La gestione degli sconti alla pompa entra in una nuova fase: il taglio alle accise sui carburanti è stato prorogato ma con modifiche sostanziali alla loro applicazione, mentre l’esecutivo valuta strumenti alternativi più mirati per sostenere i nuclei più fragili. Le decisioni più recenti arrivano attraverso un decreto ministeriale che stabilisce nuove aliquote e tempistiche, e parallelamente nella discussione politica prende corpo l’ipotesi di un contributo una tantum per le famiglie con Isee limitato.
Decreto ministeriale: proroga e modifiche tecniche alle accise
Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale prolunga il regime agevolato delle accise fino al 3 luglioentrando in vigore nella prima domenica utile successiva alla pubblicazione. La misura introduce un valore unificato dell’accisa pari a 622,90 euro per mille litri per benzina e dieseluna scelta che di fatto mantiene lo sconto sulla verde ma dimezza il beneficio fiscale finora riconosciuto al gasolio. L’effetto pratico è che, includendo l’Ivalo sconto alla pompa si assesta su circa 6,1 centesimi per litro per entrambe le tipologie di carburante a partire da domenica 7 giugno.
Impatto immediato sui consumatori
Per chi rifornisce un’auto diesel il cambiamento è percepibile: un pieno di 50 litri di gasolio costerà approssimativamente qualche euro in più rispetto al periodo in cui lo sconto sul diesel era più consistente, con una differenza calcolata intorno ai 3 euro per pieno rispetto al livello precedente del taglio. Sul territorio i prezzi medi restano in una fase di lieve discesa: i dati di riferimento mostrano la benzina attorno a 1,92 euro al litro in modalità self e il diesel vicino a 1,98 euromentre sulle autostrade i listini si mantengono oltre i 2 euro al litro.
Meccanismo delle “accise mobili” e parametri di contabilizzazione
La proroga è stata attivata attraverso il meccanismo noto come accise mobiliche utilizza l’extragettito Iva rilevato nel mese precedente per finanziare gli sconti. Questo procedimento consente di stabilire l’entità delle agevolazioni dopo la prima settimana di ogni mese, una volta certificati i dati di incasso. A maggio, ad esempio, il decreto dedicato è stato emanato dopo che l’extragettito Iva è stato quantificato in circa 191,2 milioni di euro.
Costi e sostenibilità della misura
La spesa complessiva sostenuta dall’inizio degli interventi è stata rilevante: le misure adottate dalla fine di marzo hanno comportato uscite per il bilancio pubblico che si avvicinano ai due miliardi di euro. Allo stesso tempo, in sede di analisi interna si segnala che la misura generalizzata costa in media diverse decine di milioni al giorno: questo dato alimenta il dibattito sulla sostenibilità nel medio periodo e spinge verso strumenti più mirati.
Verso un bonus mirato: la proposta del voucher da 100 euro
Accanto alla proroga tecnica, nel confronto tra i membri dell’esecutivo è emersa con forza l’ipotesi di sostituire gradualmente lo sconto generalizzato con un contributo mirato. La proposta in fase di valutazione prevederebbe un voucher di circa 100 euro destinato alle famiglie con Isee ordinario inferiore a 15.000 euro. La platea stimata coinciderebbe con quella già individuata per la Carta Dedicata a Tecoinvolgendo all’incirca 1,2 milioni di nuclei precedentemente selezionati per il sostegno all’acquisto di beni di prima necessità.
Obiettivi e limiti del voucher
L’intento dichiarato della proposta è duplice: concentrare le risorse su chi ha maggiore bisogno e ridurre l’impatto della spesa pubblica rispetto a uno sconto indiscriminato su tutti i consumi. Tuttavia, l’opzione presenta limiti pratici: essendo un contributo una tantum, potrebbe non coprire l’intero fabbisogno dei nuclei più esposti in caso di nuovi rialzi dei prezzi dovuti a tensioni geopolitiche. Inoltre, l’aumento del costo del diesel ha effetti indiretti sui trasporti e sulla filiera dei prezzi, con ricadute potenziali sui prezzi al consumo.
La decisione definitiva sull’articolazione degli aiuti e sulla loro durata sarà presa nelle prossime fasi di confronto politico. Nel frattempo, l’andamento dei listini alla pompa, le rilevazioni dell’extragettito Iva e la necessità di contenere la spesa pubblica restano i fattori determinanti che guideranno le scelte del governo nelle settimane a venire.


