica.

Ruolo della Guida Suprema

Un passaggio cruciale resta il possibile via libera della Guida Supremala cui firma o approvazione formale è indicata come determinante per la validità dell’accordo. Fonti diplomatiche coinvolte nei colloqui avrebbero segnalato che un’intesa di massima è stata raggiunta su alcuni punti, ma che la ratifica finale spetta all’autorità religiosa e politica più alta del Paese.

Negoziazioni, mediatori e movimenti sul terreno

I negoziati in corso hanno visto la presenza di interlocutori regionali impegnati a colmare le ultime divergenze tecniche: un inviato regionale ha partecipato ai colloqui con i rappresentanti iraniani fino a tarda notte, lavorando su un testo condiviso che potesse essere accettato anche dalla controparte americana. Sul piano operativo, nell’arco delle ultime ore sono stati segnalati raid aerei e contestuali minacce e promesse di rappresaglie che hanno aggravato la tensione.

Reazioni nella regione e incidenti connessi

La situazione è stata marcata da azioni militari e annunci di chiusure. Le autorità iraniane hanno comunicato la chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz come misura di sicurezza in risposta ai raid, mentre sono state riportate minacce di colpire basi e installazioni straniere nella regione. Sul terreno vi sono anche segnalazioni di attacchi contro aree nel sud del Libano e di operazioni militari navali che hanno ulteriormente complicato il quadro.

In ambito istituzionale, a Washington si è registrato un episodio di allerta: il complesso del Pentagono è stato temporaneamente sottoposto a misure di sicurezza dopo la segnalazione di un problema ai sistemi, anche se in seguito le autorità hanno parlato di falsi allarmi e l’emergenza è rientrata.

Il premier israeliano ha dichiarato di essere rimasto sorpreso dall’annuncio presidenziale e di non essere a conoscenza di un accordo imminente, sottolineando come alcune parti regionali non fossero state informate nei dettagli. Questo elemento ha acceso ulteriori interrogativi sulla sincronizzazione delle comunicazioni diplomatiche tra gli alleati.

Nel complesso, la dinamica resta fluida: da un lato una forte dichiarazione della presidenza statunitense che parla di punti finali approvati e di una firma a breve, dall’altro una risposta iraniana che nega l’esistenza di un documento ratificato e richiama la necessità del via libera definitivo dalla Guida Suprema. Mentre vertici e mediatori lavorano per chiudere i nodi tecnici, la regione resta in uno stato di vigilanza elevata con impatti immediati sui mercati e sulla sicurezza marittima.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.