Con l’uscita di Amore a dismisura il 2 ottobre 2026, la cantautrice romana chiude un silenzio di sette anni che ha visto cambiare vita personale e professionale. Il trasferimento a Roma, la fine dell’unione civile con Francesca Pascale e un periodo trascorso in un residence provvisorio hanno alimentato una fase di scrittura intensa, culminata in dieci brani che sfidano le logiche delle piattaforme musicali.
Un ritorno dopo sette anni: le radici di “Amore a dismisura”
Il nuovo lavoro è la diciassettesima produzione in studio di Turci, ma il suo valore sta nel processo creativo liberato da giudizi. L’artista racconta di aver “scollegato le catene” inneramente, concedendosi la possibilità di scrivere senza autocensure. Il risultato è un album lento nel senso migliore del termine, che chiede ascolto attento e premia l’impegno con una narrazione emotiva profonda.
Suono autentico e collaborazioni d’autore
Una delle scelte più coraggiose è l’utilizzo esclusivo di strumenti suonati evitando i classici arrangiamenti digitali. Accanto a Turci, produttori come Simone Motta e Giuseppe Anastasi hanno contribuito a plasmare un sound che richiama le atmosfere di Nick Cave e Johnny Cash ma anche la poetica di Franco Battiato e Fabrizio De André. Le penne di Francesca LucchesiFrancesco Bianconi dei Baustelle e la vibrazione di Motta conferiscono al disco una varietà di colori sonori, dal rock più grezzo al blues più riflessivo.
Testi che scandagliano l’amore senza misura
Il titolo, Amore a dismisura richiama il concetto di un sentimento che supera ogni limite, ma Turci ne indaga le ombre: possesso, dipendenza affettiva, senso di colpa e perdita di sé. Le liriche oscillano tra confessione e denuncia, senza ricorrere a cliché di Instagram. Il brano d’apertura, E va bene così stabilisce il tono di accettazione consapevole mentre la chiusura, Lo stesso errore ribadisce che il perdono non basta da solo.
Miss – un racconto crudo di femminicidio
Scritta interamente da Francesco BianconiMiss è la punta di diamante tematica del disco. La canzone narra, con voce grave e senza retorica, il femminicidio di Angela, dipingendo una città indifferente al dolore. L’arrangiamento minimale, quasi cinematografico, sostiene la denuncia, rendendo la traccia un vero e proprio appello alla responsabilità collettiva.
Altri brani meritano attenzione: Vita mia co-scritta con Veronica Lucchesi, celebra la riconquista dell’identità; Che noia mi fai ironizza sulla monotonia di una relazione finita; Manchi è un intime riflessione sull’assenza, sostenuta da pianoforte e archi; Non basta l’argenteria smonta l’illusione dell’opulenza come cura per il vuoto interiore; e Gesù di Michelangelo porta la voce di Turci verso la solidarietà palestinese, con una poesia recitata in arabo che richiama la figura della Pietà.
Il tour club e le date live
Per accompagnare il disco, Turci ha scelto di riprendere la dimensione più intima dei club. Il nuovo tour parte il 29 novembre al palco della Santeria Toscana 31 di Milano, prosegue il 3 dicembre al Largo Venue di Roma e prevede ulteriori tappe in altre città italiane. Questi appuntamenti, prodotti da Baobab Music, promettono di riproporre la musica dal vivo nella sua forma più autentica, mettendo in luce la voce increspata di Turci e la grana degli strumenti.
È un’opera che invita l’ascoltatore a guardare dentro sé, a perdonare i propri errori e a riconoscere dove l’amore diventa soffocamento. Un progetto che, oltre a segnare un ritorno fondamentale nella carriera di Paola Turci, si pone come una testimonianza di resilienza e di impegno sociale.



