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19 Giugno 2026

Accordo Usa-Iran: cosa prevede la bozza, la firma a distanza e i fondi sbloccati

L’accordo Usa-Iran è vicino alla fase finale: bozza in 14 punti, firma digitale prevista e miliardi di dollari stanziati dagli Emirati. Lo Stretto di Hormuz, il congelamento dei fondi e le condizioni per i negoziati definiti nel memorandum sono al centro delle trattative.

Accordo Usa-Iran: cosa prevede la bozza, la firma a distanza e i fondi sbloccati

Le trattative tra Stati Uniti e Iran sembrano aver imboccato una fase decisiva: una bozza di memorandum in più punti definisce impegni reciproci su cessate il fuoco, sanzioni e gestione marittima, mentre si registra l’intesa di Paesi della regione a sbloccare ingenti risorse finanziarie. Il ministro degli Esteri iraniano ha definito la sigla dell’intesa come una procedura che, una volta completata la stesura finale, potrà avvenire inizialmente a distanza con firme digitali da entrambe le parti.

Contenuti principali della bozza e condizioni per la firma

La proposta in esame include un elenco di impegni concreti: un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti regionali, la sospensione delle sanzioni energetiche su petrolio e petrolchimico, e un periodo di 60 giorni destinato a negoziati specifici sul programma nucleare. Tra le clausole figura anche lo sblocco graduale di risorse bloccate all’estero per un ammontare complessivo citato nel testo, con una prima tranche disponibile prima dell’avvio della fase finale dei colloqui. Il documento precisa inoltre che i colloqui finali non affronteranno il programma missilistico né il sostegno ai gruppi armati regionali, concentrandosi invece su nucleare, sanzioni e rilancio economico.

Modalità di firma e ruolo delle autorità nazionali

Secondo quanto comunicato dai rappresentanti iraniani, la firma iniziale sarà effettuata in modalità digitale: ciascuna parte apporrà la propria sottoscrizione a distanza e l’annuncio pubblico seguirà la conferma reciproca. Il testo resta comunque soggetto a verifiche interne e a possibili modifiche: fino al momento della ratifica definitiva le autorità competenti di entrambe le nazioni dovranno approvare la versione ultima del memorandum. In parallelo, è emersa la proposta di ospitare un atto formale in una sede neutrale qualora sia necessario un incontro fisico per la firma.

Lo Stretto di Hormuz, tariffe e controllo marittimo

Tra i punti più sensibili della bozza figura la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni con una gestione collegata all’Iran e all’Oman. La proposta rivede il regime che ha caratterizzato il passaggio marittimo fino ad oggi, introducendo l’obbligo di pagamento per i servizi offerti nello stretto, che in passato erano forniti gratuitamente. Questo passaggio è descritto come una riaffermazione della sovranità della regione sul corridoio marittimo e come l’istituzione di un nuovo schema operativo per la sicurezza e i pedaggi.

Segnalazioni di tensione nello Stretto

Nonostante i negoziati, nella zona dello Stretto sono state riportate esplosioni e colpi di avvertimento, segnalando che la de-escalation sul campo resta fragile. Le autorità locali hanno sottolineato che, anche dopo un accordo formale, la gestione delle operazioni navali non tornerà automaticamente alle condizioni precedenti al conflitto: saranno necessari meccanismi di controllo e un coordinamento operativo per garantire la sicurezza delle rotte.

Fondi congelati e interventi regionali

Un elemento chiave del memorandum è lo sblocco di fondi iraniani congelati all’estero, con cifre significative indicate nella bozza e la promessa di una prima tranche immediatamente disponibile. Parallelamente, sono emerse notizie su paesi della regione che avrebbero accettato di liberare risorse per sostenere l’intesa, parte delle quali sarebbero già state trasferite. Questa mossa economica è stata messa in relazione alla richiesta di cessazione delle ostilità regionali e al desiderio di stabilizzare i flussi commerciali e finanziari.

Impegni di non interferenza e meccanismi di monitoraggio

Il memorandum includerebbe anche un impegno formale da parte degli Stati Uniti a non intervenire negli affari interni dell’Iran e la creazione di un meccanismo di supervisione per verificare l’osservanza degli impegni. Tra gli strumenti previsti figura la possibile ratifica del testo finale tramite una risoluzione internazionale, nonché una serie di garanzie reciproche volte a prevenire nuove escalation durante il periodo negoziale.

Nel complesso, la bozza presentata agli attori coinvolti delinea un percorso pragmatico per ridurre le ostilità e riattivare scambi economici, lasciando però aperti nodi sensibili come il programma missilistico. L’evoluzione delle prossime ore e la conferma formale della firma, digitale o in presenza, rimangono passaggi decisivi per valutare se la tregua proposta potrà consolidarsi in un trattato effettivo.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.