Il teatro Ariston è il principale palcoscenico della canzone italiana. È situato nel centro di Sanremo e ospita ogni anno il Festival della Canzone Italiana. La struttura combina funzioni cinematografiche e teatrali e accoglie proiezioni, spettacoli e manifestazioni culturali durante tutto l’anno. Il suo ruolo trascende l’evento musicale, influenzando l’offerta culturale e turistica della città.
Le origini e la famiglia dietro il progetto
La nascita dell’Ariston è riconducibile all’iniziativa imprenditoriale della famiglia Vacchino. Negli anni Quaranta Carlo Vacchino acquistò il terreno con l’obiettivo di creare un polo cinematografico a Sanremo, città già nota per il turismo legato al Casinò. La famiglia aveva precedentemente rilevato il Cinema Teatro Centrale nel 1933. Il progetto definitivo dell’Ariston si concretizzò con l’inaugurazione del 1963, promossa dalla visione del figlio Aristide.
Il progetto architettonico e artistico
Il progetto dell’Ariston prese forma tra il 1951 e il 1952 e proseguì fino alla realizzazione definitiva inaugurata nel 1963. Gli architetti Dante Datta e Marco Lavarello dettarono le linee compositive dell’edificio. L’ingegneria fu curata da Angelo Frisa, che ottimizzò la struttura per le esigenze tecniche del palco e delle gallerie.
La decorazione interna fu completata dall’affresco del soffitto opera di Carlo Cuneo. L’affresco arricchì la sala con motivi figurativi pensati per l’acustica visiva e per l’impatto scenografico. La configurazione spaziale con un palcoscenico ampio e numerosi camerini rispondeva all’intento di coniugare funzioni teatrali e cinematografiche, garantendo versatilità d’uso.
Caratteristiche tecniche e capienza
Il complesso conserva una sala principale storica con un palcoscenico ampio e numerosi camerini, pensata per coniugare funzioni teatrali e cinematografiche. La capienza della sala principale è di circa 2.000 posti. Le sale cinematografiche realizzate negli anni Novanta aggiungono ulteriori posti: tre sale ospitano complessivamente circa 750 spettatori. A completare l’offerta, la più recente Roof 4 è destinata a proiezioni per un pubblico più ridotto e a film di nicchia.
Le sei sale e le funzioni multiple
Nel complesso sono presenti in totale sei sale, con ambientazioni e capienze diverse. Tra queste figura la Sala dell’Ariston, utilizzata per eventi di grande richiamo. La pluralità degli spazi consente una programmazione variegata: proiezioni cinematografiche, spettacoli dal vivo, convegni e rassegne televisive. La struttura è organizzata per facilitare la riconversione rapida degli allestimenti e rispondere a esigenze logistiche diversificate.
Innovazione tecnica e qualità sonora
La struttura è organizzata per facilitare la riconversione rapida degli allestimenti e rispondere a esigenze logistiche diversificate. Dietro alla notorietà dell’Ariston vi è una progettazione tecnica avanzata, curata per garantire standard elevati di riproduzione sonora. L’acustica fu progettata da specialisti come Franco Ravera e Gino G. Sacerdote, i quali adottarono soluzioni mirate alla resa delle grandi organiche orchestrali e alle esigenze delle produzioni televisive. Sul versante cinematografico, la sala fu dotata di tecnologie d’avanguardia per l’epoca, incluso un sistema per il Cinerama, che contribuì a rendere l’Ariston tra le sale più attrezzate del paese.
Palcoscenico e dotazioni
Il palcoscenico originale presentava dimensioni rilevanti e la capienza per ospitare un’orchestra numerosa. Ciò rese possibile fin dall’apertura di affrontare allestimenti complessi e spettacoli di grande formato. Anche il sipario fu commissionato a maestranze qualificate, con riferimenti esecutivi al Teatro alla Scala di Milano, per assicurare qualità scenica e durata nel tempo.
Perché l’Ariston è diventato sede del festival di Sanremo
La scelta dell’Ariston come sede principale del festival di Sanremo rispose a esigenze pratiche e tecniche. Quando si rese necessario disporre di una struttura più moderna rispetto alla sala dell’Opera del Casinò, l’Ariston offriva maggiore capacità e possibilità tecniche per allestimenti complessi. Dal 1977 il teatro ospita stabilmente la manifestazione, con una sola eccezione significativa che si tenne al Mercato dei Fiori di Valle Armea. Dal punto di vista organizzativo, la disponibilità di impianti aggiornati e di maestranze qualificate rese possibile sostenere la produzione televisiva e scenica del festival.
Un luogo oltre il festival
Il rapporto con il festival ha accresciuto la visibilità dell’Ariston, senza limitarne l’attività. La struttura mantiene un calendario culturale attivo durante tutto l’anno, con rassegne cinematografiche, il Premio Tenco e manifestazioni televisive come Oscar TV. La polifunzionalità e la versatilità tecnica permettono di accogliere eventi di natura diversa e di conservare il ruolo centrale nel panorama culturale nazionale. Il teatro prosegue nello sviluppo delle proprie dotazioni per rispondere alle esigenze future delle produzioni.
Prospettive e dotazioni
Il teatro prosegue nello sviluppo delle proprie dotazioni per rispondere alle esigenze future delle produzioni. L’istituzione privilegia interventi che coniughino restauro e aggiornamento tecnico, preservando l’assetto architettonico e la fruibilità per il pubblico.
Dal punto di vista gestionale, le scelte mirano a garantire resilienza culturale, intesa come capacità di mantenere attività artistiche continuative nonostante le trasformazioni del mercato e delle tecnologie. A tal fine sono previste implementazioni dei sistemi scenotecnici e delle infrastrutture di accessibilità, nonché rafforzamento delle collaborazioni con enti e produttori.
L’aggiornamento delle apparecchiature è accompagnato da politiche di conservazione dei materiali storici e da percorsi per favorire la partecipazione di pubblici diversi. Tale strategia rende l’edificio idoneo sia a eventi tradizionali sia a progetti sperimentali, consolidando il ruolo del teatro come polo culturale a lunga durata.
Resta rilevante il monitoraggio delle innovazioni tecnologiche e delle pratiche gestionali per mantenere compatibilità con le produzioni contemporanee e le normative vigenti. Questo approccio sostiene la continuità dell’attività artistica e prepara il teatro ad accogliere le future esigenze del settore.

