Alex Mumei ha pubblicato a maggio O’SFACCIMM RO REP 2 la seconda puntata del progetto che chiude il capitolo inaugurale dell’artista. L’EP si presenta come una dichiarazione netta di intenti, dimostrando ancora una volta la versatilità dell’MC nel passare da beat rap incisivi a atmosfere più melodiche senza apparire forzato.
Un capitolo che arricchisce il percorso musicale
Nel nuovo disco O’SFACCIMM RO REP 2 Alex Mumei dimostra una padronanza tecnica consolidata, ma soprattutto fa emergere la profondità della sua penna. I testi non sono più semplici cliché: la scrittura è intensa e priva di filtri mediatici, con citazioni come “il giorno in cui non ho più un’opinione mi do al pop” che mostrano una provocazione consapevole. Il brano che apre il disco si sviluppa su un beat delicato; l’artista scivola sopra le basi senza patemi, adattandosi alle diverse sfumature del panorama sonoro.
Le parole come peso e potere
Una delle tracce più incisive cita “La parola è un potere, la verità fa sempre rima e per noi le parole più pesanti sono di 21 grammi” ribadendo l’importanza del linguaggio nella cultura rap. La capacità di Alex di unire ritmo e contenuto rende l’EP un tassello fondamentale per chi segue la scena hip-hop italiana.
Nuova Scena: l’impatto di un reality sulla carriera
Il secondo EP nasce poco dopo la partecipazione alla terza stagione di Nuova Scena. Quando gli viene chiesto dei pro e dei contro del programma, Alex risponde con pragmatismo: «ci ho visto solo pro». Pur ammettendo che il reality non ha arricchito direttamente il suo approccio artistico afferma che le “spalle si sono allargate” grazie alla gestione della tensione e della visibilità, creando un “precedente importante” per le future sfide.
Riflettendo su pop e cultura italiana
Durante la discussione su COLLR l’artista ribadisce la provocazione dietro la frase “il giorno in cui non ho più un’opinione mi do al pop” ma aggiunge che non ha mai posto limiti alla propria libertà creativa. Alex osserva che il pubblico italiano comincia a stancarsi di progetti “forzati e innaturali”, e che non esiste una formula magica per salvare la cultura in un mercato ormai dominato da un “enorme business”.
Visione personale: ego, karma e responsabilità
L’intervista si conclude con una riflessione sul ruolo dell’ego nel rap game. Alex sostiene che l’ego è “necessario per esporre se stessi” e può diventare “un superpotere” se accompagnato da “sana umiltà”. Inoltre, sottolinea il valore del karma e della “buona energia”: “un diamante può tornare a essere pietra, e ciò che dai torna a te”. Questa visione spirituale si intreccia con la sua dichiarazione: “Non dimenticare che siamo umani” ricordando che, nonostante le pressioni del mercato, l’artista deve rimanere fedele a sé stesso.
Obiettivi futuri
Quando gli viene chiesto quale sia la sua missione attuale, Alex risponde con una frase semplice ma determinata: studiare, sperimentare ed evolversi costantemente. La sua risposta riassume l’intero percorso: un rapper che, dopo dieci anni di “modalità hard”, non smette mai di cercare nuove strade, mantenendo però una bussola morale ferma, guidata da parole che pesano “21 grammi”.



