Nuovo ep Hymnal (Resung) di Lyra Pramuk con rework internazionali

Lyra Pramuk convoca produttori e cantanti internazionali per rinarrativizzare Hymnal attraverso rework che esplorano rituale, lutto e rinascita

La musicista e compositrice Lyra Pramuk ha svelato un nuovo progetto che rielabora i pezzi del suo album Hymnal attraverso una rete di collaborazioni internazionali. Pubblicato sotto l’etichetta Pop.Soil/7k, l’EP intitolato Hymnal (Resung) presenta versioni trasformate dei brani originali, affidate a figure diverse del panorama elettronico e vocale contemporaneo. L’iniziativa si pone come un’esperienza di reinterpretazione collettiva e non come una semplice raccolta di remix, privilegiando il dialogo tra pratiche e tradizioni sonore.

Il cuore del progetto è la ricomposizione: l’album di partenza nasce da voce processata e archi, e in questa nuova veste ogni intervento emerge come una lettura autonoma. Tra i contributi figurano nomi eterogenei — dal produttore legato a TraTraTrax alla cantante sudafricana Dumama, fino al duo catalano Tarta Relena e alla collaborazione tra Laurel Halo e John Tejada. Il singolo di lancio è l’Endless Rework di Djrum sul brano “Ending”.

Il senso dell’operazione

Il progetto è stato presentato con una dichiarazione che delinea il suo orientamento: Hymnal era nato come indagine su temi quali il lutto ecologico, l’invocazione spirituale e l’identità queer, usando materiali essenziali come la voce trasformata e gli archi. In questa fase di riscrittura, ogni artista è chiamato a fare una sorta di traduzione sonora del materiale originale: si tratta di atti che oscillano tra rito, dolore, conjuring e rinnovamento. L’intento dichiarato di Pramuk è chiaro: non una mera rielaborazione estetica, ma una trasmissione polifonica che amplifica le tensioni tra collasso e cura, eredità e futuro.

I partecipanti e i loro approcci

I nomi coinvolti raccontano la volontà di spaziare tra scene e geografie sonore. Verraco, figura centrale di TraTraTrax, porta un rimodellamento del brano che punta sulle texture; Dumama, cantante e compositrice sudafricana, infonde una voce di provenienza africana che dialoga con la materia originale; il duo catalano Tarta Relena firma una versione che rielabora melodie e timbri in chiave corale. Inoltre, la coppia Laurel Halo e John Tejada propone un edit collaborativo che miscela sensibilità sperimentale e groove elettronico, mentre Djrum firma una lunga reinvenzione che funge da singolo di riferimento.

Aspirationi sonore e temi ricorrenti

Dal punto di vista estetico, l’EP conserva il rapporto con la tradizione devozionale e la composizione minimalista, ma lo mette in dialogo con il vocabolario del techno, del gospel e del folk. Questo incontra esiti diversi: in alcuni interventi emergono trame percussive e ritmiche, in altri prevalgono superfici vocali dilatate e metamorfosi timbriche. L’operazione funziona come una lente che mette a fuoco il contrasto tra fragilità ecologica e resilienza della vita, trasformando il materiale originale in una serie di risposte sonore che ampliano il campo semantico del progetto.

Il singolo e la scaletta

Come punto d’ingresso al progetto è stato scelto l’Endless Rework di Djrum sul brano “Ending”, una versione che proroga e riconfigura lo spazio sonoro dell’originale. La scaletta ufficiale dell’EP Hymnal (Resung) è la seguente: 01 Unchosen [Tarta Relena Aspre Rework], 02 Reality (Dhikr al-Qayyum Rework) [Lyra Pramuk’s Rework], 03 Meridian [Laurel Halo x John Tejada Rework], 04 Oracle [Verraco Weightless Reshape], 05 Swallow [Dumama to Be a Voice Rework], 06 Ending [Djrum Endless Rework]. Questa sequenza testimonia la molteplicità di prospettive che animano il progetto e la volontà di lasciare spazio a letture radicalmente differenti.

Perché ascoltarlo

Per chi segue il lavoro di Lyra Pramuk o è interessato alle sperimentazioni che intrecciano voce e elettronica, Hymnal (Resung) rappresenta una prova di mutamento creativo: ogni traccia è un episodio pensato per ridefinire i confini del pezzo originale. L’EP è anche utile per chi cerca esempi di come la collaborazione internazionale possa generare nuove forme di narrazione sonora, trasformando il rework in una pratica di cura e memoria. In definitiva, il lavoro offre uno sguardo pluralista su temi profondi senza perdere la concretezza delle scelte timbriche e testuali.

Scritto da Alessia Conti

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