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5 Agosto 2026

Archivio Ricordi: la storia della musica italiana accessibile a tutti

L'Archivio Ricordi di Milano custodisce un patrimonio musicale inestimabile. Scopri come questo archivio rende accessibile la storia della musica italiana attraverso documenti digitalizzati e mostre innovative.

Archivio Ricordi: la storia della musica italiana accessibile a tutti

Nel cuore di Milano, l’Archivio Ricordi rappresenta un vero e proprio tesoro per gli appassionati di musica. Situato presso la Biblioteca nazionale Braidense di Brera, questo archivio raccoglie spartiti, documenti, lettere, bozzetti e fotografie che raccontano la storia dell’editore musicale Ricordi e dei suoi artisti più celebri, come VerdiPuccini e Boito.

L’importanza dell’accesso libero ai documenti musicali

Pierluigi Ledda, direttore dell’Archivio Ricordi, sottolinea l’importanza del libero accesso ai documenti custoditi. “Il libero accesso ai documenti che custodisce contribuisce alla libera conoscenza, ed è un valore condiviso da archivi, musei e istituzioni culturali in genere”, afferma Ledda. Ogni mese, la collezione digitale dell’archivio registra circa 6.000 sessioni di consultazione, mentre gli spazi fisici accolgono quotidianamente studiosi e visitatori.

Chi utilizza l’Archivio Ricordi?

Gli utenti dell’Archivio Ricordi sono eterogenei e includono studiosi di varie discipline, non solo musicologiche. Tra loro ci sono direttori d’orchestra, documentaristi, artisti, studenti di composizione, scenografia, costume, fotografia e grafica. Inoltre, una rete di volontari digitali contribuisce attivamente alla piattaforma, descrivendo meglio i documenti e trascrivendo le lettere conservate.

Scoperte recenti e il valore degli spartiti

Negli ultimi anni, l’incremento del patrimonio documentale disponibile online ha offerto al mondo scientifico una fonte di informazione sempre più ricca. Questo ha portato a nuove ricerche e nuovi modi di “raccontare” le vite degli oggetti conservati. “Penso che qui stia il senso degli archivi, ovvero servire al meglio le proprie comunità di riferimento, adoperando il meglio che la tecnologia ha da offrirci”, spiega Ledda.

La pubblicazione di spartiti e libretti è stata enormemente importante per la cultura occidentale. Per gli ultimi due secoli, la diffusione della musica è avvenuta principalmente attraverso questi oggetti editoriali, che permettevano alla musica di essere non solo eseguita, ma anche studiata, collezionata e riascoltata. Gli spartiti Ricordi oggi ci raccontano del gusto musicale e di come la musica veniva organizzata, diffusa e fruita nell’Europa a cavallo tra Otto e Novecento.

Aneddoti su Verdi e Puccini

Lavorare negli archivi significa anche scoprire lati sconosciuti del carattere degli artisti. Ledda racconta che Giuseppe Verdi era un artista meticoloso, che seguiva ogni aspetto della messinscena con grande attenzione. “Oltre alla meticolosità con cui seguiva ogni aspetto della messinscena – oggi lo definiremmo un ‘control freak’, un maniaco del controllo –, emerge anche come abile negoziatore dei propri compensi. Un artista pienamente consapevole del proprio valore, anche economico!”

Per quanto riguarda Giacomo Puccini, dai moltissimi documenti che lo riguardano emerge la sua modernità, non solo musicale. Puccini era appassionato di fotografia e sicuramente è stato influenzato dal cinema nella sua produzione operistica. La mostra “Opera Meets New Media”, organizzata nel 2026 con la casa madre Bertelsmann, racconta proprio questo, oltre alla rivoluzione del disco che ha cambiato per sempre l’industria musicale.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.