La 117ª edizione della Milano‑Sanremo conferma l’importanza storica e mediatica della Classicissima. La partenza resta a Pavia e il traguardo in via Roma a Sanremo. Il tracciato misura 298 km, nove chilometri in più rispetto all’edizione precedente, e conserva il finale iconico che da sempre decide la corsa. La presentazione ufficiale delle squadre è prevista in Piazza Vittoria a Pavia, con un momento promozionale rivolto a pubblici locali e spettatori internazionali.
Il tracciato: dalla pianura alla Riviera
Dopo la presentazione ufficiale in Piazza Vittoria a Pavia, la corsa riprende il suo percorso verso il mare. Il percorso si apre nella pianura lombarda con direzione sud‑ovest e attraversa zone agricole e centri urbani prima dell’avvicinamento a Milano e alla Certosa.
Da qui il tracciato riprende il percorso tradizionale che conduce verso la costa. Sono toccate località intermedie come Casteggio, Voghera, Rivanazzano e Salice Terme, quindi la gara rientra nel tratto storico passando per Tortona, Ovada e il Passo del Turchino.
La discesa conduce infine su Genova‑Voltri, dove inizia la fase costiera. L’itinerario prosegue lungo la statale Aurelia e lambisce località note come Varazze, Savona e Albenga, quindi entra nella provincia di Imperia per l’avvicinamento al finale classico.
Dal punto di vista organizzativo, il tracciato alterna tratti pianeggianti e salite storiche, influenzando strategie di squadra e gestione delle energie. La configurazione favorisce attacchi da lontano e sprint selettivi negli ultimi chilometri.
Sequenza dei Capi e ascesa finale
Dopo i tratti precedenti, la corsa mantiene la successione dei tre Capi — Mele, Cervo e Berta — e affronta le due salite decisive: la Cipressa e il Poggio di Sanremo. La Cipressa misura 5,6 km con una pendenza media del 4,1%. Al termine della salita segue una discesa tecnica che riporta sulla statale Aurelia.
A nove chilometri dall’arrivo inizia il Poggio di Sanremo, lungo 3,7 km con pendenza media sotto il 4% e punte dell’8% prima della vetta. Il tratto finale del Poggio è frequentemente teatro di attacchi e contropiedi capaci di selezionare il gruppo e determinare l’esito della Classicissima.
Dal punto di vista tecnico, la combinazione di salite e tratti in discesa favorisce corridori offensivi e squadre organizzate. Le squadre leader potranno sfruttare il circuito per ridurre le forze degli avversari e impostare sprint selettivi negli ultimi chilometri.
La sequenza dei Capi e le caratteristiche del Poggio suggeriscono scenari tattici chiari: attacchi sul finale, rimonte da lontano o sprint ridotti. Si attende
Caratteristiche del finale e tratto urbano
La risoluzione della gara si decide nei chilometri conclusivi, con la discesa che precede la statale Aurelia come punto critico. La discesa del Poggio presenta carreggiata a tratti ristretta, numerosi tornanti e curve che richiedono attenzione e abilità tecnica. L’ultima porzione della discesa attraversa l’abitato di Sanremo e immette su lunghi rettilinei cittadini negli ultimi due chilometri.
A circa 850 metri dal traguardo una curva a sinistra su una rotatoria anticipa l’ultima svolta verso il rettilineo finale di via Roma. Questi passaggi, qui intesi come tratto urbano, richiedono posizionamento accurato e controllo del gruppo. Tali elementi determinano spesso gli esiti negli sprint o nelle fughe finali, rendendo decisiva la gestione della posizione e della velocità nel finale.
Radio ufficiale e copertura
Per questa edizione la diffusione radiofonica sarà garantita da RTL 102.5, designata come radio ufficiale dell’evento. La rete dispone di inviati sul percorso e di sistemi di comunicazione che potenziano la visibilità della competizione.
La diretta televisiva, distribuita a livello internazionale, offre una finestra promozionale per i territori attraversati. Il collegamento mette in evidenza paesaggi, patrimoni culturali e attrattività turistica lungo i quasi 300 km del tracciato, con ricadute misurabili sul turismo locale e sulla valorizzazione del territorio.
Impatto territoriale e attese sportive
L’evento è stato presentato come un’opportunità per rafforzare la promozione dei territori, dalla pianura pavese alla Riviera di Ponente. Le istituzioni locali mettono in rilievo la sinergia tra sport, turismo ed economia. Per la Provincia di Pavia il 2026 costituisce un momento di visibilità aggregata grazie alla presenza di più manifestazioni ciclistiche rilevanti.
Dal punto di vista organizzativo, gli enti locali prevedono ricadute misurabili sul flusso turistico e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico lungo i quasi 300 km del tracciato. La sostenibilità è un business case per il territorio: interventi mirati sulla mobilità e sull’accoglienza possono generare benefici economici persistenti e ridurre gli impatti ambientali. Dal punto di vista ESG, si sottolinea la necessità di monitorare scope 1-2-3 e di integrare criteri di circular design nelle forniture.
Sul piano agonistico, tra i nomi attesi figura Tadej Pogačar, indicato come possibile protagonista in grado di puntare alla vittoria. L’attenzione mediatica attesa dovrebbe sostenere l’indotto locale, con ritorni misurabili in termini di presenze alberghiere e consumo di servizi. Il prossimo sviluppo sarà il monitoraggio degli indicatori turistici e ambientali post-evento, utili per valutare l’efficacia delle strategie adottate.
Partecipanti e formazioni
Dal punto di vista organizzativo, la lista partenti conferma un parterre di primissimo piano. Si schiereranno le 18 formazioni UCI WorldTeams, integrate da 3 UCI ProTeams qualificate tramite ranking e da 4 wild card invitate dagli organizzatori. L’insieme delle squadre copre un ampio spettro di profili, dai velocisti ai puncheur fino agli attaccanti. La composizione tecnica determinerà le scelte tattiche, con la gestione della corsa che risulterà cruciale nelle fasi finali attorno al Poggio e negli ultimi chilometri cittadini. La distribuzione dei ruoli nelle formazioni influenzerà inoltre il controllo del ritmo e le opportunità di fuga durante la prova.
La partenza da Pavia, la presentazione delle squadre in Piazza Vittoria e il finale con Cipressa e Poggio mantengono salda la tradizione. Il tracciato, pur conservando i riferimenti storici, introduce elementi in grado di influenzare tattiche e ritmo di gara. Dal punto di vista ESG l’evento offre opportunità per promuovere mobilità sostenibile, gestione dei flussi e riduzione dei rifiuti lungo il percorso. La sostenibilità è un business case che può tradursi in visibilità per i territori e in collaborazione fra organizzatori, istituzioni e sponsor. Si attende una copertura internazionale e un seguito ampio sia in presenza sia attraverso i media.

