Dodici giugno duemilaeventisei segna il ritorno ufficiale di Jon Spencer con un nuovo lavoro intitolato Songs of Personal Loss and Protest. L’album arriva a distanza di anni dalla dissoluzione dei Blues Explosion e mette insieme un misto di rabbia politica e dolore intimo, suonato con la forza abrasiva che ha caratterizzato la carriera del musicista nato nel New Hampshire. Con lui in prima linea ci sono Kendall Wind e Macky Bowman, noti per il loro lavoro con The Bobby Lees che partecipano al progetto affiancando Spencer e contribuendo al suono compatto del disco.
La scelta del titolo non lascia spazio a fraintendimenti: Songs of Personal Loss and Protest è un invito a confrontarsi con temi personali e collettivi, declinati attraverso riff sporchi, ritmiche serrate e momenti di elettronica che richiamano la traiettoria sonora percorsa da Spencer nei suoi precedenti lavori.
Collaborazioni e continuità con il passato
La collaborazione con Kendall Wind e Macky Bowman arriva dopo che i due avevano pubblicato, a distanza di due anni dal mini-LP Sick of Being Sick materiale che aveva attirato l’attenzione dello stesso Jon Spencer. La produzione di Spencer sul secondo lavoro della band, Skin Suit ha rafforzato il legame artistico tra loro e ha portato alla decisione di lavorare fianco a fianco anche su questo nuovo progetto. Pur essendo passato tempo dalla fine dei Blues Explosion e da altri capitoli come Boss Hog e Pussy Galore Spencer non ha smesso di spingere su distorsione e ritmo: il suo approccio è chiaramente una prosecuzione di quanto esplorato in dischi come Mo’ Width e Dial ‘M’ for Motherfuckers ma declinato in chiave contemporanea insieme ai musicisti più giovani.
Ruolo di Kendall Wind e Macky Bowman
Kendall Wind e Macky Bowman forniscono il nucleo ritmico e melodico che sostiene la visione di Spencer. Il lavoro di questi musicisti dà sostanza alla dimensione corale del disco: voci urlate, basso prorompente e chitarre infestate da fuzz creano un volto sonoro che rende palpabile l’idea di protesta e la sensazione di perdita richiamata dal titolo. La presenza di Wind è particolarmente evidente nei passaggi più grezzi, mentre Bowman contribuisce ad accentuare le dinamiche ritmiche che fanno da spina dorsale all’album.
Struttura sonora e tracce significative
Sonoramente Songs of Personal Loss and Protest si muove tra brani rapidi e invettive dirette e pezzi più lenti e pesanti. I momenti di attacco con ritmi quasi elettronici si alternano a lunghe stagnazioni sonore che ricordano paludi sonore, mentre il catalogo di riferimenti va dal punk blues fino a derive psychobilly e riff sabbathiani.
Brani ed elementi citati
Tra i pezzi che emergono per marcata attitudine ci sono brani che invitano all’ascolto frontale, incarnati in esortazioni come “just listen to me” rese in canzoni che evocano la potenza del singolo Knock ‘Em Out. Altri momenti, come quelli descritti metaforicamente come “lagune palustri”, mostrano una lentezza massacrante e un’energia sessualmente ambigua, mentre tracce come “Give It Up for the Devil” inseriscono passaggi basso-centrici e rimandi agli anni Sessanta. Non mancano poi brani dal taglio politico e feroce, con riff fuzz e attacchi diretti, oltre a episodi che mescolano elementi psychobilly e ricordi di doom nella scansione riffosa di pezzi simili a “Step on the Gas”.
Tono e messaggio
L’album non evita la durezza: il tema ricorrente di chaos and fear attraversa testi e sonorità, mentre l’uso di effetti elettronici e di chitarre sporche serve a creare un paesaggio sonoro volutamente ruvido. In questo senso, il disco è sia una prosecuzione della cifra estetica che ha reso celebre Spencer sia un punto di incontro con la sensibilità più giovane dei suoi compagni di band.



