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10 Giugno 2026

Patrizia Laquidara presenta Flòrula, un disco tra Mediterraneo e Brasile

Patrizia Laquidara torna con Flòrula, un settimo album che intreccia componenti mediterranee, elettronica e accenti sudamericani; il singolo Alicudi coinvolge l'illustratrice Marzia La Melza e riflette il rapporto tra immagine e musica

Patrizia Laquidara presenta Flòrula, un disco tra Mediterraneo e Brasile

Patrizia Laquidara ritorna con un progetto discografico che sintetizza anni di esplorazioni artistiche: da esperienze narrative e teatrali fino ai viaggi in Brasile, ogni elemento è confluito nel suo settimo album, Flòrula. Il disco, composto da otto brani, accosta sonorità mediterranee a elementi di musica elettronicarichiami sudamericani e un gusto pop che a tratti ricorda gli anni Sessanta. Il risultato è un lavoro che testimonia una traiettoria creativa non convenzionale, capace di mettere insieme storie personali e riferimenti collettivi.

La cantautrice siciliana, ormai trapiantata in Veneto, ha utilizzato il ritorno alla canzone come occasione per rielaborare le esperienze maturate negli ultimi anni, tra cui la pubblicazione di un romanzo semi-autobiografico e la collaborazione con artisti teatrali. In questo album la voce torna a essere il centro per raccontare sensazioni, incontri e memorie senza cadere nella nostalgia fine a se stessa.

Flòrula: radici, sperimentazione e collaborazioni giovani

In Flòrula la parola memoria convive con impulsi rivolti al futuro. La scelta di affiancare musicisti e autori più giovani, come Giulia Mei, Antonio Vargas ed El Coco, è voluta per evitare una retorica nostalgica e per irrigidire il suono verso nuove prospettive. L’album mette in campo percussioni importate dal Brasile, che si intrecciano con arrangiamenti elettronici e melodie mediterranee, dando vita a paesaggi sonori ibridi in cui la tradizione si confronta con il contemporaneo.

La presenza di elementi sudamericani non è soltanto ornamentale: le percussioni e certe strutture ritmiche dialogano con linee vocali che richiamano la dimensione cantautorale italiana, creando un ponte tra luoghi e linguaggi diversi. In questo senso Flòrula si presenta come un’esplorazione di confini sonori piuttosto che come un ritorno a parametri consolidati.

Il percorso artistico dietro il disco

Il ritorno alla canzone arriva dopo anni spesi a indagare altri ambiti espressivi. Il romanzo pubblicato dall’artista ha agito da catalizzatore: raccontando la propria storia, Laquidara si è confrontata con un quadro più ampio di memorie collettive e dinamiche sociali, elementi che poi hanno alimentato il materiale musicale. L’esperienza di insegnamento, inoltre, ha contribuito a consolidare una visione della scrittura musicale come mestiere che vive di studio e di confronto con il passato.

Alicudi: immagine, fragilità e collaborazione visiva

Tra i brani che anticipano il disco c’è Alicudiun singolo realizzato insieme ad Antonio Vargas e accompagnato da un video illustrato curato da Marzia La Melza. Il progetto visivo è nato da un invito personale dell’artista: La Melza ha risposto con sette tavole che traducono la canzone in immagini essenziali e colori piatti, creando un legame intimo tra parola, suono e disegno. La storia raccontata da Alicudi parla di un amore che si costruisce lentamente, nel desiderio di abitare la libertà e la presenza.

Nel processo creativo la realizzatrice ha scelto di immergersi nel paesaggio marino per lasciar emergere ricordi di Sicilia e sensazioni legate alla canzone; il video è un esempio di come la musica di Laquidara tenda a generare collaborazioni interdisciplinari e a diventare spazio di cura e ascolto reciproco. Il materiale grafico e audiovisivo collegato ad Alicudi è stato condiviso con note che invitano l’ascoltatore a fruire il brano in momenti di quiete, possibilmente vicino al mare.

Un approccio di fiducia e sperimentazione

La collaborazione con giovani creativi e la scelta di affidare frammenti del progetto a sguardi esterni mostrano una strategia artistica basata sulla fiducia: non si tratta solo di accompagnare la musica con immagini, ma di lasciar germogliare nuove letture. Il contributo di Marzia La Melza e la produzione che coinvolge Antonio Vargas e altri musicisti sottolineano la natura collettiva del lavoro, che punta a dare respiro e luminosità ai brani.

La pubblicazione del materiale multimediale legato al singolo è avvenuta insieme a fotografie dell’artista e a contenuti liberati da vincoli di copyright, in modo da favorire la circolazione visiva e l’incontro con il pubblico. Tra i materiali resi disponibili c’è una dichiarazione personale dell’illustratrice che racconta la genesi del suo montaggio e l’importanza dell’ascolto come strumento per costruire immagini sensibili.

Infine, oltre al ritorno discografico, Laquidara continua a coltivare l’attività didattica: tra i suoi impegni recenti si segnalano corsi sullo studio della canzone italiana degli anni Sessanta e Settanta, che hanno rivelato al suo sguardo figure come Piero Ciampi e una rinnovata attenzione alla scuola genovese dei cantautori. Questi approfondimenti storici hanno contribuito a rinsaldare l’idea che la canzone possa essere contemporaneamente racconto personale e tessuto di memoria collettiva.

Autore

Letizia Fontana

Letizia Fontana, critica musicale milanese, ha seguito festival e tournée per oltre un decennio collaborando con testate di settore; racconta uscite discografiche, concerti e tendenze dell industria musicale con orecchio attento e taglio divulgativo.