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30 Ottobre 2026

Risultati Q3 di Universal Music: abbonamenti e margini al di sopra delle stime

Universal Music conquista la Borsa con ricavi da streaming più alti del previsto

Risultati Q3 di Universal Music: abbonamenti e margini al di sopra delle stime

Il gruppo musicale più grande al mondo ha pubblicato i risultati del terzo trimestre, mostrando una crescita più sostenuta rispetto alle aspettative del mercato. Nonostante la quotazione di Amsterdam sia ancora in calo di circa il 22% dall’inizio dell’anno, le azioni hanno registrato un rialzo di oltre il 10% in una singola sessione, spostate dall’entusiasmo per i numeri dello streaming.

Nel periodo chiuso il 30 settembre, i ricavi totali sono saliti del 12,3% raggiungendo i 3,4 miliardi di euro (11,7% a cambio costante). Se si esclude la recente acquisizione di Downtown Music, la crescita si attesta al 5,3%, evidenziando che la spinta principale è stata fornita dal segmento streaming e non da operazioni straordinarie.

Crescita dei ricavi da abbonamento e dei ricavi fisici

I ricavi da abbonamento della divisione musica registrata hanno registrato un incremento del 9,5% a tassi di cambio costanti, toccando i 1,42 miliardi di euro, ben al di sopra dell’8,2% previsto dagli analisti. Tale performance è stata trainata da un aumento medio dei prezzi dei piani premium e da una crescita “solida” del numero di utenti attivi. Parallelamente, il segmento Physical, ossia le vendite di supporti fisici, ha mostrato una sorpresa positiva, con un balzo del 17,4% che ha portato i ricavi a 392 milioni di euro.

Artist più venduti nel trimestre

Tra gli interpreti che hanno spinto le vendite, spiccano nomi come Mrs Green Apple, Olivia Rodrigo, Stray Kids, Ariana Grande e, naturalmente, i leggendari The Beatles. La diversità del catalogo, combinata con playlist curate e campagne promozionali, ha contribuito a mantenere alto l’interesse degli abbonati.

Impatto dell’acquisizione di Downtown Music sui margini

L’acquisizione di Downtown Music, conclusa all’inizio dell’anno, ha aggiunto una solida casa editrice e una rete di servizi per la gestione dei diritti d’autore. Escludendo questo segmento, l’Ebitda rettificato è cresciuto di 40 punti base, passando dal 19,7% al 19,8% di margine. L’intero Ebitda è salito a 729 milioni di euro, superando i 690,6 milioni attesi dagli analisti, con un margine operativo corretto del 21,5% contro il 20,7% previsto.

Il miglioramento dei margini è stato sostenuto soprattutto dal segmento della musica registrata, mentre la redditività dell’editoria musicale e del merchandising ha mostrato un leggero rallentamento, attenuando in parte gli effetti positivi della crescita degli abbonamenti.

Reazioni degli analisti e prospettive per lo streaming

Gli analisti di JP Morgan hanno osservato che, nonostante la necessità di due trimestri consecutivi di risultati solidi per rassicurare pienamente gli investitori, il terzo trimestre ha rappresentato un “nuovo punto di svolta”. Bernstein ha sottolineato che il ritmo di crescita del 19% dei ricavi da abbonamento a cambio costante segna un’accelerazione rispetto ai 6,7% e 7,9% dei due trimestri precedenti, suggerendo una tendenza positiva a lungo termine.

Il contesto competitivo, con Sony e Warner Music che hanno anch’essi riportato aumenti nei ricavi, indica che l’intero ecosistema dello streaming sta mantenendo un ritmo di crescita intorno al 10% annuo. La volatilità tipica del settore rimane, ma la salute complessiva del mercato sembra solida, il che rende più probabile che gli investitori riprendano fiducia nel valore a lungo termine di Universal Music.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.