La città di Pesaro si prepara a vivere due serate musicali indimenticabili. Il Museo Nazionale Rossini ospiterà gli ultimi due appuntamenti della sesta edizione dei Concerti al Museo una rassegna che ha saputo conquistare il pubblico con la sua eleganza e il suo richiamo alla tradizione.
Organizzati in collaborazione con L’Orologio Società Cooperativa e la Fondazione G. Rossini questi concerti offrono un’esperienza unica, immersa nella suggestiva Sala degli Specchi del museo, dove troneggia il pianoforte Pleyel appartenuto a Gioachino Rossini. Questo strumento, donato dal compositore al suo medico personale Giacomo D’Ancona, è un pezzo di storia che ha visto Rossini stesso accompagnare i coniugi D’Ancona nelle loro esecuzioni delle musiche da camera.
Il programma del 17 agosto: un viaggio tra le opere di Rossini
Il quarto concerto della rassegna si terrà lunedì 17 agosto alle ore 11. I protagonisti di questa serata saranno Aziza Omarova (soprano), Enrico Basso (tenore) e Keisuke Onoda (baritono), accompagnati al pianoforte Pleyel da Lorenzo Felicioni. Il programma include brani da L’occasione fa il ladro e La cambiale di matrimonio.
Aziza Omarova canterà l’Aria di Berenice Voi la sposa pretendete Keisuke Onoda interpreterà la Cavatina di Slook Grazie… grazie…Troppo presto mentre a Enrico Basso sarà affidata l’Aria di Alberto D’ogni più sacro impegno. Un’occasione imperdibile per apprezzare la maestria di questi giovani talenti e la bellezza delle opere di Rossini.
L’ultimo appuntamento: un omaggio alla musica rossiniana
Il 18 agosto, alla stessa ora, si terrà l’ultimo appuntamento dei Concerti al Museo. Sul palco saliranno Yukang Zheng (tenore), Edoardo Di Cecco (baritono) e Kairui Liu (basso), accompagnati nuovamente da Lorenzo Felicioni. Il programma include brani da L’inganno feliceIl barbiere di SivigliaLa Cenerentola e Semiramide.
Yukang Zheng canterà la Cavatina del Conte Ecco ridente in cielo da Il Barbiere di Siviglia Edoardo Di Cecco interpreterà la Cavatina di Dandini Come un’ape ne’ giorni d’aprile da La Cenerentola mentre Kairui Liu proporrà l’Aria di Assur Deh.. ti ferma.. ti placa.. perdona… da Semiramide. Un finale in grande stile per una rassegna che ha saputo unire tradizione e innovazione.
Rossini à Paris: trascrizioni ottocentesche per chitarra e fortepiano
Il concerto Rossini à Paris porta sul palco pagine stampate quasi due secoli fa, ancora affidate alle mani degli interpreti. Questo evento mostra quanto la tensione rossiniana sopravviva al cambio di timbro e offre un viaggio nella Parigi di Rossini, dove il compositore si stabilì nel 1824.
Il programma include trascrizioni di Matteo Carulli e Matteo Carcassi, che mettono le melodie rossiniane sotto le dita di chi possiede un pianoforte e una chitarra. Il fortepiano, indicato espressamente accanto alla chitarra, richiama gli strumenti in uso negli anni delle trascrizioni e offre un’esperienza sonora unica.
Il concerto vedrà la partecipazione di Eugenio Della Chiara un chitarrista pesarese che ha studiato al Conservatorio Rossini e insegna al Conservatorio Campiani di Mantova, e di Rubén Sánchez-Vieco un pianista e direttore d’opera che frequenta l’opera dalla sala prove.
Festival Giovane 2026: cinque recital gratuiti al Museo Rossini
Il Festival Giovane 2026 entra nel Museo Nazionale Rossini con cinque recital gratuiti, che si terranno alle 11 del 13, 14, 15, 17 e 18 agosto. Questi concerti offrono un’opportunità unica per ascoltare gli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” in un contesto intimo e suggestivo.
Il cantante condivide la stanza con chi ascolta, senza una buca d’orchestra a separare il suono dalla platea. Ogni esitazione e ogni scelta di fraseggio si sentono, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente. Il pianoforte Pleyel, appartenuto a Rossini, ritrova il rapporto domestico con il canto, offrendo un’esperienza unica per gli appassionati di musica.
Il Festival Giovane 2026 è organizzato da L’Orologio Società Cooperativa e la Fondazione G. Rossini e rappresenta un’ottima occasione per scoprire i talenti del futuro e apprezzare la bellezza della musica rossiniana.



