Il decreto Piano Casa ha ottenuto la fiducia alla Camera, ma l’approvazione non è passata inosservata. La nomina del commissario straordinario per l’edilizia residenziale pubblica e sociale, avvenuta prima del via libera dell’Aula, ha scatenato aspre polemiche, soprattutto per l’ingente compenso previsto.
Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha annunciato che, a seguito del Consiglio dei Ministri, si è tenuta una riunione con i tecnici dei ministeri coinvolti per trovare una soluzione per il miliardo di euro dell’ex piano ‘Rosc0’, destinato al Piano Casa attraverso la rimodulazione delle risorse del Pnrr. L’esito dei lavori è stato positivo, con l’individuazione di una strada normativa per veicolare le risorse.
La nomina del commissario straordinario
Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, è stato nominato commissario straordinario l’architetto Felice Squitieri, consulente tecnico per la Pubblica Amministrazione e commissario Via e Vas del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Squitieri si occuperà della ricognizione dei fabbisogni e del programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale. Resterà in carica fino al 31 dicembre 2027 con un compenso lordo complessivo di circa 490mila euro.
Il commissario potrà avvalersi di un sub-commissario e di una struttura di supporto, e operare a mezzo di ordinanza, in deroga a ogni legge diversa da quella penale, fatti salvi il codice antimafia, quello dei beni culturali e i vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Ue.
Le critiche delle opposizioni
La nomina di Squitieri è stata duramente criticata dalle opposizioni. Il Pd ha definito il comportamento ‘non rispettoso’, mentre il M5s ha osservato che ‘non è giusto dare uno stipendio fisso a un commissario per il piano casa, che è la più grande agenzia immobiliare creata da questo governo. Dovrebbe andare a provvigioni’.
Le modifiche al Piano Casa
La Camera ha approvato il decreto Piano Casa con 168 voti a favore. Il Piano prevede un programma straordinario di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica per mettere a norma circa 60mila immobili, con procedure accelerate e semplificazioni amministrative. Tra le modifiche in commissione, è stato rifinanziato con 8,5 milioni il Fondo per gli alloggi degli universitari fuori sede, riservata alle Forze dell’ordine una parte degli appartamenti resi disponibili, e esteso anche alle persone con disabilità l’accesso prioritario al Fondo di garanzia per la prima casa.
La deputata Cinquestelle Patty L’Abbate ha commentato: ‘Mentre affitti e bollette continuano a pesare sui bilanci delle famiglie, il governo Meloni ha scelto di non rifinanziare il Fondo nazionale per il sostegno all’affitto e di ridurre gli strumenti contro la morosità incolpevole, lasciando molti Comuni senza risorse e migliaia di persone senza adeguate tutele’.



