Il 25 settembre è stato annunciato l’uscita di Quando ti rivedrò l’ultimo inedito di Gino Paoli. Il brano doveva essere il risultato di un duetto speciale con Ornella Vanoni coincidente con i compleanni dei due artisti (22 e 23 settembre). La notizia ha subito suscitato curiosità: cosa è diventato di quel progetto quando la leggenda milanese è venuta a mancare?
Secondo gli stessi protagonisti, l’idea è nata quando il compositore Adriano Pennino ha contattato Paola Penzo moglie di Paoli, proponendo una canzone già pronta per la collaborazione. Dopo aver consultato Filippo Sugar presidente della casa discografica Sugar, il progetto è stato approvato e il brano è stato inviato a Ornella Vanoni, che ne ha subito mostrato entusiasmo.
Il progetto originale con Ornella Vanoni
Nel suo cuore, Paoli aveva immaginato una performance dove la voce di Ornella Vanoni avrebbe intrecciato le proprie sfumature emotive con il timbro profondo del cantautore genovese. La canzone, parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio doveva racchiudere i riferimenti ai compleanni imminenti e includere i fiati di Paolo Fresu già presenti nella frase musicale.
Il ruolo di Adriano Pennino e Filippo Sugar
Adriano Pennino descrive il brano come “un pezzo che ho scritto con Gino, con testi e musiche pronti, che mi sembrava bello e adatto alla sua voce”. Paola Penzo ricorda la chiamata di Pennino come “un po’ imbarazzata ma entusiasta”. Dopo aver ascoltato il demo, Filippo Sugar ha confermato che la canzone rispecchiava pienamente lo stile autentico di Gino e la sua capacità di commuoversi sul palco.
La tragedia e la scelta della tromba
Tre giorni dopo aver ricevuto il brano, Ornella Vanoni è venuta a mancare, lasciando un vuoto incolmabile. Penzo, insieme a Caterina Caselli ha valutato alcune alternative, ma la decisione finale è ricaduta sulla presenza dei fiati già registrati. Il figlio di Paoli ha suggerito che la tromba di Paolo Fresu potesse “sostituire la voce” di Vanoni, non come mera copertura, ma come omaggio sonoro.
Paolo Fresu, amico di Vanoni, entra in scena
Fresu, noto trombettista jazzista e grande amico di Ornella, aveva spesso condiviso aneddoti sulla sua vita e le sue famiglie. Penzo ha spiegato che “Ornella parlava sempre di lui, della sua famiglia, e io ho conosciuto molto di lui grazie ai racconti che mi ha lasciato”. Il risultato è un assolo di tromba che, piuttosto che sostituire, rimanda al ricordo affettivo della cantautrice.
L’uscita del brano e le reazioni
Il pezzo è stato pubblicato nella notte tra i due compleanni, per poi essere disponibile dal 25 settembre nell’ambito della riedizione di Appunti di un lungo viaggio. La stampa ha descritto l’opera come “una testimonianza di emozione profonda”, dove la voce di Paoli rimane intensa e il trombone di Fresu aggiunge una dimensione lirica che rende il duetto mancato una sorta di dialogo postumo. Molti fan hanno accolto l’interpretazione come un “tributo dignitoso” a Ornella Vanoni, affidando alla tromba il compito di parlare al posto della voce che non potrà più cantare.
Nel frattempo, il ricordo di Vanoni è stato celebrato anche sul palcoscenico: lo spettacolo “Diario sentimentale di una donna libera” al Piccolo Teatro Strehler, curato da Pacifico ha riportato la sua figura con registrazioni originali, frammenti di conversazioni e i grandi successi che la rendono ancora viva nella coscienza collettiva. L’evento, che si ripeterà al Teatro Sociale di Busto Arsizio, evidenzia come la sua influenza continui a permeare progetti musicali, incluso il nuovo brano di Paoli.



