Nel panorama musicale del 2026 spiccano due iniziative che, pur appartenendo a contesti diversi, condividono la stessa intensità espressiva: la pubblicazione del libro di Joe Fonda intitolato My Life in The World of Music e la World Music Week, una serie di concerti tenutasi a settembre al Castello Ginori di Querceto. Entrambe le proposte offrono al pubblico uno sguardo intimo su percorsi artistici che hanno attraversato decenni di trasformazioni.
Il libro “My Life in The World of Music” di Joe Fonda
Nel volume autoprodotto, Fonda narra la propria esperienza in maniera profondamente personale, attraversando cinquanta anni di storia musicale. Nato a New York nel 1954, il contrabbassista si avvicina per la prima volta al rock, al R&B e al blues prima di scoprire il jazz. Il punto di svolta avviene con l’ascolto di Ascension di John Coltrane, un disco che, pur risultando ostico, lo spinge verso l’improvvisazione libera.
Le radici rock e il salto verso il jazz libero
Fonda ricorda le prime jam session in cui il ritmo del blues si fondeva con la ricerca sonora del jazz d’avanguardia. Dopo aver frequentato il Berklee College of Music, la sua carriera prende una svolta a New Haven, dove incontra Wadada Leo Smith e Bobby Naughton. Questi incontri aprono la strada a collaborazioni che caratterizzeranno gli anni ’90, in particolare con Anthony Braxton, figura cardine del suo sviluppo artistico.
Collaborazioni con gli avanguardisti
Tra i nomi più significativi citati vi sono Barry Altschul, Billy Bang e la giapponese Satoko Fujii. Ogni incontro rappresenta una tappa di un percorso che va dal blues-rock della J.&F. Band, con Jaimoe Johanson degli Allman Brothers, alle più sperimentali forme di improvisazione. Il libro non si limita alla sfera professionale: Fonda dedica ampie sezioni alla vita familiare, descrivendo le tensioni e le cure che la quotidianità ha portato nella sua arte.
World Music Week 2026 al Castello Ginori di Querceto
Organizzata dall’Accademia Libera Natura e Cultura, la World Music Week ha trasformato il Castello Ginori in un crocevia di sonorità globali dal 6 al 13 settembre 2026. In tre serate è stato possibile ascoltare una programmazione che ha unito swing, gypsy jazz, composizioni italiane reinterpretate in chiave jazz e armonie di origine latino-americana.
6 settembre – Die Drahtzieher meets Mulo Francel
Il primo concerto ha visto la fusione di Die Drahtzieher con Mulo Francel. I musicisti Bobby Guttenberger, David Klüttig e Kolja Legde hanno realizzato arrangiamenti che, pur mantenendo la precisione ritmica, creano momenti quasi da musica da camera. Il risultato è stato un swing gitano capace di alternare malinconia e temperamento focoso, trasportando l’audience in un viaggio emotivo.
8 settembre – Duo Nicole Hartsieker e Mulo Francel
Il duo, costituito da Nicole Hartsieker al piano e Mulo Francel al sassofono e mandolino, ha reinterpretato canzoni italiane in chiave jazz. La combinazione di piano e mandolino ha offerto una prospettiva fresca su brani tradizionali, sottolineando la capacità del jazz di adattarsi a qualsiasi lingua melodica.
13 settembre – Lisa Wahlandt chiude la settimana
L’ultima serata, affidata alla voce di Lisa Wahlandt, ha rappresentato un crescendo di culture. La sua performance, caratterizzata da un’intensa esplorazione vocale, ha unito elementi di folk, latino e swing, confermando il Castello Ginori come punto di incontro per la musica dal mondo durante l’intera estate.
Complessivamente, sia il libro di Fonda che la World Music Week hanno dimostrato come la passione per la musica possa tradursi in narrazioni scritte e in esperienze live, entrambe in grado di coinvolgere un pubblico variegato e di lasciare un’impronta duratura nel panorama culturale.



