FLASH — Gary Borman, storico manager musicale, ha annunciato il ritiro e la chiusura definitiva della sua società, Borman Entertainment. La notizia, diffusa il 23 febbraio, segna la fine di un percorso professionale che si è esteso per oltre cinquant’anni nel mondo dell’intrattenimento.
Il culmine di una carriera Borman ha accompagnato carriere internazionali e curato strategie che hanno portato artisti su palcoscenici di primo piano. Tra i sodalizi più longevi c’è quello con Keith Urban, durato 25 anni: una collaborazione che, nelle parole dello stesso artista, ha prodotto risultati “extraordinary — what we were able to accomplish together”. Con la chiusura dell’agenzia emergono subito questioni pratiche su come verranno gestiti contratti, cataloghi e impegni futuri degli artisti rappresentati.
Per ora non sono arrivate comunicazioni ufficiali sui passaggi societari successivi alla cessazione dell’attività. Si attendono dettagli sulle modalità operative della transizione e sulle garanzie per i contratti in corso; nel frattempo artisti e dipendenti si trovano a dover pianificare prossime mosse professionali.
Trainspotting a 30 anni: un cult che continua a parlare Il 23 febbraio 1996 usciva Trainspotting, e il trentesimo anniversario ha riacceso l’interesse sul film di Danny Boyle, tratto dal romanzo di Irvine Welsh. Ambientato in una Edimburgo degli anni ’90 ritratta senza filtri, il film ha segnato un’immagine potente e controversa della giovinezza ai margini.
Perché resta attuale Trainspotting è ricordato per il linguaggio diretto, il nero humor e la rappresentazione cruda della dipendenza. L’efficacia della pellicola passa anche attraverso un montaggio incisivo e una colonna sonora che ne hanno accentuato il ritmo e l’impatto emotivo. Il monologo iniziale — il celebre “Choose Life” — ha acquistato uno statuto quasi simbolico, contribuendo alla ricezione generazionale dell’opera.
Volti e memorie A distanza di trent’anni il film continua a essere associato al carisma di Ewan McGregor e alla ferocia interpretativa di Robert Carlyle, rispettivamente nei panni di Mark Renton e Begbie. Accanto a loro Johnny Lee Miller, Ewen Bremner e Kelly Macdonald hanno costruito personaggi memorabili: il nichilismo di Renton, la violenza di Begbie, la fragilità di Spud. Il sequel, T2 Trainspotting, ha ripreso molti fili narrativi per riflettere sul tempo passato e sulle conseguenze delle scelte giovanili, consolidando così il valore culturale della saga. Per l’anniversario sono previste rassegne cinematografiche e nuovi approfondimenti critici sulle piattaforme di streaming.
Milano Cortina il caso della squadra israeliana di bob Una delle notizie sportive dei giorni scorsi riguarda il ritiro della squadra maschile di bob di Israele alle Olimpiadi di Milano Cortina, dopo la diffusione di una dichiarazione giudicata falsa sulle condizioni di salute di un atleta. I protagonisti della vicenda sono Uri Zisman, AJ Edelman, Menachem Chen e Omer Katz, con la riserva Ward Fawarseh. Le autorità sportive hanno avviato accertamenti sulle informazioni fornite alla delegazione organizzatrice.
Cosa è successo Secondo il Comitato olimpico israeliano, Zisman avrebbe inizialmente dichiarato di non sentirsi bene per permettere l’ingresso della riserva Fawarseh; in seguito gli accertamenti avrebbero rivelato incongruenze e Zisman avrebbe ammesso di aver fornito informazioni inesatte, firmando anche una dichiarazione giurata. La federazione ha quindi ritirato la richiesta di sostituzione e disposto la squalifica del quartetto dalle ultime due manche.
Reazioni e conseguenze La vicenda ha sollevato un ampio dibattito mediatico su etica sportiva, rispetto delle regole e gestione delle delegazioni in eventi di grande visibilità. Alcuni commentatori hanno evidenziato anche la politicizzazione del caso; una trasmissione della Rai è finita sotto criticità per una gaffe editoriale che ha alimentato ulteriori polemiche. Gli organismi internazionali dello sport stanno seguendo la situazione e valuteranno possibili provvedimenti disciplinari.
Linee comuni: responsabilità e trasparenza Queste storie, seppure molto diverse tra loro, richiamano questioni simili: la tutela della reputazione, la necessità di chiarezza nelle procedure e la responsabilità di chi gestisce carriere o rappresentanze. Le istituzioni chiamate a intervenire — dalle agenzie culturali agli enti sportivi — dovranno garantire processi trasparenti e salvaguardie adeguate per le persone coinvolte. Le evoluzioni saranno seguite da vicino, in attesa di aggiornamenti sui passaggi societari, sulle garanzie contrattuali e sugli eventuali provvedimenti disciplinari.

