Tra una tappa all’estero e uno show in piazza, Orietta Berti non rallenta: dopo una partecipazione a uno spettacolo ad Assisi e un concerto a Malta, la cantante programma i live estivi e porta avanti il progetto discografico che segnerà il traguardo dei 60 anni di carriera. In vista del Natale è atteso un album di inediti, seguito da un cofanetto previsto per l’anno successivo. Pur apprezzando i momenti in famiglia per il compleanno, Orietta confessa che la routine lontana dal palco — tra i fiori da innaffiare e la cura dei gatti — la stanca più del lavoro: per lei il palcoscenico resta fonte di energia e senso di vita.
QCPF: collaborazione con Il Rosso e Iaem e significato del brano
La recente pubblicazione del singolo QCPFfirmato e prodotto da Danti, mette in luce l’approccio contemporaneo della cantante che continua ad aprirsi a nuovi linguaggi. Nel brano Orietta duetta con Il Rossoartista umano conosciuto tramite Fabio Rovazzi, e con Iaemuna presenza virtuale creata interamente con intelligenza artificiale. Il pezzo, pensato per la stagione estiva, usa la metafora delle carte francesi: i quadri rappresentano un amore platonico timido, i cuori la passione, le picche le relazioni travagliate e i fiori un affetto romantico, tenero e sensibile. Orietta si riconosce nei fioridefinendoli emblematici della sua sensibilità.
Il confronto con l’intelligenza artificiale
Più che temere l’uso delle nuove tecnologie, Orietta spiega di averle adottate come strumenti pratici: usa l’IA per preparare i provini nella sua tonalità e per affinare aspetti tecnici come la respirazione. Sottolinea che dietro queste applicazioni restano necessari tecnici e figure professionali, e paragona l’IA al fuoco: può scaldare un focolare domestico o causare danni se mal impiegata. Su un punto è categorica: non vuole uno special televisivo che si limiti a riproporre vecchi repertori, preferisce progetti che la mettano in gioco e che rispecchino l’oggi.
Dal rilancio di Sanremo 2026 ai tormentoni estivi e alla produzione indipendente
Il salto di popolarità tra le nuove generazioni è arrivato con la partecipazione al Festival di Sanremo del 2026 e con la collaborazione a Mille insieme a Fedez e Achille Lauro: una traccia dal grande impatto digitale che ha moltiplicato le visualizzazioni e ha spinto molti a riscoprire il suo repertorio. Già in passato Orietta aveva sperimentato il rapporto con i tormentoni estivicollaborando con Fabio Rovazzi in brani come “Cabaret” e “La Discoteca Italiana”, esperienze che le hanno valso riconoscimenti commerciali e una ridefinizione della sua immagine come icona pop.
Adattarsi alle regole della discografia odierna
La cantante osserva come la musica contemporanea privilegi tonalità più accessibili e ritmi pensati per essere cantati dal pubblico, a differenza di epoche in cui la vocalità estrema era messa in primo piano. Il mercato attuale è saturo: ogni settimana escono numerose canzoni, perciò la strategia è mantenersi presenti con uscite regolari e scelte di featuring mirate. Orietta si autogestisce da tempo, una scelta che comporta autonomia creativa ma anche maggiori difficoltà senza il sostegno delle major.
Abitudini, emozioni sul palco e desideri di viaggio
Nonostante l’esperienza, l’artista continua a provare ansia positiva: quando si accende la spia in televisione teme di stonare o di dimenticare un testo, ma confessa che le piazze restano il suo ambiente preferito perché lì si diverte di più. Tra i ricordi spuntano classici come “Finché la barca va”, “L’altalena” e “Tipitipì”, mentre i cimeli della carriera riposano in mansarda. Sul fronte personale rimangono i piccoli sogni: tornare a soggiornare in un albergo di ghiaccio in Lapponia e riprendere i viaggi esplorati grazie al lavoro, come la recente esperienza in Malesia per una puntata di un programma televisivo. Orietta si dichiara grata per la possibilità che la carriera le ha dato di conoscere il mondo.
In sintesi, il presente artistico di Orietta Berti combina l’attaccamento alla tradizione e la curiosità per il nuovo: tra concerti, collaborazioni con volti della contemporaneità e sperimentazioni con l’intelligenza artificialela cantante prepara un Natale discografico che celebra sei decenni di attività senza smettere di guardare avanti.



