Kelevranome d’arte di Michele Schettiniè un rapper nato nel 1991 a Cervinarain provincia di AVCampania. Cresciuto con la cultura hip hop, ha iniziato a muovere i primi passi artistici con la crew ManzHarda e successivamente ha fatto parte del collettivo Rattatta Musicgruppo che si è sciolto nel 2019. Dopo un periodo di pausa è tornato a lavorare come solista nel 2026ottenendo risultati tangibili anche grazie a collaborazioni con produttori come VeranoTosses e Jack The Smoker.
Oltre alla musica, Schettini lavora come social media manager e content creatorcompetenze che gli permettono di gestire in autonomia la comunicazione e la direzione artistica del suo progetto. Nel suo catalogo ci sono attualmente 6 singoli ufficiali e 1 EP di 6 tracce intitolato Stalingradouscito di recente e prodotto interamente da Tosses. Questo pezzo di carriera è al centro della conversazione che segue.
Dal gruppo alla scena solista: tappe verificabili della carriera
Il percorso di Kelevra è segnato da tappe precise: l’avvio con ManzHardal’esperienza in Rattatta Music e lo scioglimento del collettivo nel 2019. Dopo quattro anni di inattività artistica è arrivata la ripartenza nel 2026che ha riacceso rapporti professionali e opportunità live. In questo arco temporale Schettini ha aperto concerti di artisti nazionali come ClementinoTormento e Ntòoccasioni che hanno contribuito a consolidare la sua presenza sul territorio.
Ruoli paralleli: musica e comunicazione
La doppia veste di artista e professionista della comunicazione è centrale nel suo progetto: come social media manager cura la promozione e la costruzione dell’immagine, fungendo da regista anche per alcuni materiali visivi prodotti in collaborazione con case indipendenti come Wide e Keep Rolling. Questa autonomia organizzativa si riflette nella coerenza del messaggio artistico e nelle scelte estetiche legate all’uscita di Stalingrado.
Stalingrado: titolo, temi e scelte artistiche
Il titolo Stalingrado è stato pensato come metafora del momento personale e creativo di Kelevra: l’idea è quella di difendere principi e convinzioni in un contesto sociale percepito come sempre più vuoto. Nel lancio dell’ep il rapper ha curato il concept del video di presentazione insieme a Wide e Keep Rollingvolendo trasferire sul piano visivo la stessa tensione narrativa della musica.
La prima traccia sfrutta un’introduzione parlata tratta da un’intervista a Mario Bava, scelta che Schettini ha definito subito coerente con il progetto. In particolare, una delle frasi usate come punto di partenza è: “se gli proponi una roba intelligente è difficile che accettino”; questa citazione sintetizza la critica verso un’industria dell’entertainment che privilegia l’immediatezza e la semplicità per massimizzare il profitto.
I versi e i concetti ricorrenti
Nel testo dell’ep emergono alcune barre emblematiche che spiegano il nucleo di pensiero dell’artista: “Non tradisco la natura” viene letta come prosecuzione della frase “mangio questi fake”, con l’intento di sottolineare che l’autentico tende a perseverare nel tempo, mentre ciò che è costruito in modo superficiale verrà superato. Un’altra linea tematica è espressa dalla barra “Anche la fame può essere una scelta”, che Kelevra interpreta come la volontà di resistere agli stimoli eccessivi e alle mode per proteggere una vita più consapevole.
Un ulteriore verso, “Curiosità è una vecchia in attesa di trapassare”, è usato per rimarcare l’importanza della curiosità come motore creativo: per l’artista la curiosità è stata il principale strumento di formazione, mentre oggi osserva una certa rassegnazione diffusa che porta molti ad accontentarsi dei trend preconfezionati.
Collaborazioni e scena live
La ripresa di attività nel 2026 ha portato a collaborazioni con produttori noti come VeranoTosses e Jack The Smokere ha favorito aperture per concerti di nomi consolidati della scena italiana come ClementinoTormento e Ntò. Queste esperienze live hanno rafforzato la posizione di Kelevra sul palco e ne hanno testato la capacità performativa, in un contesto in cui l’autenticità dell’esibizione viene ritenuta dall’artista un elemento fondamentale.
Rimane centrale per Schettini l’idea che il live sia il momento in cui si misura la verità di un artista: per questo critica l’uso diffuso del playback, considerato come una pratica che mortifica sia chi è sul palco sia il pubblico presente.
Con sei singoli all’attivo e l’ep Stalingrado di 6 tracce prodotto integralmente da TossesKelevra porta avanti un percorso che unisce mestiere, riflessione sui meccanismi dell’industria e una gestione autonoma dell’immagine. Il progetto resta ancorato alle radici di Cervinara e alla scena campana, ma guarda con attenzione alle dinamiche nazionali attraverso collaborazioni e live.


