Dal 5 novembre al 19 dicembre l’ex teatro Principe di viale Bligny si trasforma nel club Allo Sbagliato un progetto ideato da Marco Mengoni per sperimentare una nuova forma di spettacolo dal vivo. Con una capienza di 500 persone – 100 posti a sedere e 400 in piedi – il locale temporaneo accoglierà quattro serate a settimana del cantautore, mentre gli altri appuntamenti saranno affidati a musicisti scelti da lui come direttore creativo. La regola più evidente è il divieto di cellulari al loro ingresso i dispositivi vengono inseriti in custodie che ne impediscono l’uso, un gesto definito offline dal progetto.
Il concept “Allo Sbagliato”: più intimità, meno tecnologia
In un periodo in cui la maggior parte degli artisti punta a stadi e grandi arene, Mengoni ha dichiarato: “Mentre tutti suonano in posti grandi, io vado controcorrente”. Il suo obiettivo è creare un legame più diretto con il pubblico, facendo della musica l’unica protagonista. Il divieto di telefonini nasce dall’esigenza di eliminare le distrazioni tipiche dei concerti tradizionali, permettendo a ogni nota di essere percepita senza filtri digitali. Mengoni ha spiegato che il progetto vuole “non perché ci sia qualcosa da nascondere, ma per godersi il contatto con le persone”, un approccio già sperimentato da artisti come Madonna o Bob Dylan.
Programma, ospiti e libertà artistica
Nel corso delle 26 serate previste, Mengoni si esibirà con la sua band, variando scalette e atmosfere in base al mood del pubblico. Ha enfatizzato il proprio motto: “Faccio tutto quello che voglio” promettendo performance non convenzionali e, occasionalmente, cover improvvisate. Oltre al suo repertorio, il club accoglierà artisti di calibro internazionale come Benjamin ClementineLuca RavennaMace e Sayf tutti selezionati dal cantautore. Anche l’abbigliamento sarà parte dell’esperienza: dal smoking alla tuta, la scelta sarà libera, a disposizione di chiunque salga sul palco.
Prezzi, critica e giustificazioni economiche
I biglietti per le serate di Allo Sbagliato sono stati messi in vendita su Live Nation e TicketOne, con prezzi che variano da 115 euro per i posti in balconata a 230 euro per le fila più vicine al palco. Mengoni ha difeso questa fascia di costi citando la necessità di coprire le spese di un team numeroso: “dietro questo progetto ci sono diversi lavoratori” che includono musicisti, tecnici e staff di produzione. Non tutti i fan hanno accolto positivamente il prezzo; su i social è comparso il commento “un’impresa impossibile” per denunciare l’accessibilità economica. Tuttavia, il cantautore sostiene che l’esperienza offerta, con la sua qualità artigianale e l’assenza di tecnologia, giustifica l’investimento.
Un modello per il futuro dei piccoli spazi culturali
Il progetto non è solo un concerto, ma una dichiarazione di intenti verso i piccoli locali. Mengoni ha evidenziato che la chiusura di teatri e club di dimensioni ridotte minaccia la vitalità culturale delle città: “Se teatri e locali piccoli chiudono è un problema, perché generano cultura”. Con Allo Sbagliato intende dare nuova linfa a questi spazi, dimostrando che anche un artist di fama internazionale può trovare valore in una platea di 500 persone. L’iniziativa potrà ispirare altri musicisti a sperimentare format analoghi, dove la connessione umana e la purezza sonora tornano al centro dello spettacolo.



