Oscar 2026: Streisand canta per Robert Redford e Paul Thomas Anderson trionfa

La cerimonia degli Oscar 2026 ha alternato ricordi commoventi, performance inaspettate e premi storici, con Barbra Streisand al centro dell'omaggio a Robert Redford

La cerimonia degli Academy Awards tornata al Dolby Theatre il 15 marzo 2026 ha condensato emozioni, vittorie attese e qualche sorpresa. Tra gli istanti più intensi della serata c’è stato il segmento in memoriam, che ha dedicato parole e immagini a volti che hanno segnato il cinema contemporaneo, con un finale che ha lasciato il pubblico senza fiato.

Accanto al tributo, la notte ha incoronato film e professionisti che hanno dominato la stagione: la vittoria di Una battaglia dopo l’altra come miglior film e la consacrazione di Paul Thomas Anderson alla regia hanno segnato l’esito più importante, mentre pellicole come Sinners hanno raccolto premi tecnici e artistici fondamentali. In questo mix di ricordi personali e riconoscimenti formali si è affermata anche una trama di temi politici e riconoscimenti storici.

Il tributo a Robert Redford e il canto di Barbra Streisand

Nel momento centrale del segmento dedicato ai defunti, Barbra Streisand ha presentato un breve saggio personale su Robert Redford e ha eseguito dal vivo “The Way We Were”, la canzone resa celebre dal loro film del 1973. La scelta di chiudere l’omaggio con una voce così iconica ha trasformato il reel fotografico in un dialogo intimo: le immagini in bianco e nero del duo si alternavano a scatti che ritraevano Redford da solo, creando un ritmo visivo che accompagnava la melodia e l’evocazione di ricordi condivisi.

Un omaggio costruito su relazioni e ricordi

La sequenza del in memoriam non si è limitata a elencare nomi, ma ha puntato su momenti che raccontano rapporti umani e professionali. Prima dell’intervento di Streisand, la celebrazione ha incluso un omaggio a Rob Reiner introdotto da Billy Crystal, seguito dalla comparsa sul palco di membri del cast di pellicole come When Harry Met Sally e Stand by Me. L’idea era sottolineare il valore della collaborazione artistica come filo rosso della carriera dei protagonisti ricordati.

Vittorie principali e dediche significative

La serata ha visto Una battaglia dopo l’altra portarsi a casa il premio per il miglior film insieme a statuette per la regia e la sceneggiatura non originale, segnando la vittoria definitiva di Paul Thomas Anderson. Sul palco, il regista ha dedicato il riconoscimento a collaboratori e amici, citando in particolare la memoria di Adam Somner. Il film, pur non volendo essere un manifesto politico secondo le parole di PTA, è stato letto come una riflessione sulla deriva sociale contemporanea, raccontata attraverso le vicende del gruppo rivoluzionario French 75.

Altri trionfi e riconoscimenti tecnici

Parallelamente, Sinners ha conquistato premi importanti tra cui la miglior colonna sonora firmata da Ludwig Göransson e la fotografia, mentre Michael B. Jordan è stato premiato come miglior attore per la sua performance doppia nei panni dei gemelli Moore. Jessie Buckley ha vinto come miglior attrice protagonista per Hamnet, consolidando una stagione di riconoscimenti già prevista dai pronostici. La canzone “Golden” dal film KPop Demon Hunters è stata premiata come miglior brano originale, marcando il debutto del K-pop tra i vincitori nella categoria.

Momenti politici, primati e curiosità

La serata non è stata priva di prese di posizione: Javier Bardem ha pronunciato slogan come “No alla guerra” e “Palestina libera” durante la presentazione del miglior film internazionale, mentre Jimmy Kimmel ha lanciato battute pungenti che hanno toccato temi di attualità. Sul fronte dei primati, Autumn Durald Arkapaw è diventata la prima donna non bianca ad aggiudicarsi l’Oscar per la fotografia, un passaggio che molte vincitrici hanno enfatizzato come simbolo di apertura professionale e rappresentanza.

La notte del 15 marzo 2026 ha unito il pathos degli addii, la celebrazione dell’arte cinematografica e istanti di impegno civile, offrendo un bilancio complesso ma coerente: premi che riconoscono meriti tecnici e narrativi, esibizioni che rievocano legami personali e cori di voci che invitano alla riflessione. In questo intreccio, il canto di Barbra Streisand è rimasto il segnale più emozionale, un gesto che ha trasformato il ricordo di Robert Redford in una pagina condivisa di storia del cinema.

Scritto da Redazione

Enrico Nigiotti presenta Ogni volta che non so volare su Amici: il nuovo album Maledetti Innamorati