Il Eurovision Song Contest 2027 perderà la presenza dei Paesi Bassi, dopo che la televisione pubblica olandese Npo ha comunicato la sospensione dei preparativi. L’annuncio, rilasciato nella mattinata del 27 ottobre 2026, sottolinea che la decisione è frutto di un clima interno definito «divisivo», soprattutto per la questione della partecipazione di Israele al concorso.
La mancanza di consenso tra le emittenti nazionali
Secondo le dichiarazioni del presidente del consiglio di amministrazione della Npo, Jet de Ranitz, non è stato possibile trovare un formato adatto per garantire una partecipazione condivisa. La Npo aveva tentato inizialmente di mediare dopo che l’altra emittente, Avrotros, aveva confermato il proprio boicottaggio per il secondo anno consecutivo, in segno di protesta contro la presenza di Israele. Tuttavia, le consultazioni interne non hanno prodotto un accordo capace di superare le divergenze tra le reti.
Le tensioni legate alla partecipazione di Israele
Il clima di polarizzazione in Olanda è aumentato dopo gli eventi internazionali del 2023, che hanno riacceso il dibattito sul ruolo di Israele nella competizione. Jurre Bosman, direttore media della Npo, ha spiegato che la società olandese è profondamente scissa su questo tema, rendendo difficile sostenere un artista nazionale senza rischiare ulteriori controversie. Per la Npo, la mancanza di un supporto solido da parte di una o più emittenti rende impraticabile l’invio di un rappresentante al concorso.
Reazioni delle istituzioni e continuità della trasmissione
Il ritiro olandese ha suscitato una risposta immediata dell’European Broadcasting Union (EBU). Martin Green, direttore dell’Eurovision, ha espresso rammarico, ma ha anche riconosciuto la legittimità della scelta della Npo, sottolineando l’importanza della competizione in un mondo diviso. Nonostante la decisione, la manifestazione sarà comunque trasmessa in Olanda dalla rete NOS, con commento in lingua locale, garantendo al pubblico la possibilità di seguire lo spettacolo senza partecipare.
Prospettive future per la partecipazione olandese
La Npo ha dichiarato che la porta rimarrà aperta per eventuali ritorni futuri, a patto che le condizioni sociali e mediatiche lo consentano. La storica presenza dei Paesi Bassi, fin dalla prima edizione del 1956, pesa sulla decisione di riprendere la competizione non appena la tensione intorno al tema israeliano si attenuerà. Per il momento, l’organizzazione olandese preferisce attendere un momento più favorevole, evitando di alimentare ulteriori spaccature interne.



