Agenda musicale a Bologna: i concerti principali dal 16 al 22 febbraio

Una guida completa agli eventi musicali bolognesi: proposte indipendenti, ricerca interculturale, elettronica sperimentale e rock alternativo tra teatri, club e spazi indipendenti

La settimana musicale a Bologna

La settimana musicale a Bologna propone un calendario denso e variegato dal 16 al 22 febbraio.

Il programma include rassegne dedicate alla scena emergente, celebrazioni della tradizione e serate rivolte alla club culture.

L’offerta si rivolge a pubblici diversi: giovani appassionati, ascoltatori maturi e frequentatori della vita notturna cittadina.

Questo articolo ricompone i principali appuntamenti, fornendo informazioni pratiche sui luoghi e suggerimenti su cosa attendersi dalle performance.

Proposte emergenti e cantautorato contemporaneo

Giovedì 19 febbraio la rassegna Emerge porta al Gallery16 due nomi rappresentativi di due anime del pop italiano contemporaneo: MilleAlice e Davide De Luca. L’evento propone un confronto tra sonorità elettroniche e approcci più cantautorali, pensato per un pubblico trasversale interessato alle nuove tendenze musicali.

MilleAlice, emersa grazie a X Factor 2026, presenta un repertorio che fonde pop, indie, funk e R&B. Il progetto è sostenuto dall’EP “1000e6”, che include i singoli “Mai nello stomaco” e “Quanto tempo”. Il live privilegia la relazione diretta con il pubblico e arrangiamenti ritmici volti all’immediatezza melodica e ai testi generazionali.

Davide De Luca: dal jazz al nu funk

Il set di Davide De Luca prosegue la serata privilegiando la relazione diretta con il pubblico e arrangiamenti ritmici orientati all’immediatezza melodica e ai testi generazionali.

Il cantautore leccese, formatosi nel jazz, mescola R&B, soul e nu funk in una scrittura che punta su dinamiche vocali morbide e su passaggi più incisivi. Reduce da aperture per artisti di rilievo e da passaggi radiofonici, presenta i brani dell’EP Vado Oltre (2026). La vocalità alterna dolcezza e forza espressiva, offrendo un contrappunto più caldo e intimista rispetto alla proposta di MilleAlice.

Tradizione e sperimentazione: Mikage Project e Gaznevada

Dopo la vocalità di MilleAlice la proposta cambia registro. Venerdì 20 febbraio il DAMSLab ospita il Mikage Project, concerto inserito nella programmazione La Soffitta 2026, ideata per celebrare i rapporti culturali tra Italia e Giappone.

Il trio rilegge il repertorio minyō, la musica popolare giapponese, combinando elementi di improvvisazione, scrittura e contaminazioni di generi diversi.

Sul palco strumenti tradizionali come shakuhachi, shinobue, shamisen e il koto a 25 corde dialogano in una tessitura timbrica pensata per evidenziare la trasmissione e la trasformazione della memoria musicale.

La rassegna prevede inoltre la presenza di Gaznevada nel cartellone, proposta che si inserisce nel medesimo filone di contaminazione tra tradizione e sperimentazione.

Un ponte tra passato e contemporaneità

Il progetto propone una riflessione sulle modalità con cui il patrimonio sonoro viene rielaborato nella contemporaneità. L’iniziativa si colloca nel filone che mette in dialogo pratiche tradizionali e sperimentazioni performative.

L’ascoltatore può individuare riferimenti a percorsi di ricerca interculturale e a pratiche che interrogano il confine tra memoria e innovazione. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, misura che favorisce la partecipazione pubblica e la circolazione delle proposte.

Icone post‑punk, elettronica autoriale e rock alternativo

Il 20 febbraio la giornata prosegue con appuntamenti per chi predilige generi diversi. All’Estragon Club i Gaznevada propongono The 80’s Experience, uno spettacolo che alterna live e DJ set. Il format rilegge la produzione storica della band inserendola in un contesto visual post‑industriale. La formazione, punto di riferimento della new wave italiana, ripercorre il proprio percorso dai suoni post‑punk alle derive dance e proto‑italo disco. L’interpretazione unisce rilettura del repertorio e aggiornamento stilistico, con l’obiettivo di connettere diverse generazioni di pubblico.

L’interpretazione unisce rilettura del repertorio e aggiornamento stilistico, con l’obiettivo di connettere diverse generazioni di pubblico. Per gli ascoltatori interessati a sonorità intime e minimali, al Baumhaus si esibisce Altea con l’EP “Nessuna” (Sugar Music, 2026). Lavoro basato sulla sottrazione sonora, l’EP costruisce loop e mantra elettronici su ukulele, chitarra e pianoforte. La produzione di Giovanni Troccoli equilibra timbri acustici e tessiture digitali, rendendo il progetto adatto a un ascolto contemplativo e attento.

Sempre venerdì i Gazebo Penguins tornano al Covo Club per presentare Temporale, un concept album incentrato su percezione e identità. Il disco alterna cambi di tempo e impeti post‑hardcore, elementi che si traducono in un live potente e teso. L’esibizione conferma l’intento della band di coniugare complessità tematica e impatto scenico, puntando a un pubblico trasversale.

Eventi speciali e performance site‑specific

L’esibizione precedente conferma l’intento della manifestazione di coniugare complessità tematica e impatto scenico, coinvolgendo un pubblico trasversale.

Sabato 21 febbraio propone una giornata densa di appuntamenti. Angela Baraldi presenta al DAS il progetto “3021” (Caravan/Sony). Il programma unisce space rock e psichedelia alla scrittura introspettiva dell’artista bolognese. Il live alterna ballate dilatate e momenti di forte impatto sonoro.

Nello stesso giorno la rassegna Take a Train porta la musica su rotaia. John De Leo e Fabrizio Tarroni inaugurano il percorso con un set all’ExDynamo. Segue un concerto a sorpresa sui vagoni e il gran finale al Cellulosa di Lama di Reno con il duo Voicello (voce e violoncello).

Infine, per gli appassionati della club culture sperimentale il festival Cemento Armato porta al Tank Serbatoio Culturale la DJ e producer Chloe Lula, figura di riferimento della scena berlinese legata al Tresor. Dahraxt e il resident Bootstrap affiancano Lula con set ipnotici che trasformano la pista in uno spazio di ascolto profondo. Il giorno successivo è previsto un workshop di ascolto a cura di Lula, destinato a completare l’esperienza performativa.

La rassegna bolognese, distribuita tra club, teatri e spazi indipendenti, conferma la vivacità e la pluralità della scena musicale locale. Il programma spazia dall’esplorazione delle radici culturali alle avanguardie elettroniche, includendo il ritorno di formazioni storiche e il lavoro di nuovi cantautori. Il calendario prevede ulteriori appuntamenti che manterranno l’attenzione sulla scena emiliana nei prossimi mesi.

Scritto da Redazione

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