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13 Giugno 2026

Memorandum 14 punti usa-iran: cosa prevedono le proposte e quali ostacoli restano

Un memorandum articolato in 14 punti disegna un percorso negoziale tra Stati Uniti e Iran con misure su cessate il fuoco, sanzioni energetiche, riapertura dello Stretto di Hormuz e sblocco di fondi per 24 miliardi di dollari, mentre restano esclusi dai colloqui il programma missilistico e il sostegno alle milizie regionali

Memorandum 14 punti usa-iran: cosa prevedono le proposte e quali ostacoli restano

Negli ultimi sviluppi diplomatici è circolata una bozza di memorandum composta da 14 punti che traccerebbe le tappe per un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran su nucleare, sanzioni e sicurezza regionale. Il testo, ancora in fase di valutazione da parte delle autorità competenti, contiene impegni pratici e clausole che puntano a stabilizzare i fronti regionali e a riavviare rapporti economici, pur lasciando elementi sensibili esclusi dai negoziati finali.

Dettagli del memorandum in 14 punti

La bozza prevede innanzitutto un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti, incluso il Libano, e un impegno degli Stati Uniti a non intervenire negli affari interni dell’Iran, con il ritiro o la riduzione della presenza militare nelle aree percepite come sensibili da Teheran. Tra le misure operative figura la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni con gestione che rimarrebbe in larga parte sotto il controllo iraniano secondo il testo. Contemporaneamente, verrebbe disposta la sospensione delle sanzioni energetiche sull’export di petrolio e prodotti petrolchimici e lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all’estero, con la disponibilità di metà dell’importo prima dell’avvio dei colloqui finali.

Tempi e garanzie per il nucleare e le sanzioni

La proposta definisce un periodo di 60 giorni per negoziare un accordo definitivo sul programma nucleare e sulla revoca completa delle sanzioni statunitensi e delle Nazioni Unite. In cambio, l’Iran confermerebbe l’impegno a non sviluppare armi atomiche, riaffermando il rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare. Per verificare l’attuazione degli impegni reciproci, il testo include l’istituzione di un meccanismo di supervisione dedicato e prevede, come passaggio formale, la ratifica dell’intesa finale tramite una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Reazioni, iter pratico e nodi ancora aperti

Il memorandum contiene anche proposte economiche ambiziose: un piano di ricostruzione per l’Iran stimato in almeno 300 miliardi di dollari promesso da Stati Uniti e alleati. Tuttavia, rimangono limiti netti: il testo esclude dai negoziati il programma missilistico balistico iraniano e il sostegno ai cosiddetti gruppi di resistenza regionali. Inoltre, la bozza stabilisce che i colloqui finali non partiranno prima che siano state sospese alcune sanzioni petrolifere, sia che venga riaperto il traffico marittimo sia che metà dei fondi congelati sia stata liberata.

Reazioni politiche e punti di attrito

Alla diffusione dei contenuti la Casa Bianca ha contestato la corrispondenza tra quanto reso pubblico e i termini negoziati, con il presidente che ha espresso riserve sulle versioni circolate. Contemporaneamente, rappresentanti politici di altri Paesi hanno commentato elementi pratici come il mantenimento di blocchi navali e condizioni di sicurezza: alcuni hanno ribadito la necessità di far rispettare controlli sulle navi commerciali nello Stretto, mentre altri sostengono che la firma potrebbe avvenire in forma digitale o a distanza prima di un incontro in presenza.

Parallelamente alle discussioni diplomatiche, fonti militari hanno riferito di intercetti e di abbattimenti di droni ritenuti minacciosi per il traffico marittimo nel Golfo. Questi episodi alimentano la divergenza tra chi vede il memorandum come opportunità di de-escalation e chi ritiene che le misure previste siano insufficienti a garantire piena sicurezza regionale senza ulteriori garanzie sul piano militare.

Sul piano operativo il documento propone anche l’adozione di specifiche clausole di non escalation durante i colloqui: gli Stati Uniti si impegnerebbero a non aumentare le truppe nella regione né a introdurre nuove sanzioni mentre si negozia. Per facilitare la fase negoziale, la bozza prevede lo sblocco iniziale dei fondi e la rimozione delle restrizioni navali come prerequisiti per avviare la trattativa finale sul nucleare e sulla revoca delle sanzioni.

La trattativa rimane quindi aperta e condizionata sia a passaggi tecnici immediati sia alla disponibilità politica delle parti coinvolte.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.