Il duo storico Fabri Fibra e Neffa ha appena svelato Zarathustra Style un album composto da 23 inediti più una ghost track. L’attesa era alta, perché la loro amicizia risale agli albori del rap italiano e ricorda l’atmosfera di Turbe Giovanili disco quasi interamente prodotto da Neffa. Il progetto è stato presentato come un’affermazione di indipendenza artistica, lontana dalle logiche commerciali che dominano il mercato.
Secondo le dichiarazioni dei due autori, l’intero disco è stato concepito come un flusso libero, privo di featuring e con beat realizzati esclusivamente da Neffa. Il titolo, che richiama il pensiero di Nietzsche e gli antichi insegnamenti del zoroastrismo, vuole suggerire una ricerca esoterica, ma anche una presa di posizione contro le convenzioni.
Testi e scelte liriche
I testi si rivelano il punto più debole dell’album. Per circa il 90 % delle tracce, Fabri Fibra e Neffa ricorrono a rime senza un filo conduttore preciso, adottando un flow che sembra più un esercizio stilistico che una narrazione coerente. Le tematiche risultano vaghe, i contenuti spesso relegati al secondo piano. L’unica eccezione è la traccia Strada Buia dove Fibra esplora l’abisso dell’ego alla ricerca di approvazione, fama e successo, dipingendo una metafora potente tra vita di strada e le dietrologie del mondo dei celebrity.
Produzione, beat e atmosfere sonore
La parte più convincente del progetto è senza dubbio la produzione. Neffa costruisce un sound old-school arricchito da influenze soul, jazz, funk ed elettronica. Le melodie assumono un carattere psichedelico, grazie a sintetizzatori analogici e campionamenti accuratamente scelti. Nessun beat è pensato per le classifiche; al contrario, la composizione punta a creare ambienti retro, ipnotici e visionari, dove le sonorità si intrecciano in modo organico, dimostrando la maestria del produttore.
Impatto e posizionamento nel panorama rap
Il progetto è stato promosso come un lavoro privo di compromessi discografici, e la sonorità conferma questa affermazione. Tuttavia, la mancanza di collaborazioni, la semplicità lessicale e l’assenza di punch memorabili limitano l’impatto sul pubblico. La cover, con graffiti e riferimenti a “pecore”, vuole esprimere una ribellione contro il mainstream, ma il contenuto non sostiene una critica netta alla società o all’industria. La carriera di Fabri Fibra appare stagnante, oscillando tra giudizio di talent e progetti più commerciali, mentre Neffa, ritornato al rap, non riesce a dare una svolta decisiva.



