Il 18 settembre scorso la statale 35, comunemente nota come Milano-Meda, è stata temporaneamente chiusa nella zona di Affori-Bruzzano. L’intervento è stato organizzato da un gruppo di motociclisti guidati dal rapper noto con il nome d’arte 351 Bratan reale Nicolae Novacenco, per realizzare le riprese di un videoclip musicale non autorizzato. La manovra ha provocato una lunga coda di auto in orario di punta, attirando immediatamente l’attenzione delle autorità locali.
Le immagini diffuse sui social mostrano Bratan accanto al rapper Omar Ramo, mentre entrambi si esibiscono sulla carreggiata. Nei minuti successivi, le Volanti della Questura sono intervenute, ma il gruppo era già scomparso. L’episodio è rapidamente diventato virale, costringendo le forze dell’ordine a una risposta rapida e a un’indagine approfondita.
Blocco della statale 35 per le riprese del videoclip
Le riprese si sono svolte durante l’ora di punta, quando il traffico sulla Milano-Meda è particolarmente intenso. La decisione di fermare la circolazione è stata presa per garantire l’ampio spazio necessario allo scatto del video. Tuttavia, la pericolosità dell’azione è stata subito contestata: automobilisti sono rimasti bloccati per diversi minuti, creando un potenziale rischio di incidenti. Le autorità hanno quindi aperto un fascicolo per violazione delle norme sulla sicurezza stradale.
Le riprese e la reazione del pubblico
Il breve video, pubblicato giorni dopo, ha mostrato chiaramente la scena del blocco, con le auto accodate alle spalle dei due artisti. Gli utenti dei social hanno commentato la situazione definendola una “bravata” ma allo stesso tempo hanno evidenziato il danno arrecato alla viabilità urbana. Le critiche hanno accelerato le indagini della polizia, la quale ha iniziato a ricostruire i volti dei protagonisti tramite l’analisi dei profili online.
Indagini, revoca del permesso e ordine di espulsione
Grazie alle tracce lasciate sui canali social, la polizia è riuscita a identificare Nicolae Novacenco, 31 anni, cittadino moldavo. Una volta riconosciuto come il motociclista alla guida del gruppo, il questore ha disposto la revoca del permesso di soggiorno per “pericolosità sociale”. Il provvedimento è stato poi confermato dal prefetto e ratificato dal giudice di pace, che ha autorizzato l’espulsione immediata del soggetto.
Procedura amministrativa e giudiziaria
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha comunicato sui suoi canali ufficiali che l’individuo è stato imbarcato sul primo volo diretto verso la Moldavia. La decisione è stata motivata dal rischio potenziale per la sicurezza dei cittadini e dall’assenza di permessi per l’attività svolta. La procedura è durata pochi giorni, dimostrando la rapidità con cui le autorità possono agire in caso di pericolo pubblico.
La difesa e il ricorso al TAR: una “bravata”?
L’avvocato di Bratan, Matteo Politano, ha subito contestato la misura, definendola sproporzionata rispetto a quella che ha definito una “bravata”. Il legale ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) sostenendo che la decisione di espulsione è stata influenzata dall’ampia copertura mediatica e non dalla reale gravità dell’infrazione.
Prospettive sull’equità della misura
Il dibattito pubblico si è acceso sulla proporzionalità della sanzione: da un lato, le autorità difendono la decisione come necessaria per garantire la sicurezza stradale; dall’altro, l’avvocato sottolinea che l’intervento ha causato solo un temporaneo disagio al traffico, senza vittime o danni materiali. Il caso rimane aperto al TAR, che dovrà valutare se la revoca del permesso e l’espulsione siano effettivamente giustificate dal punto di vista legale.



