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28 Luglio 2026

Classiche Forme 2026: la magia della musica a Lecce

Un viaggio musicale unico a Lecce: scopri come il festival Classiche Forme unisce tradizione e innovazione.

Classiche Forme 2026: la magia della musica a Lecce

Il festival Classiche Forme a Lecce si conferma un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica classica e non solo. Con una programmazione che spazia da Mozart alla tradizione cubana, il festival offre un’esperienza unica, capace di superare ogni confine geografico e temporale.

La decima edizione del festival, diretta da Beatrice Rana ha visto esibirsi artisti di fama internazionale in location suggestive come il chiostro dell’Accademia di Belle Arti e il cortile di Palazzo Cezzi. Un viaggio musicale che ha saputo conquistare il pubblico con la sua capacità di unire tradizione e innovazione.

Mozart all’Avana: la geniale provocazione di Sarah Willis

L’apertura del festival è stata affidata a Sarah Willis prima cornista donna dei Berliner Philharmoniker e leader dei Sarahbanda. La sua performance, intitolata Che succede se Mozart suona all’Avana ha saputo fondere con ironia e maturità artistica i mondi musicali di Mozart e della tradizione cubana.

Nel chiostro dell’Accademia di Belle Arti, Willis e i Sarahbanda hanno reinterpretato alcuni dei momenti più rappresentativi di Mozart, come il Concerto n. 4 K 447 e il duetto di Papageno dal Flauto magico. La serata si è conclusa con una selezione di brani cubani, tra cui Chan Chan e Quizás, quizás, quizás eseguiti con un ritmo afro-cubano che ha coinvolto il pubblico in un vero e proprio viaggio sonoro.

Un viaggio tra i suoni dei Caraibi

La seconda parte del concerto ha visto i Sarahbanda esplorare il repertorio della tradizione cubana. Con brani come La comparsa e Para Cochero la formazione ha saputo trasmettere al pubblico l’essenza della musica cubana, trasformando il chiostro in un angolo dei Caraibi.

Un lessico familiare con Čajkovskij e Taneev

La terza serata del festival ha portato a Lecce un po’ di Russia, con un concerto dedicato a Čajkovskij e Sergej Ivanovič Taneev. Il tema della decima edizione, lessico familiare è stato il filo rosso che ha unito tutte le annate della rassegna, richiamando la partecipazione dell’intera famiglia Rana.

Il concerto ha preso il nome da Souvenir d’un lieu cher di Čajkovskij, eseguito nella prima parte della serata. Il pianista e musicologo Massimo Spada ha accompagnato il violinista Andrea Cicalese classe 2005, in un’interpretazione carica di espressività e tensione romantica.

Nella seconda parte del concerto, il quintetto per archi e pianoforte in sol minore di Taneev ha visto l’aggiunta di Francesco Pavan al violino, Carlotta Libonati alla viola e Alessio Pianelli al violoncello. Il contrasto tra le sonorità di Čajkovskij e Taneev ha offerto al pubblico un’esperienza musicale intensa e coinvolgente.

Un concerto che tocca il cuore

Il Quintetto per archi e pianoforte di Taneev ha saputo conquistare il pubblico con la sua severità e la sua capacità di trasmettere emozioni profonde. Le sonorità dure e le voci che si rincorrono quasi schematicamente hanno creato un’atmosfera di ghiaccio che, come ha sottolineato un critico, a toccarlo ci si ustiona.

Il festival Classiche Forme a Lecce si conferma un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica. Con una programmazione che unisce tradizione e innovazione, il festival offre un’esperienza unica, capace di superare ogni confine geografico e temporale.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.